Rad(y)osex: Piacere, Bernini e “Madame Bovary”

Avete presente quando, sul palco dell’Ariston, Ditonellapiaga e Donatella Rettore hanno cantato “Chimica”? E quel verso che faceva è una questione di chimica? Sarete felici di scoprire che hanno ben ragione di dire ciò, in quanto l’amore e il piacere sono fondati per lo più su basi chimiche e biologiche!

Prima di etichettare questo articolo al solito pragmatico e disilluso scritto sulla falsità dell’amore, aspettate.

La qui presente, e buona parte delle redazione, crede nell’amore – infondo, siamo cresciuti con i cartoni della Disney. Ma è interessante conoscere gli stimoli biologici e chimici che ci fanno effettivamente innamorare o che ci spingono alla ricerca e a provare piacere.

Amore e piacere; dopamina e ossitocina

Gli studi condotti dagli scienziati mediante l’utilizzo della Spect, hanno evidenziato le vibrazioni neuronali che si attivano nel momento in cui proviamo qualche tipo di emozione: ansia, paura, amore, piacere, eccitazione.

La risonanza magnetica, utilizzata nello studio, ha mostrato il funzionamento ormonale di tali emozioni.

Le due molecole di cui ci occuperemo principalmente sono la dopamina e l’ossitocina, la prima coinvolta nel percorso del piacere mentre la seconda nell’innamoramento.

Durante la cosiddetta fase dell’attrazione, vengono secreti alcuni neurotrasmettori, ossia delle sostanze che veicolano informazione tramite la connessione sinaptica, che agiscono su terminazioni nervose specifiche.

Tra questi la dopamina e la serotonina, che alterano le sensazioni, i bisogno e l’umore.

La dopamina in aumento stimola l’aumento dell’euforia, dell’energia e diminuisce la necessità di dormire e mangiare; ma ha anche effetti sulla concentrazione e la memoria. è lo stesso neurostrasmettitore associato all’uso di cocaina.

Credits: Wikipedia

La serotonina, invece, è direttamente coinvolta nella regolazione dell’umore e dell’equilibro psicologico. Durante l’innamoramento questa diminuisce, portandoci ad avere pensieri e comportamenti di carattere ossessivo-compulsivo – lo stesso neurotrasmettitore “responsabile” del DOC. Aumenta quindi l’irrazionalità e l’impulsuvità.

Cosa succede, invece, quando ci innamoriamo?

A livello emozionale, una marea di nuove scoperte.

A livello biologico, si ha una permanenza dell’ossitocina nell’ipotalamo.

L’ossitocina (poeticamente “ormone dell’amore”) è un ormone che porta alla diminuzione dello stress, aumenta l’empatia nonché la socializzazione, ma porta anche a diminuire rabbia e aggressività.

Credits: Wikipedia

L’essere innamorati, e l’aumento di questo ormone, porta di conseguenza a vivere in uno stato di benessere, alimentato dall’amore stesso.

L’ossitocina riesce a far mantenere intatto il legame affettivo tra i partner, nonché a far permanere un longevo stato di benessere.

Non possiamo certo ridurre l’amore e la relazione a una serie di neutrasmettitori e ormoni, ma finché il grande buco nero delle emozioni umane non sarà scoperto, avremo queste prove a sostenere gli studi.

Certo è che l’amore è un percorso in itinire, una situazione di compromessi e incontri, passare dal “sé” al “noi”, avere una persona a cui donare fiducia, un sostenitore.

Sacro e profano

Gli studi hanno mostrato come sia la parte destra del cervello ad essere maggiormente coinvolta nei processi sessuali.

In particolar modo, sarebbero i lobi temporali (dietro le orecchie e gli occhi) ad essere attivi, coinvolti nell’estasi.

L’estasi è uno stato di elevazione mistica, che porta a percepirci fuori dalla realtà. Molti soggetti hanno affermato che, durante la stimolazione artificiale delle aree cerebrali suddette, hanno avvertito una presenza divina, quasi soprannaturale.

Queste aree, sono le stesse che si attivano durante la meditazione spirituale, ossia durante l’estasi mistica. Questa parte del cervello è stata anche battezzata col nome di “area di Dio”.

Che quello scolpito dal Bernini in Santa Teresa somigliasse ad uno orgasmo? Sicuramente non possiamo affermarlo, ma possiamo dire che le aree del cervello attive sono le stesse!

“Estasi di Santa Teresa d’Avila”, Gian Lorenzo Bernini, 1645-1652. Credits:https://it.wikipedia.org/wiki/Estasi_di_santa_Teresa_d%27Avila

La scienza descrive la mente, ma l’arte illumina i nostri cuori.

Poeti e artisti hanno saputo descrivere l’amore erotico e quello spirituale, talvolta riuscendo a sintetizzarli in un’unica opera.

Consigli di Cucina

La scrittrice Isabel Allende propone una serie di ricette per stimolare un preciso tipo di appetito, nel suo libro “Afrodita“.

No, tranquilli, niente a che vedere con il sushi preparato da Samantha Jones in Sex and the City

Credits: https://www.ilgiornale.it/gallery/kim-cattrall-foto-1171929.html

Questa ricetta si ispira a Madame Bovary, l’eroina di Flaubert:

Ingredienti:

  • 1 tazza colma di amarene, fragole, lamponi e ribes
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
  • 3 cucchiai di mascarpone (in caso, scegliere quello senza lattosio)
  • 1/2 banana.

Preparazione
Snocciolare le amarene e unirle ai frutti di bosco, poi farle bollire con lo zucchero per 8 minuti. Togliere dal fuoco, scolare, separare il succo, lasciarlo da parte, e lascia raffreddare. Lavorare il mascarpone con un forchetta o con delle fruste, unire la scorza di limone grattugiata e i biscotti tritati. Aggiungere il “sugo” ottenuto prima e il kirsch per ammorbidire il composto. Dividere la crema nelle coppette e ricoprila con il trito di frutta rossa. Prima di servire tagliare a rondelle la banana e guarnire il dolce.

Autrice: Michela Berti

Ho vent’anni ma sento di essere rimasta ferma ai miei amati 18. Matricola sia di Radio Eco che dell’Unipi, sono innamorata dell’arte e della scrittura, potreste chiudermi in un museo e non vedermi più uscire. Parlo di qualsiasi cosa, anche se cerco sempre una scusa per nominare Alberto Angela o i miei fervidi ideali femministi. Vorrei fare la scrittrice, ma anche la giornalista, e la divulgatrice, o la direttrice di un museo, e tante altre cose.

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