Rad(Y)oSex 2.0: cosa sapere sul tumore alla cervice uterina

Ciao a tutti, e bentornati nella rubrica sul sesso di RadioEco: Rad(Y)oSex 2.0!

Oggi l’argomento dell’articolo riguarda tutte le donne, parleremo infatti del tumore della cervice uterina.

Come lo scorso articolo, vorrei fare una piccolo disclaimer: non sono un medico né studio medicina, ma essendo questa rubrica anche di carattere informativo, credo che articoli di tale argomenti siano più che necessari.

Quindi, passiamo oltre e iniziamo con l’articolo.

  • Cos’è la cervice uterina?
  • Chi è a rischio e la diffusione media
  • Tipologie e sintomi
  • Prevenzione
  • Diagnosi
  • Come viene curato

Cos’è la cervice uterina?

La cervice uterina si trova nella parte inferiore dell’utero (dove si sviluppa il feto) e presenta un canale tra l’utero e la vagina.

L’utero è formato da due parti:

  • La parte superiore chiamata corpo
  • La parte inferiore è chiamata collo o cervice

All’interno della cervice uterina si inserisco i parametri, delle strutture fibrose che collegano l’utero alla parte ossea delle pelvi. I parametri sono attraversati dal tratto della via esecretrice che unisce il rene alla vescica.

La cervice si divide in una parte chiamata endocervice (vicina al corpo dell’utero) ed un’altra di nome esocervice (vicina alla vagina).

Nella prima parte abbiamo delle cellule squamose e nella seconda abbiamo delle cellule ghiandolari. La zona in cui si incontrano è chiamata zona di transizione.

Gran parte dei tumori alla cervice nascono proprio dalle cellule che si trovano in questa zona di transizione.

Chi è a rischio e la diffusione media.

Come in ogni caso, le malattie non hanno dei confini per quanto riguarda la loro comparsa, ma dei paramentri indicativi.

Il tumore alla cervice uterina può colpire alcuni soggetti che presentano queste caratteristiche:

  • Infezione da Papilloma virus umano (HPV): questo virus si trasmette per via sessuale, per cui l’educazione sessuale e l’utilizzo di contraccettivi (preservativo maschile, preservativo femminile e vaccinazione) può limitarne la diffusione. La vaccinazione è estremamente importante, perché il preservativo non protegge totalmente dalla diffusione, in quanto può essere trasmesso anche tramite la il contatto di altre legioni della pelle. Anche un’insufficienza immunitaria può essere la causa di una maggio diffusione dell’HPV.
  • Fumatori di sigaretta
  • Presenza di casi in famiglia (nonostante non siano stati identificati i geni responsabili di questo passaggio)
  • Dieta povera di frutta e verdura
  • Obesità
  • Infezione da clamidia
  • Numerosi parti oppure aver partorito in età adolescenziale

Per quanto riguarda il primo punto, è stato studiato che solo 100 tipologie di HPV possono portare allo sviluppo del tumore alla cervice e questi sono pericolosi dal punto di vista oncologico, mentre gli altri sono neutrali o danno origine a forme di tumore benigne.

Per quanto riguarda la diffusione secondo quanto riportato nel “Global Cancer Statistics 2020”, uno studio condotto in collaborazione tra ACS (American Cancer Society) e IARC (International Agency for Research on Cancer), il tumore alla cervice uterina è tra i più comuni nelle donne.

Nei paesi con reddito medio-basso e nel continente africano è molto comune. Nel mondo occidentale, grazie ai test diagnostici (Pap-Test e test per la ricerca del DNA di Papillomavirus) il numero dei casi e dei decessi è in diminuzione.

Tipologie e sintomi

Le tipologie di tumore alla cervice si classificano in base alle cellule da cui nascono:

  • Il carcinoma a cellule squamose (80% dei casi) e prende origine dalle cellule dell’esocervice
  • Adenocarcinoma (15% dei casi) che prende origine dalle cellule dell’endocervice
  • I tipi di tumore che si presentano in forma mista prendono il nome di carcinomi adenosquamosi

I sintomi possono essere variabili e talvolta scambiati per problemi di minore importanza.

