Anderson Paak live at La Prima Estate Festival

Il fiato di Maurice Brown risuona nella sua tromba sulle note di The Bird, intro perfetto per fare accomodare su una scintillante batteria argento Mr Anderson Paak e dare il giusto tempo ai fidati Free Nationals di iniziare lo spettacolo della quarta serata della Prima Estate Festival.

Un sorriso che incanta a metri di distanza e una grande parrucca riccioluta fanno da tratti distintivi di uno dei migliori performer del momento, reduce da un progetto insieme a Bruno Mars: i Silk Sonic; e sulla cresta dell’onda di un successo che dalle palme della California lo ha portato ad immergersi tra i pini marittimi del parco Bussoladomani di Lido di Camaiore.

The Bird, intonata da Brown, non si sviluppa, lascia posto a Heart Don’t Stand a Chance: inizia quindi da Malibu, dal 2016, il viaggio nel percorso musicale del king dell’ R&B, accompagnato sul palco dalla backing band Free Nationals e dalle coreografie e le voci del duo GAWD.

Stefano dalle Lucche

L’itinerario di questo viaggio versiliano alterna i diversi album della carriera da solista di Anderson Paak, passando ovviamente dal più recente Ventura, vincitore del Grammy Award 2020 come migliore album R&B, con le esibizioni live dei brani: King James (dedicata al cestista Lebron James), Make It Better e Come Home, brano ft André 3000, altrettanto vincitore del Grammy Award come miglior performance R&B sempre nella 62esima edizione del premio.

L’inconfondibile base di Bam Bam di Sister Nancy apre le porte del reggae, Mr Paak avanza, lascia la batteria, si allinea alle movenze delle GAWD e fa ballare l’intera platea con un mash up che culmina nella versione live di Saviers Road, decisamente migliore di quella registrata in studio contenuta in un altro grande successo di Anderson datato 2018: Oxnard.

Immancabile l’esibizione di Tints: brano tratto proprio da Oxnard che vede la collaborazione di Kendrick Lamar e che ci ricorda che la sera prima, a Milano, si era appena concluso uno show atteso da 8 anni in Italia.

Lo show continua e ci si rende conto di essere davvero all’interno di uno spettacolo ben fatto, perfettamente organizzato e fluido, si sfugge dal contesto italiano e quello a cui si assiste è di una qualità sorprendente: Anderson Paak sembra essere instancabile, non sbaglia una nota, non sbaglia nessun passaggio di batteria e anzi, ci dimostra quanto sia naturale per lui fare le due cose contemporaneamente (per niente scontato o facile).

In certi attimi lascia spazio alle esibizioni di chi è con lui sul palco a celebrare la buona musica R&B: si assiste ad un solo di TNava (Ron Avant), tastierista dei Free Nationals che omaggia Dr.Dre, con cui Paak ha lavorato e lavora da diversi anni e ad un brano eseguito esclusivamente dal duo GAWD: Nasty Girl. Le voci delle due coriste non sono nuove alle nostre orecchie ed infatti una di loro è recentemente entrata nelle top 10 mondiali eseguendo i cori all’interno di Harry’s House, l’ultimo album di Harry Styles.

Stefano Dalle Lucche

R&B, new jazz, hip hop, reggae e rap, il viaggio di Mr Paak culmina eseguendo Bubblin, non a caso brano vincitore di un altro Grammy, questa volta per la migliore interpretazione rap nel 2019, per poi scivolare via, lasciando tutti (in attesa di un mancato bis), sulle note di Milk ‘n Honey, arrivando dunque a destinazione con un grande ritorno alle origini: il brano, datato 2014 è il primo successo di un grandissimo artista e performer che proprio dall’album Venice decide di abbandonare lo pseudonimo Breezy Lovejoy ed essere acclamato in tutto il mondo con la propria identità.

Caro Mr Paak, grazie di averci regalato uno show senza eguali, di aver celebrato la musica R&B in uno spettacolo di altissima qualità, facendo provare, purtroppo per una sola notte, la sensazione di essere oltreoceano nonostante fossimo a pochi chilometri da casa!

Eleonora Esposito

classe ’96, studentessa di Farmacia, ormai in Radioeco da troppi anni

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