Eco di libri – Consiglio di lettura: “Beatles e Rolling Stones. Apollinei e dionisiaci” di Gino Castaldo 

Copertina di Beatles e Rolling Stones. Apollinei e dionisiaci di Gino Castaldo edito da Einaudi

TITOLO:  Beatles e Rolling Stones. Apollinei e dionisiaci. 

GENERE: Saggio musicale

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2022

L’ AUTORE: Gino Castaldo è un critico e giornalista musicale. In particolare scrive articoli per il quotidiano La Repubblica. Ha condotto dei programmi per Radio3 Rai. Dal 2017 conduce un programma radiofonico su Rai Radio 2 con Ema Stokholma dal nome Back2Back. Dal 2018 conduce le dirette radiofoniche del Festival di Sanremo. Con Ernesto Assante, giornalista e critico musicale, si dedica alla scrittura di libri che trattano la storia della musica. 

TRAMA: Riprendendo i due concetti principali della filosofia di Friedrich Nietzsche, gli apollinei e dionisiaci, Castaldo mette a confronto due grandi band che hanno fatto la storia della musica: i Beatles e i Rolling Stones. I Beatles vengono identificati nella figura di Apollo, dio del Sole e della musica, mentre i Rolling Stones in quella di Dioniso, dio dell’ebbrezza e dei misteri. Queste due divinità, seppur diverse tra loro, compongono insieme l’intero universo. Per questo, infatti, siamo certi che la musica senza queste due band, oggi non sarebbe stata la stessa. 

Tutto nasce da una domanda fastidiosa: “chi preferisci tra i Beatles o i Rolling Stones?”. A ciò l’autore ammette sia difficile dare una risposta. É, infatti, come chiedere a qualcuno se vuole più bene alla mamma oppure al papà. 

Ripercorrendo la storia delle due band a partire dalla formazione, i manager e le scelte di marketing, i live, le loro rispettive evoluzioni in campo musicale e i loro retroscena, Castaldo tenta di decretare un vincitore. 

Nonostante gli sforzi è davvero difficile schierarsi. Entrambe le band sono state portabandiera della rivoluzione sessuale che sconvolse gli anni Settanta anche se in modi diversi. Mentre i Beatles scatenarono vere e proprie tempeste ormonali nelle ragazzine, i Rolling Stones riuscirono a coinvolgere maggiormente il pubblico maschile che era attratto dall’androginia di Mick Jagger, il quale contribuì al processo di accettazione delle diversità durante la rivoluzione. Mentre i primi si sono sciolti, ormai, cinquant’anni fa, gli altri calcano ancora i palchi più importanti di tutto mondo. Nonostante questo, il duello è ancora vivo e probabilmente lo resterà per sempre. 

L’interrogativo, infatti, rimane aperto: “Let it be o Let it bleed? Essere o sanguinare? Questo il problema”.

The Beatles tra scienza e storia - Focus.it
Foto di focus.it

I PROTAGONISTI: I Beatles, ossia gli apollinei, sono i ribelli educati della musica pop. Sottovalutati dai rivali perché formatisi nella città industriale di Liverpool, scalarono le prime classifiche con il brano Love me do nel 1962. Sono considerati ancora oggi un fenomeno di comunicazione di massa mondiale. Dopo lo scoppio della Beatlemania, la band sbarca anche negli Stati Uniti, dove John Lennon pronunciò la famosissima frase “Siamo più popolari di Gesù Cristo adesso. Non so chi morirà per primo. Il rock and roll o il cristianesimo” creando molto scalpore. I Beatles, soprannominati anche Fab4, hanno segnato non solo l’epoca della musica ma anche quella del costume, della moda e dell’arte

12 luglio 1962: il primo concerto dei Rolling Stones | Rolling Stone Italia
Foto di rollingstones.it

I Rolling Stones, i dionisiaci, sono i diabolici del rock sboccato di Londra. La loro musica è espressione della miscela tra rock e blues che è evoluzione del rock anni ‘50. I loro testi presentano continui riferimenti ai disordini socio-politici, sesso e droghe. Molto spesso, gli Stones, trasgredirono diventando icone degli eccessi e vennero chiamati i brutti, sporchi e cattivi in contrapposizione proprio alla band dei bravi ragazzi di Liverpool. Era il 1965 quando gli Stones raggiunsero il successo con il brano [I can’t get no] Satisfaction. Nonostante le diverse crisi tra i componenti del gruppo, la misteriosa morte del polistrumentista e fondatore della band Brian Jones nel 1969 e l’ufficiale scioglimento nel 1988, la band si ricostruisce intorno agli anni ‘90 e sappiamo bene non essersi più fermata. Gli Stones sono la classica dimostrazione che nonostante i cambiamenti non si debba mai mollare. 

LO CONSIGLIO PERCHÈ: Avevo già letto un bellissimo libro di Castaldo e Ernesto Assante, 33 dischi senza i quali non si può vivere, e mi era piaciuto moltissimo. Proprio per questo ho atteso molto impazientemente l’uscita di questo saggio che ho trovato ancora più interessante. Trovo, infatti, che l’autore abbia una grande forza comunicativa in quanto riesce ad avvicinare e far vivere a noi millennials un’epoca che non abbiamo vissuto. Castaldo offre un vero e proprio confronto tra le due diverse società, analizzando i comportamenti delle diverse generazioni. 

Mi sento di consigliare questa lettura soprattutto a chi non è esperto di musica perché l’autore non fa uso di termini e immagini di difficile interpretazione. Ho trovato la lettura ricca di riferimenti filosofici-letterari in particolare a Nietzsche e Shakespeare ma soprattutto molto accattivante sin dall’inizio.

“Per quale ragione al mondo io, ragazzo baciato dalla fortuna di crescere insieme ai Beatles e ai Rolling Stones, in tempo reale, in perfetta sincronia generazionale, avrei dovuto per forza scegliere uno o l’altro?”

L’autore, che era, ed è, un ragazzo che amava i Beatles e i Rolling Stones -riprendendo in parte le parole di Gianni Morandi- ha, infine, raccontato gli incontri avuti nel corso della sua carriera con i componenti delle due rispettive band. Su questo, però, non vi anticipo niente. Non mi resta altro se non consigliarvi vivamente di fare questo salto nel passato a suon di pop e di rock. 


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Autore: Giulia Demuro

Ascolta la musica da quando era nella pancia della mamma ed è abbonata a Spotify dal 7 maggio 2002. Negli ultimi anni si appassiona, grazie al padre, alla musica in vinile. Studia Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione presso l’università di Pisa.

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