Cinema Sonoro: Normal People

Oggi la rubrica di Cinema Sonoro torna agli albori dei suoi primi contenuti e, lasciando per un attimo il grande schermo, intraprende nuovamente i binari delle serie tv e delle loro soundtrack. E’ così che quindi la musica riportata tra queste righe è quella che accompagna Normal People, la serie tv tratta dall’omonimo romanzo della giovane scrittrice Sally Rooney. 

Credits: Serial Minds

Normal People: storia di due persone normali 

Credits: Refinery29

Normal People è la trasposizione del racconto che la millennial writer – classe ’91 – più di successo negli ultimi anni, ha pubblicato nel recente 2018. Difatti, alla Rooney si riconosce un’indiscutibile capacità di restituire attraverso le sue parole quella che è la realtà emotiva di una generazione alle prese con app di messaggistica, PC e caffè macchiati di Starbucks

La storia, riportata fedelmente sul piccolo schermo grazie alla sceneggiatura riadattata in parte dalla stessa scrittrice irlandese, è quella di Connell e Marianne, due giovani uniti in un rapporto di intrecci e separazioni, silenzi illogici ma realistici, sentimenti mai spiegati e solo fortemente provati. Insomma, due persone normali.

La serie spalma la storia dei due protagonisti su dodici magistrali episodi che esplorano sia le realtà condivise in un insieme di intersezione delle loro vite, sia i filoni narrativi dei singoli e delle individualità, spesso fatte di costrizione ed inadeguatezza

Cosa fa la soundtrack di Normal People

La colonna sonora di Normal People è un elemento centrale della serie perché va a sporcarsi le mani in quello che è un materiale emotivo estremamente denso e complesso, che solo la musica è in grado di trasmettere in maniera diretta e, qualche volta, dolorosa.

La soundtrack segue quindi i personaggi come un’ombra nelle porzioni di storia che li vedono lontani a vivere i loro personali dilemmi, ma anche in quelle parti che li ritrovano a convergere. Per Connell e Marianne, infatti, sono proprio i momenti di unione a catalizzarne i vari cambiamenti di vita e personalità, come se i pezzi di esistenza passati insieme rappresentassero dei punti di snodo da cui poi ripartire per direzioni diverse e nuove, attendendo il momento di ricongiunzione successivo.

Credits: Sentieri Selvaggi


Marianne

Credits: Daily Express

Da una parte vi è Marianne, la cui storia vede un passaggio dalla condizione di forte solitudine in una Sligo che non la comprende, ad una Dublino che la accoglie in un sistema sociale e culturale finalmente a lei più affine. A questa importante conversione succedono una serie di momenti difficili legati alle relazioni con gli uomini che si imbattono sulla sua strada, nessuno in grado di capirla, ma con la presunzione di poterci riuscire, eccetto Connell.

Questo suo percorso di crescita individuale viene scandito dalla soundtrack che accompagna Marianne con brani che riflettono inizialmente la sua solitudine oppositoria e poi una di tipo più introspettivo. La prima condizione, ad esempio, viene restituita bene con Did It To Myself di Orla Gartland, il cui titolo ripercorre fedelmente il modo in cui Marianne affronta la vita nella città natale, mentre i momenti più adulti di isolamento e perdizione, come quello vissuto durante l’Erasmus in Svezia, si accompagnano a brani solo strumentali tipo Scene Suspended di Jon Hopkins.

Connell

Credits: Daily Express

Il cammino di Connell è allo stesso modo segnato da momenti difficili, anch’essi legati alla sfera della solitudine come quelli della sua anima affine, Marianne. Diversamente da lei, però, quella di Connell è una sensazione legata alla pressione sociale e alla percezione di non essere mai calzante col contesto in cui si va ad inserire, che sia nella realtà scolastica dove è comunque popolare e ben accettato, o che sia in quella universitaria dove però la sensazione di inadeguatezza non è solo nella sua mente, ma è palpabile anche a livello comportamentale.

Tutti questi momenti in cui Connell viene rappresentato distanziato dalla massa di gente e intento a districarsi tra i suoi pensieri, sono sostenuti principalmente da musiche senza parole. Il brano originale Funeral Dark, composto per la serie da Stephen Rennicks, segna uno dei momenti più complessi per il personaggio, posto davanti al suicidio di un caro amico di infanzia a cui il ragazzo non riesce a darvi spiegazione, mettendo così in discussione la sua completa esistenza.

Marianne e Connell

Tutto questo però, le strade di uno e dell’altro, sono come percorse non da macchine, ma da calamite che, quando rivolte verso i poli opposti a guardarsi, si attraggono. Sono i brani che descrivono queste porzioni di vita comuni ad essere i più belli ed esplicativi dei personaggi e del rapporto che li lega e li rende tali come persone a sé stanti.

Credits: Cinesblog

Impossibile non citare Hide and Seek di Imogen Heap, che strizza l’occhio a tutti i veterani con un passato di The OC alle spalle e che subito pensano ad una sconvolta Marissa Cooper che spara al fratello di Ryan Atwood. In questo caso però, il brano è ritagliato nella sua parte iniziale, quella più delicata, che inserita ad arte sulle immagini di Connell e Marianne intenti a stare insieme, fare l’amore e appunto, nascondersi dagli altri, regala uno scorcio del legame puro e semplice che i due hanno.

Angeles del tormentato Elliott Smith, Berlin di RY X, Dogwood Blossom di Fionn Regan e La Lune di Billie Marten sono canzoni che sentiamo scorrere insieme alle immagini delle vite quotidiane che i due personaggi conducono in parallelo. A queste seguono titoli didascalici come la cover di Only You di Yazoo – perché alla fine c’è solo Connell per Marianne e solo Marianne per Connell – ma anche la cover di Make You Feel My Love, che coniuga con una scena di nudo integrale in cui i due si riuniscono dopo la loro prima separazione, più adulti e consapevoli del loro sentimento reciproco e della loro indiscutibile connessione.

Obbligo parlare anche della cover di Love Will Tear Us Apart, famosissimo brano del gruppo post-punk britannico Joy Division dai toni elettronici e disturbanti degli anni Ottanta, che però qui è eseguito dalla voce femminile di Nerina Pallot, la quale conferisce al pezzo un’accezione più dolce, in sottofondo ai paesaggi italiani del Nord Italia. Qui le parole parlano chiaro: è l’amore stesso che in alcuni momenti tiene i due giovani lontani l’uno dall’altro.


La soundtrack di Normal People, giovane e fresca come le parole dell’ideatrice della storia, racconta quindi di Marianne, di Connell e allo stesso tempo di entrambi, in una maniera così incisiva e necessaria che fare Shazam durante il corso dei dodici episodi è un istinto a cui risulta impossibile resistere.


Per ascoltare tutta la soundtrack, ecco il link diretto alla playlist di Spotify qui. Sotto la lista completa delle canzoni, citate e non:


Autore: Matilde Loni

Nata accanto alla torre pendente nel 1997, Matilde da ex pallavolista approda alla tastiera del pc per scrivere della sua grande passione: l’arte in tutte le sue declinazioni. Studentessa di Psicologia Clinica e blogger di RadioEco, puoi trovarla su Instagram come @matilde.loni.

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