Pasqua con EcoGusto

Ci siamo: sta arrivando la Pasqua e con lei si spera siano finite le giornate fredde e piovose. Fin da bambina non ho mai avuto un bel rapporto con le festività, ma questa per me era il preludio all’estate, quindi ero abbastanza contenta di sopportare qualche pranzo affollato a casa degli amici o a volte dai parenti. Il bello era che potevo farmi gli affari miei mentre cercavo di snodare il filo che teneva chiuso il piccolo uovo di Pasqua, senza che nessuno mi prestasse attenzione; alla fine mi stufavo e rosicchiavo tutto con i denti. Ad oggi, quando lo compro, rivivo il trauma, ma sono abbastanza grande da ingoiare l’orgoglio e chiedere aiuto alle forbici.

Tralasciando uova e complessi vari, la tradizione italiana vede sulle tavole il classico agnello, piatti a base di pesce che sono meno comuni, ma comunque buoni e un sacco di dolci. Ovviamente, noi di EcoGusto non ci facciamo mancare niente e dato il successo dei menù di San Valentino, replichiamo anzi, triplichiamo anche per Pasqua.

Menù Arancio:

Antipasto: cestini di grana padano con straccetti di bresaola

Primo: tagliatelle al ragù

Secondo: agnello in doppia cottura

Contorno: verdure al forno

Dolce: schiacciata di Pasqua

Tips: Vi insegno come fare i cestini: accendete il forno in modalità grill e stendete, su un foglio di carta da forno, due cucchiai di formaggio creando una forma circolare; la grandezza la scegliete voi. Mettete il foglio in forno e controllate che il formaggio si sciolga senza che si bruci. Non appena vedete che si è uniformato e compattato, sfornate e mettete il tutto dentro degli stampini, tipo quelli usati per i muffin e fate raffreddare. Tagliate la bresaola a striscioline e conditela con olio e, se vi piace, aceto balsamico. Il ragù fatelo voi in casa, magari la mattina e se non lo volete far “pippiare“, come dicono al sud, per 6/8 ore, va bene lo stesso anzi, viene più leggero. L’agnello va prima saltato in padella con gli odori e poi cotto in forno irrorato di brodo: favoloso. La schiacciata di Pasqua l’ho scoperta qui in Toscana e devo dire che è veramente buona anche servita da sola, ma se volete esagerare, potete servirla a fette con una crema inglese accanto che è delicata e non copre il sapore del piatto principale.

Menù Azzurro:

Antipasto: insalata di polpo

Primo: risotto di mare

Secondo: grigliata mista

Contorno: verdure grigliate

Dolce: pastiera napoletana

Tips: il segreto di un polpo morbido sta nella cottura: non lessatelo molto e fatelo raffreddare nella sua acqua di cottura: verrà tenerissimo; in più, perché non variare? Aggiungete olive, sedano fresco e pomodorini: tutto un altro sapore. Quando fate il risotto, tenete da parte gli scarti del pesce scelto per farci il fumetto: sarà molto più buono rispetto ai commerciali brodi di pesce che troviamo al supermercato. Vi consiglio di cuocere separati riso e pesce e di unire quest’ultimo solo a mantecatura così da non rovinarne la carne. Lo so che avreste voluto il pesce fritto, ma io trovo che ne cambi completamente il sapore, al contrario, la grigliatura lo esalta. E poi, se prendete degli spiedini di pesce in più, farete felici i più piccoli.

Menù Rosa:

Antipasto: fagottini di spinaci e ricotta o panna vegetale

Primo: lasagne al pesto

Secondo: sformato di ceci con cipolle e pistacchi

Contorno: carciofi gratinati

Dolce: torta di carote e mandorle

Tips: I fagottini sono fatti con due rotoli di pasta sfoglia ripieni di spinaci sbollentati in acqua salata e ricotta o panna vegetale; semplici, ma sfiziosi. Le lasagne sono un must e al pesto sono delicatissime, ma se volete fare gli alternativi, data anche la moda che è scoppiata ultimamente, potete usare il pesto di pistacchi. Le cipolle dello sformato fatele caramellate in padella, le unite nel mezzo allo sformato insieme ai pistacchi e via in frigorifero.

Al solito, il menù rosa è intercambiabile con le pietanze degli altri e, senza che io vi dica niente, potreste anche fare doppio di qualcosa, come due contorni o tutti e tre i dolci… Tanto poi ci mettiamo a dieta, giusto?

Con ciò vi lascio, anche se mi trovate sempre su Instagram: vado a litigare con il mio uovo di Pasqua. Mi sa che l’anno prossimo opto per la colomba.


Federica: laureanda alla magistrale di lingue, letterature e filologie euroamericane. Fin da bambina sono passata da una famiglia all’altra e cresciuta in un ambiente cosmopolita in cui l’unica costante era la tavola e il cibo che univa e curava ogni male dell’anima. Porto con me tradizioni sudamericane e italiane che si sono trasformate in desiderio di sperimentare, provare e creare avendo anche poco e niente in dispensa. Ho un palato sopraffino e la cucina è l’unica cosa che mi tranquillizza perché mi permette di dare forma ai miei pensieri e trovare un posto che gli appartenga sia nella mia mente che nel mondo. I miei inviti a cena sono sempre un’esperienza sensoriale. Pronti per alzarvi dalla mia tavola con la pancia piena? Se avete bisogno e non mi trovate, non cercatemi in un sogno, ma qui su Instagram.

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