Eco di Libri – Consiglio di lettura: “La canzone di Achille” di Madeline Miller

La canzone di Achille

TITOLO: La canzone di Achille

Titolo originale: The Song of Achilles

GENERE: Romanzo

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011

L’AUTORE: Madeline Miller è una scrittrice statunitense, studiosa e docente di antichità classica. Nel 2021 La Canzone di Achille le vale l’Orange Prize. 

TRAMA:

In La Canzone di Achille, Madeline Miller ci restituisce la grande e commovente storia d’amore tra i due eroi omerici protagonisti dell’Iliade. Una storia sepolta, obliata dai pregiudizi della nostra società occidentale, quasi mai facile e spesso ostacolata, che rivendica il diritto di essere raccontata. 

Eppure, tra le pagine del romanzo che rievoca lo stesso nucleo fondativo del poema a cui è ispirato, ovvero la Guerra di Troia e le tragedie che essa comporta, la sofferenza e la morte, spietati saccheggi e le ingiustizie perpetrate ai vinti, è ciò che di più sublime potesse essere raccontato.  

La narrazione si apre con l’esilio di Patroclo bambino a Ftia, regno del re Peleo, dove conoscerà Achille, il migliore dei greci, e si snoda tra le varie vicende che vedranno i due personaggi crescere e diventare adulti insieme, amarsi al di là delle loro differenze, e soprattutto al di là di ogni difficoltà. 

Dall’addestramento con il centauro Chirone sul monte Pelio dove ognuno impara a conoscere a fondo sé stesso e le proprie attitudini, alla Guerra di Troia durante la quale Achille e Patroclo andranno con coraggio in contro al loro destino, l’autrice tesse una trama narrativa in nome dell’amore sincero e puro che lega i due giovani. 

Se nell’ Iliade Omero ci canta “l’ira del Pelide Achille”, Madeline Miller nel suo romanzo è ispirata dal sublime sentimento che vivono i due protagonisti e ci presenta una nuova versione del mito dove la guerra e la violenza sono per un attimo accantonati per lasciare spazio alla bellezza. 

I PROTAGONISTI:

Siamo nella Grecia degli eroi.

Achille è il figlio di re Peleo e Teti, ninfa del mare. È il migliore dei greci e tutti contano su di lui e sulle sue abilità militari per poter vincere la guerra contro la città di Troia. Anima gentile e luminosa bellezza, conosce la profezia che segna la sua vita e non ne nasconde la paura mettendo così in risalto anche le sfumatura più crude ed ostili del suo carattere.  

Patroclo è il figlio di re Menezio. Della madre si sa poco e nulla, se non che muore quando lui è ancora un bambino. È debole e fragile, non adatto all’arte della guerra; se pure l’etimologia del suo nome ci indica che egli sia la “gloria del padre”, così non è. Sarà proprio Menezio a mandarlo in esilio a Ftia, in seguito ad un terribile incidente che per anni tormenterà i sogni del piccolo Patroclo. Sul campo di battaglia sfrutterà le conoscenze mediche apprese da Chirone, perché la sua è un’indole dedita alla cura. 


LO CONSIGLIO PERCHE’:

Madeline Miller ci propone in una nuova chiave il grande classico della tradizione occidentale, l’Iliade, e ci predispone ad un approccio diverso alla narrazione della stessa. Non ci canta l’ira, ci canta l’amore di Achille e lo fa con una naturalezza disarmante

Ricordiamo il grande personaggio dell’Iliade, Achille, che incarna al suo massimo grado i valori dell’eroismo. Si tratta di un eroismo grande, a tratti inquietante e viene spesso presentato come un personaggio per alcuni aspetti spietato. Madeline Miller è in grado di restituirgli la dimensione emotiva, lo pone di fronte alle sue emozioni infinite e, senza sottrargli la forza, lo magnifica delle sue virtù. 

Lo stile narrativo dell’autrice è ricercato ma non per questo inaccessibile. La lettura scorre in un susseguirsi di immagini che mettono ben a fuoco i panorami, le vicende, ma soprattutto le emozioni descritte attraverso parole scelte una per una con cura e dedizione.

La canzone di Achille è uno dei romanzi di cui la nostra contemporaneità ha bisogno, non solo per il sentimento che manifesta e difende, ma anche perché riavvicina una cultura che molto spesso viene accantonata e considerata morta, tramontata. Invece occorre recuperare il passato, e restare ad ascoltare ciò che ha ancora da dire, da insegnare, o ciò che pure ha già detto ma la tradizione occidentale ha cancellato, rimosso nell’ oblio del tempo.  Questo Madeline Miller lo fa e ci riesce pure bene. Il suo romanzo ha la potenza di affermarsi ancora in questi tempi ostili, dove l’amore viene dimenticato in fretta e la guerra costringe ancora l’uomo a stringere i pugni e serrare gli occhi di fronte al cielo.


Silvia Lazzari – Classe ’94, di Lecce. Laureata in Storia della Filosofia francese moderna e contemporanea presso l’Università del Salento, sto proseguendo gli studi all’Università di Pisa dirottando il mio campo di interesse verso la Storia della filosofia politica. Mi piacciono i romanzi, le storie degli altri. Sognatrice e in costante ricerca della vera essenza dell’essere umano. A volte, provo a mettere in versi la vita, sono infatti autrice di una raccolta di poesie intitolata “Fenice – Poesie per rinascere”. Se resto senza parole, dipingo, o meglio, pasticcio. Sono convinta che la cultura possa fare la rivoluzione. Da quest’anno faccio parte anch’io di RadioEco. Potete trovarmi su Instagram.

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