EcoGusto – Cucina etnica: un viaggio in India e in Medioriente

Scoprire le cucine etniche del mondo, lo sappiamo tutti, è un viaggio incredibilmente appassionante. E realizzare come molte si basino principalmente su cereali, legumi e verdure apre veramente alle incredibili possibilità della cucina vegana. Dopo il tour culinario di carnevale, oggi scopriamo insieme un po’ della cultura che si cela dietro la cucina etnica indiana e mediorientale. Vi consiglierò inoltre due dei miei posti preferiti dove sarà un piacere fare un viaggio attraverso i sapori di queste culture, rimanendo comodamente a Pisa e mangiando vegano!

Cucina etnica indiana

cucina etnica
Piatti vegani della tradizione indiana: Naan, verdure speziate e piatto di fagioli rossi e verdure cotti in tandoori

La cucina indiana appartiene alla cultura alimentare del subcontinente asiatico e per la vastità del suo territorio è caratterizzata da moltissimi cibi diversi. Alcuni di questi, su cui si basa la dieta indiana, sono il riso, il naan (pane schiacciato), i legumi, le verdure e le spezie (quali curcuma, peperoncino, chiodi di garofano e pepe nero). Difatti questo tipo di cucina non è affatto adatto a chi ha uno stomaco delicato o non ama i sapori forti. La varietà di cibi diversi è dovuta anche alle differenti tradizioni che affondano le radici nelle religioni che vengono praticate in India: alcune prediligevano il vegetarianismo, mentre altre prevedevano il consumo di carne. Tra i prodotti animali e derivati che vengono tradizionalmente consumati vi sono il montone, il pollame e il burro di ghee.

Un altro elemento tipico di questa cucina è l’utilizzo del tandoori. Il tandoori è un metodo di cottura che prevede l’utilizzo di un forno di argilla di forma cilindrica o a campana rovesciata, dove vengono cotte le carni, ma anche le verdure ed il pane. I piatti così ottenuti vengono spesso accompagnati da altre pietanze più umide e cremose.

Se avete un po’ di familiarità con i ristoranti indiani, avrete notato che le pietanze vi vengono sempre servite in vassoi di metallo. Questa usanza deriva dalla tradizione: difatti, vi è la credenza che il cibo toccato da altri non sia pulito e da qui l’uso anche casalingo di servire il cibo su vassoi.

Namaste 2

Ho provato diversi ristoranti indiani a Pisa, ma il mio preferito in assoluto, sia riguardo al servizio che alla scelta di piatti vegani, rimane Namaste 2, in via Antonio Ceci, 56, di fronte alla chiesa di San Martino e vicinissimo all’omonima via.

I piatti che non potete assolutamente perdervi sono:

cucina etnica
Alcuni antipasti indiani vegani
  • Mix di antipasti, contenente samosa vegetariani (calzoncini ripieni di verdure, di antica derivazione mediorientale) e tre diversi tipi di pakora, le famose frittelline di verdure indiane;
  • Riso basmati (chaawal) servito bianco, al limone, oppure con verdure fresche e spezie;
  • Tarka dal, popolare piatto cremoso a base di lenticchie gialle;
  • Naan oppure roti, classico pane con farina bianca o integrale con cui accompagnare i piatti più cremosi.

Inoltre, il ristorante offre un’ampia lista di altri piatti vegani, tutti squisiti, tra cui potrete scegliere.

Aperto a pranzo e a cena, effettuano anche consegne a domicilio (gratis sopra i 25€) con pagamento alla consegna sia in contanti che con carta.


Cucina etnica mediorientale

La cucina araba è ricca e varia e riesce a bilanciare perfettamente sapori acidi, dolci, i grassi e gli aromi. È tipico di questa cucina il cous cous, comune nell’area nord-africana e ottenuto dalla macinazione dei chicchi di grano, cotti a vapore. Ma anche il meno conosciuto bulgur, più tipico della Turchia ed ottenuto dalla frantumazione grossolana di semi germogliati di grano integrale, anch’esso cotto al vapore. Infine, viene molto consumato anche il riso a chicco lungo.

Anche nella tradizione mediorientale, la dieta è principalmente vegetariana ed il consumo di carne rimane limitato ad agnello e montone. Vengono consumati quotidianamente pita (tipico pane arabo), miele, semi di sesamo (da cui si ricava anche la salsa tahina), sommacco, ceci, menta e prezzemolo. Le spezie sono il collante di questa cucina, ma trovo il loro utilizzo più moderato rispetto a quella indiana, ottenendo pietanze dal sapore più delicato. È ampiamente diffuso il consumo di datteri e noci.

Al Madina

Per assaggiare la cucina mediorientale rimanendo comodamente a Pisa, non c’è posto migliore di Al Madina, ristorante situato in via San Martino 41/45.

Se non conoscete questo tipo di cucina, ecco alcuni piatti da provare assolutamente:

  • Baba ghanouj, una mousse di melanzane speziata, con aglio, olio e limone, originaria della Turchia;
  • Hummus, l’ormai famosissima crema di ceci con aglio e spezie;
  • Falafel, polpettine di ceci fritte, ottime inzuppate nelle creme e mousse tipiche di questa cucina;
  • Tabbouleh, un’insalata di bulgur, condita con prezzemolo e verdure che viene servito generalmente come antipasto;
  • Pita, il tipico pane arabo;
  • Baklava, dolce vegano di cui ne esistono diverse versioni, fatto di pasta fillo con miele e frutta secca.
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Hummus e falafel di ceci

Il menù del giorno presenta una nutrita sezione di pietanze vegetariane e vegane (queste ultime riconoscibili facilmente grazie ad una sigla di fianco al nome del piatto) che cambiano spesso. Provate le loro zuppe o i loro piatti unici composti da riso e verdure. Anche i piatti senza glutine presenti in menù sono facilmente riconoscibili grazie alla sigla di fianco al nome. Se potete tornare più volte, vi consiglio di provare ogni volta qualcosa di diverso della loro cucina: ogni piatto sarà un viaggio diverso dal precedente e saprà stupirvi.

Il ristorante è aperto tutti i giorni a pranzo dalle 12:00 alle 15:15 e a cena dalle 19:00. Chiuso il lunedì. Vi consiglio caldamente di prenotare e magari evitare le ore di punta visto che lo spazio sia all’interno che all’esterno del locale è poco e i tavoli sono a volte un po’ troppo vicini tra loro.


Con questi piccoli spunti spero di avervi incuriosito a provare qualcosa di nuovo e soprattutto a dare una possibilità in più a piatti vegani che possono essere davvero saporiti e gustosi. E magari, perché no, che potrebbero diventare anche parte della vostra quotidianità, visto che cucinarli a casa non è poi così difficile.

Buon appetito… E buon viaggio!


Autore: Giulia Lauria

Dottoranda in scienze agrarie, incorreggibile buddista, lettrice in erba, aspirante acrobata. Da grande sogna di piantare semi di cambiamento. Le sta a cuore l’ambiente e la sostenibilità. La sua alimentazione è plant-based e si impegna a condurre una vita più possibile zero-waste. Crede nel potere del dialogo e della comunicazione e nel potenziale dell’essere umano. È certa che accrescere la propria consapevolezza sia il primo passo per cambiare il mondo.

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