CinefiLife – Cosa aspettarci da Doctor Strange: In The Multiverse Of Madness

Spiderman No Way Home è stato il film che ha aperto sul versante cinematografico marvel il tema del multiverso. Uno scenario narrativo che ha messo in crisi l’uomo-ragno (Tom Holland), costretto a battersi contro quasi tutti i nemici provenienti dai vecchi franchise (ora universi alternativi) contando sul fidato aiuto di Stephen Strange (Benedict Cumberbatch), un altro eroe marvel che tornerà al cinema il 5 maggio 2022, con Doctor Strange: In The Multiverse of Madness, che, come da titolo, tornerà ad esplorare il caotico tema multiversale.

Ma non è solo quest’ultimo l’elemento che potrebbe ereditare dalla pellicola sul tessiragnatele, quanto anche la quantità spropositata di cameo. Potrebbe questa mettere a rischio la qualità di film? Di questo oggi ci interrogheremo qui alla rubrica CinefiLife di Radioeco.

Paragrafi che troverai nell’articolo:

  1. Il Multiverso è uno specchietto per le allodole?
  2. Tra il ritorno di Sam Raimi e le “tinte horror” del film: cosa ci possiamo aspettare?

Il Multiverso è uno specchietto per le allodole?

Ragionando a mente fredda e a cuore glaciale, il pretesto del multiverso in Spiderman: No way Home è solo un travestimento per una vagonata di fan service. Cinicamente potremmo interpretare il film di Jon Watts come un vero e proprio punto di svolta delle possibilità narrative dell’MCU, un modo per rimescolare le carte, rendendo, letteralmente, tutto possibile, e questo perché come viene anticipato nel trailer del nuovo Doctor Strange «il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco».

Se questo da una parte potrebbe rendere il film pregno di un emotività scaturita dal fan service più sfrenato, per via dell’ormai scagionata possibilità di far comparire qualsivoglia versione di ogni eroe o villain Marvel, da un’altra parte segna anche un pericoloso precedente: con il multiverso non serve imbastire una storia che regga perché il pubblico riempia le sale.

E a riprova di ciò vi è lo stesso Multiverse of Madness che, già solo dal suo annuncio, è riuscito a dare sui social seguito alle più assurde teorie: vedremo un Iron Man interpretato da Tom Cruise? Avremo gli X-men guidati da Deadpool? John Krasinski come Mr Fantastic? E che, non vuoi mettere il Ghost Rider di Nicholas Cage e il Daredevil di Ben Affleck? Che faccio signora? lascio?

Tutte domande che da veri fan (forse un po’ troppo) fanno parte del gioco, ma che ci auguriamo i Marvel Studios prendano con le dovute cautele. Già i precedenti lavori sul multiverso danno, infatti, parecchio a desiderare: Loki, il terzo Spider-man e What If…? nei quali il tema era centrale, fornivano spiegazioni differenti sulla sua origine e il suo funzionamento, cosa che desta non poca confusione data la loro ambientazione nel medesimo universo narrativo.

Certamente la curiosità per il nuovo film di Strange non manca, soprattutto per il ritorno alla regia del mitico Sam Raimi. Tuttavia sembra lecito chiedersi se, anche questa volta, ci troveremo di fronte a un eccesso di personaggi, motivati non tanto da una trama lineare, quanto più dalla volontà di stuzzicare un pubblico, ormai preda della nostalgia, con le vecchie glorie di altri franchise cinematografici.

Già l’ultimo trailer ha reso palese la presenza del Charles Xavier di Patrick Stewart, lo storico leader degli X-Men di casa FOX, che ha subito scatenato la gioia di tanti, così come molte altre teorie sul gruppo di personaggi (per adesso nell’ombra) nel mezzo del quale viene intravisto nel trailer, che molti hanno associati agli Illuminati il gruppo composto dalle menti più brillanti del mondo Marvel, comparso, per ora, solo tra le pagine dei fumetti.

Siamo di fronte a uno scenario pregno di hype, cosa che è anche comprensibile, ma che, tuttavia, non deve far dimenticare che, per quanti personaggi possano esserci, ogni cosa dev’essere al servizio della storia, come, invece, non è accaduto in altri lidi (caro No Way Home, fai bene a sentirti tirato in causa).

Tra il ritorno di Sam Raimi e le “tinte horror” del film: cosa ci possiamo aspettare?

Al cinema dalla prossima settimana, il film potrebbe regalarci un’esperienza surreale e destabilizzante soprattutto tenendo a mente la regia di Raimi, che, nel corso della sua carriera, ha saputo mettere mano a sequenze spettacolari (basti pensare alla scena del treno in Spider-Man 2), nella speranza, ovviamente, che il regista abbia avuto la piena fiducia dei Marvel Studios e dunque la possibilità di esprimere a pieno il suo estro creativo autoriale. Già nel trailer del film sono presenti movimenti di macchina particolarmente sofisticati, come un long-take che comincia da dentro la pupilla della Scarlet Witch di Elizabeth Olsen.

Inoltre il film è stato presentato come la prima pellicola a tinte horror del MCU e poche ore fa sono arrivate conferme che descrivono il film come “oscuro” e “tenebroso”, con scene orrorifiche che coinvolgono demoni, cadaveri ustionati o in decomposizione e diversi Jump-scare.

Tenendo a mente queste premesse il film potrebbe porre l’accento sul body-horror tanto caro al maestro dietro la trilogia di Evil Dead, che anche con un film senz’altro più leggero come il suo primo Spider-Man, ebbe il coraggio di rendere organiche (fuoriuscivano dai polsi) le ragnatele dell’eroe, con, se rivisto nell’ottica adulta, una chiara associazione alla polluzione adolescenziale.

Sia chiaro, ovviamente è impossibile che il nuovo Doctor Strange possa essere un horror a tutti gli effetti, resta pur sempre un film con un target orientato su famiglie, tuttavia potrebbe comunque avere un approccio inedito rispetto al panorama di cui fa parte, giocando con i limiti del PG-13.

A prescindere dalla quantità di horror, speriamo solo che Raimi abbia avuto sufficente spazio di manovra per lasciare la sua impronta sul film; solo questo, almeno personalmente, renderebbe molto piacevole l’essere risucchiati nel multiverso della follia!


Nato nel 1999 e circondato dal mare, prima dell’isola d’Elba e poi della Sardegna, Tommaso dalle poltrone della sala, approda finalmente a quella davanti alla tastiera, per scrivere di ciò di cui ha sempre amato parlare: il cinema, in tutte le sue forme. Studente di filosofia e da poco in Radioeco, puoi trovarlo su instagram come @tomcorsetti_

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