Mica Van Gogh: L’astrattismo di Sam McKinniss nell’album Melodrama di Lorde

Nelle scorse puntate ci eravamo lasciati con il brano Da Vinci Riot Police e George Ezra, oggi parleremo di una delle artiste electro pop più celebri, Lorde, e della sua collaborazione con l’astrattista americano, Sam McKinniss.

  1. Melodrama
  2. I brani e le fonti di ispirazione
  3. Il progetto grafico

Melodrama

Tra tutti gli album fino ad ora trattati, Melodrama di Lorde, è annoverato tra quelli senza i quali non potrei vivere. Mi ha sempre trasmesso molto, non solo per i testi, ma anche per le sonorità che ritengo siano le vere protagoniste dell’album. 

Melodrama, secondo album in studio di Lorde, pubblicato nel 2017, si distingue dal primo, Pure Heroine, proprio per le sonorità. Se nel primo queste erano minimaliste, nel secondo si fa maggiormente uso del pianoforte e di beat elettronici massimalisti. I temi affrontati all’interno del disco riguardano la solitudine provata dopo la rottura di una relazione. Come egli stessa l’ha definito, in un’intervista per il New York Times, è un “album sull’essere soli nei suoi aspetti negativi e positivi”.

Per alcuni critici, Melodrama, è stato definito un concept album sciolto. In realtà segue una linea narrativa ben precisa, in particolare, racconta lo svolgimento di una festa e tutte le emozioni che ne derivano. Molte tracce sono ispirate a stili e brani di altri artisti.

I brani e le fonti di ispirazione

Nel primo singolo, Greenlight, Lorde si è esplicitamente ispirata allo stile inconfondibile dei Florence and The Machine, che lei stessa ha ascoltato in concerto prima della stesura del brano. Il pezzo racconta della prima vera delusione amorosa dell’artista e del momento in cui aspetta la luce verde, la luce del via libera, che si spera di raggiungere uscendo da un momento buio. 

“I’m waiting for it, that greenlight, I want it”

Nonostante il testo rimandi al tema della sofferenza, all’ascoltatore giunge un suono positivo e carico soprattutto nel momento del ritornello. La voce teatrale di Lorde, accompagnata da un coro super pop, contribuisce alla realizzazione di questo effetto.

Il brano Homemade Dynamite è stato scritto insieme alla cantante svedese Tove Lo. Successivamente all’uscita dell’album, il pezzo è stato pubblicato in una nuova versione cantata, oltre che da Lorde, anche da Khalid, Post Malone e SZA.

Le sonorità del brano The Louvre sono ispirate all’album di Frank Ocean, Blonde, uscito nel 2016. La composizione di Liability è ripresa, invece, dal brano Higher, dell’album Anti del 2018 di Rihanna.

Paul Simon è, però, la principale fonte di ispirazione della cantante, in particolare, nel brano Hard Feelings/Loveless. I primi due versi nella parte di Loveless sono un campionamento del documentario su processo di realizzazione dell’album Graceland di Paul Simon. L’assolo di tamburo che fa da collegamento alle due parti del brano riprende, invece, lo stile di Phil Collins in un brano del 1981, In the Air Tonight.  

La traccia che chiude l’album, Perfect Places, racconta i sentimenti provati dalla cantante dopo la morte di due grandi artisti, per lei fonte di ispirazione, David Bowie e Prince

Il progetto grafico

La copertina dell’album è stata realizzata dall’artista Sam McKinniss. Lorde, da tempo fan dell’artista, chiese lui di realizzare un’opera che la raffigurasse e che suscitasse “un tipo di colorata inquietudine e eccitazione adolescenziale, energia e potenziale”. Per il progetto, Lorde, ha posato per circa due ore indossando una vestaglia vintage. Oltre alla copertina dell’album, McKinniss, si è occupato della realizzazione di un vero e proprio dipinto ad olio e acrilico su tela dal titolo, Lorde.

Lorde by Sam McKinniss
Lorde di Sam McKinniss-foto di www.artbasel.com

Il progetto raffigura la cantante neozeolandese nel suo letto, illuminata da una forte luce bluastra, mentre ci guarda in maniera penetrante. Le pennellate metodiche e “pensate“, i forti contrasti e la composizione perfetta sono in grado di catturarci proprio come la musica di Lorde.

La copertina è stata molto apprezzata dalla critica ed è stata definita la quindicesima miglior copertina di un album del ventunesimo secolo. Tatiana Cirisano, autrice di Billboard, ha soprattutto lodato la capacità di “comunicare perfettamente l’intimità e gli stati d’animo caratteristici dell’album di appartenenza” attraverso l’immagine di copertina.


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Autore: Giulia Demuro

Ascolta la musica da quando era nella pancia della mamma ed è abbonata a Spotify dal 7 maggio 2002. Negli ultimi anni si appassiona, grazie al padre, alla musica in vinile. Studia Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione presso l’università di Pisa.

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