Mica Van Gogh: Da Vinci Riot Police e il viaggio dell’arte di Leonardo negli USA

Continua anche oggi il nostro viaggio all’interno di arte e musica su Mica Van Gogh. L’ultima volta ci eravamo lasciati con il tributo a Marina Abramovic in CRAZY LOVE di Marracash, oggi cambieremo completamente genere e cifra artistica. Parleremo, infatti, di George Ezra e dei riferimenti a Leonardo Da Vinci nel brano Da Vinci Riot Police

Foto di noisyroad.it

Da Vinci Riot Police è un brano estratto dal primo album di George Ezra, Wanted on Voyage del 2014. Probabilmente questo nome vi sembrerà familiare, in quanto, all’interno di questo album è presente la traccia Budapest con la quale ha raggiunto la fama in Europa. Come si evince dal titolo, l’album affronta il tema del viaggio, molto ricorrente anche nell’album successivo Staying at Tamara’s del 2018.

George Ezra ha, infatti, intrapreso un lungo viaggio da solo on the road visitando molte città tra cui Parigi, Amsterdam, Malmö, Vienna, Barcellona e Milano che gli sono state di ispirazione per la scrittura dei testi dell’album di debutto. Da Vinci Riot Police nasce proprio a seguito del viaggio nella città italiana. La storia di questa canzone è molto particolare. Il cantautore britannico si trovava in visita ad una statua di Leonardo Da Vinci a Milano, mentre la osservava, alle sue spalle è arrivata una marcia di protesta e, successivamente, la polizia ha iniziato a inseguire le persone che protestavano. 

Foto di amazon.it

Il riferimento all’inseguimento si trova anche nella copertina dell’album. Il padre di Ezra è, infatti, travestito da poliziotto

Se particolare è la storia a cui il brano si ispira, altrettanto lo è la storia della statua di Leonardo da lui osservata durante la marcia. Si tratta del cavallo di Leonardo che è parte di un monumento equestre progettato da Leonardo Da Vinci, commissionata da Ludovico il Moro, duca di Milano, nel 1482 e dedicato al padre, Francesco Sforza.

Studio del primo progetto di Leonardo – it.wikipedia.org

In origine la struttura era in creta, alta più di sette metri e ricoperta con 100 tonnellate di bronzo. Nel 1493 il monumento venne esposto pubblicamente riscuotendo molto successo. Il bronzo necessario a ricoprire la statua venne, però, successivamente utilizzato per costruire i cannoni per difendere il Ducato D’Este dall’invasione dell’esercito francese e Leonardo fu costretto a rinunciare alla realizzazione del suo progetto. L’opera rimase incompleta fino all’arrivo nel 1977 di un pilota americano collezionista d’arte: Charles Dent. Grazie alla sua passione per l’arte decise di incontrare i più grandi studiosi del Rinascimento. Come Leonardo, lavorò al progetto 17 anni ma anche lui non lo vide concluso e morì nel 1994. 

Il progetto rimase alla famiglia di Dent e successivamente passò nelle mani dell’imprenditore americano Frederik Meijer, proprietario di una grande catena di supermercati. Il progetto coinvolge anche la scultrice americana di origine giapponese Nina Akamu che spinta dalla passione per l’Italia e per i cavalli riesce a studiare i progetti di Leonardo, riuscendo a realizzare il calco. 

Studio per la creazione del calco -it.wikipedia.org

La statua giunge, infine, a Milano dove viene esposta sopra un grande piedistallo davanti alla tribuna dell’Ippodromo del Galoppo di San Siro. Saranno, inoltre,  realizzate delle copie del progetto. La prima copia è stata donata al parco di Grand Rapids nel Michigan in onore dell’investitore Meijer e la seconda piu piccola, a Vinci, paese natale dell’artista. 

Foto del ilsole24ore.com

É stato definito dai critici un progetto non a tutti gli effetti di Leonardo Da Vinci. La particolarità di quest’opera è quella di aver viaggiato molto e aver unito secoli, paesi, imprenditori e artisti che hanno cercato di rendere realizzabile il sogno di Leonardo che nel ‘400 era stato mandato in fumo.


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Autore: Giulia Demuro

Ascolta la musica da quando era nella pancia della mamma ed è abbonata a Spotify dal 7 maggio 2002. Negli ultimi anni si appassiona, grazie al padre, alla musica in vinile. Studia Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione presso l’università di Pisa.

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