EcoGusto a settembre

È finita l’estate e con lei tutte le cene fuori, gli aperitivi, le bevute, le abbuffate e le merende sotto il sole o dentro i condizionatori perché faceva così caldo che nemmeno tutti i ghiaccioli di questo mondo riuscivano ad abbassarci la temperatura corporea. Adesso si torna alla solita routine e tutto l’alcohol che ci siamo bevuti in giro lo trasformiamo in lacrime mentre andiamo a lavorare o all’università. 

Ebbene, oggi cerchiamo di tornare insieme un po’ nei ranghi e… no, scusate, non ce la faccio proprio. Tutta questa campagna che leggo in giro sul ritornare in forma a settembre, iscriversi in palestra a settembre, bere più acqua a settembre, riprendere a settembre, mi pare un’altra scusa per commercializzare prodotti e sensi di colpa, per cui no, non vi darò ricette striminzite per mettervi a dieta e farvi soffrire. 

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Tutto quello che dovete fare è imparare ad ascoltare il vostro corpo. Volete allenarvi? Fatelo provando a entrare in contatto con voi e con quello che sentite e provate, per scoprire ciò di cui avete bisogno. Il trucco sta tutto lì. Se avete delle intolleranze sapete già cosa evitare. Se avete un problema disfunzionale lo starete sicuramente tenendo sotto controllo e sapete già anche che, sebbene tutto è buono fritto, non vuol dire che si debba cucinare tutto con l’olio. Le merendine del supermercato saranno anche allettanti, ma una volta che provate lo stesso prodotto fatto in casa, imparerete ad apprezzare i sapori più genuini. Basta provare a cambiare set mentale e dirigersi verso ciò che è sano invece che artificiale

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Vi faccio un esempio: ero come al solito in giro in un  supermercato, quando mi è caduto l’occhio su un prodotto conosciuto, ma con un “nuova ricetta”. Vado a leggere ingredienti e valori e in realtà noto che c’erano solo quantità e insaporitori diversi. Mi sono indispettita e ho rifatto lo stesso prodotto a casa, ma con materie prime che conosco, naturali e non chimiche. E anche con tantissimo meno zucchero

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Tutto questo per dirvi che investire il vostro tempo nella cucina è la cosa giusta da fare perché è vero che siamo quello che mangiamo. Se mettiamo creatività in quello che facciamo finiamo per diventare delle opere d’arte come ha fatto anche Giulia

Adesso andate e splendete e se vi va mandatemi le vostre creazioni. 


Federica: laureata alla magistrale di lingue, letterature e filologie euroamericane. Fin da bambina sono passata da una famiglia all’altra e cresciuta in un ambiente cosmopolita in cui l’unica costante era la tavola e il cibo che univa e curava ogni male dell’anima. Porto con me tradizioni sudamericane e italiane che si sono trasformate in desiderio di sperimentare, provare e creare avendo anche poco e niente in dispensa. Ho un palato sopraffino e la cucina è l’unica cosa che mi tranquillizza perché mi permette di dare forma ai miei pensieri e trovare un posto che gli appartenga sia nella mia mente che nel mondo. I miei inviti a cena sono sempre un’esperienza sensoriale. Pronti per alzarvi dalla mia tavola con la pancia piena? Se avete bisogno e non mi trovate, non cercatemi in un sogno, ma su Instagram.

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