In alcuni casi le forme tumorali sono asintomatiche e possono essere legati ad altre patologie tumorali:

  • Perdite di sangue vaginali anomale (dopo i rapporti sessuale o dopo/prima della comparsa delle mestruazioni)
  • Perdite vaginali inusuali
  • Dolore nella zona pelvica
  • Dolore durante i rapporti sessuali

Questi sintomi non sono sinonimi della presenza del tumore, ma alla comparsa di uno di questi è bene ricorrere alla visita urgente presso un ginecologo/a.

Prevenzione

Esistono possibilità di prevenzione del tumore, anche se la sua comparsa può prescindere da queste attenzioni da parte della donna.

  • Daignosi e cura delle lesione precancerose (CIN, SIL o displasia) che talvolta possono dare origine al tumore. È ancora in fase di studi come la cura precoce di queste lesione possa ostacolare l’insorgere del tumore. Tuttavia, non tutte le lesioni portano allo sviluppo oncologico.
  • Limitare partner sessuali
  • Evitare rapporti con per persone a rischio
  • Controlli ginecologici regolari
  • Pap-Test: è gratuito per le donne tra i 25 e i 64 anni e deve essere ripetuto con regolarità ogni tre anni
  • HPV-test: gratuito per le donne tra i 25 e i 64 anni, a cui dobbiamo sottoporci con regolarità ogni cinque anni se risulta negativo nel tempo.
  • Vaccinazione: può prevenire anche i tumori della vagine, dell’utero, dell’ano, della testa e del collo

Diagnosi

Sottoporsi al Pap-test e all’HPV-test può far diagnosticare il tumore in fase iniziale oppure ancora in fase precancerosa.

I risultati dei test possono stabilire anche il grado di gravità dell’attività precancerosa e stabilire di conseguenza la migliore strategia di cura.

Nel caso di anomalie, viene prescritta dal medico la colonscopia (esame breve, indolore ed eseguito dal ginecologo in ambulatorio). Durante questa, vengono eliminate le lesioni più piccole che possono dare origne a forme tumorali

Altri esami che possono essere prescritti sono la TC (tomografia computerizzata), risonanza magnetica o tomografia a emissione di positroni (TEC). Questi riescono a determinare l’estesione del tumore.

Come viene curato il tumore alla cervice

La cura e le varie metodologie vengono attuate in base allo stadio e alla grnadezza del tumore, e vengono studiate in base alle necessità del paziente.

  • Criochirurgia e chirurgia laser, utilizzate negli stadi inizali del tumore e agiscono sulle cellule malate
  • Conizzazione, utilizzata quando il tumore è diffuso e viene asportato un cono di tessuto in corrispondenza della lesione
  • Isterectomia, nei casi in cui il tumore è esteso
  • Radioterapia, trattamento nel caso in cui la malattia è avanza e localizzata, in cui le cellule tumorali vengono colpite con radiazioni
  • Brachiterapia, in cui vengono inseriti degli ovuli nell’utero che emettono radiazioni
  • Immunoterapia, ancora in fase di studio

Siamo arrivati al termine dell’articolo.

Vi ringrazio ancora della vostra attenzione e spero che vi posso esser stato utile.

Autrice: Michela Berti

Ho vent’anni ma sento di essere rimasta ferma ai miei amati 18. Matricola sia di Radio Eco che dell’Unipi, sono innamorata dell’arte e della scrittura, potreste chiudermi in un museo e non vedermi più uscire. Parlo di qualsiasi cosa, anche se cerco sempre una scusa per nominare Alberto Angela o i miei fervidi ideali femministi. Vorrei fare la scrittrice, ma anche la giornalista, e la divulgatrice, o la direttrice di un museo, e tante altre cose.

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