Rad(y)osex 2.0: la rubrica sull’educazione sessuale è tornata!

Mi chiamo Michela, classe 2001, negli anni ho sviluppato un amore platonico verso la scrittura, l’arte e Firenze. Sono qui per comunicarvi la riapertura della rubrica sul sesso, sull’amore e l’educazione sessuale di RadioEco: RadyoSex!

Di cosa parlerà la rubrica?

La domanda fondamentale, a questo punto, riguarda quelli che saranno gli argomenti della rubrica Radyosex 2.0. Dopo due anni dalla sua nascita e un intero iter epidemico di un virus che ha sconvolto noi e le nostre abitudini, anche i legami e i rapporti sessuali hanno subito una totale rivoluzione!

Lo sapete che nei primi mesi del 2020, dopo aver introdotto un lockdown meno rigido, l’Olanda ha consigliato ai single di trovarsi un compagno fisso con cui avere rapporti sessuali per ridurre al minimo la circolazione del virus?

Rene Magritte, Gli amanti (IV), 1928 (https://pin.it/5ODzeCA)

Non volendo portare la rubrica fuori dai binari sui quali ha viaggiato in precedenza i temi principali saranno:

  • la destrutturazione dei vari tabù sessuali
    • l’educazione sessuale (che non è mai troppa)
    • approfondimenti su come si svolge la sessualità, gli “attributi sessuali” (dai sex toys alla vagina, dal seno all’erezione, ecc.)
    • informazioni sulle malattie sessuali, per quanto possibile.

Ma allora c’è qualcosa di nuovo in Radyosex?

Certo! Centrali saranno gli approfondimenti di carattere informativo ma anche di tipo spensierato.

Insieme cercheremo di fare chiarezza su come le malattie mentali influenzino la sessualità di una relazione e come la Storia ha cambiato le nostre abitudini sessuali.

Vorrei aggiungere un carattere ancor più sociale e “storico”, ma anche qualcosa riguardo la biologia e la chimica delle relazioni sessuali, così da poter soddisfare gli interessi di ognuno!

E perché no, anche qualche piccola curiosità di tanto in tanto.

Credits: https://www.storicang.it/

Chi sono?

In realtà, la mia storia sembra entrare poco in relazione con questa rubrica. Non voglio diventare una sessuologa, una ginecologa, un’urologa né tantomeno una terapeuta sessuale.

Allora perché sono qui? Perché amo l’arte, la storia, la filosofia e la letteratura, tanto quanto la scrittura e la parola. Sono qui perché credo nella caduta dei tabù riguardo la sessualità, che negli anni hanno censurato non solo gradi opere letterarie e artistiche, ma anche le singole personalità di ognuno di noi.

Sono fortemente convinta che la sessualità – in tutte le sue sfaccettature – è stata ed è ancora oggi un enorme tabù. L’unico modo per detronizzarlo? Parlarne, quanto più liberamente possibile, nei limiti del decoro personale.

In più, fin da bambina, ho sempre avuto una passione nel parlare di argomenti di questo tipo, notando – con sconcerto – quando ci fosse una patina di vergogna nelle conversazioni, come se vivere e parlare di sesso e sessualità fosse una qualcosa di malvagio.

Eppure, è un qualcosa che fa parte di noi, che ci rende chi siamo.

Per concludere

Il grande tema della sessualità esiste da secoli, ma ogni volta che qualcuno ne parla ci meravigliamo come se fosse un qualcosa di nuovo.

Parliamone con Radyosex, parliamone il più possibile, cosicché non solo potremmo saperne di più, ma anche conoscere meglio noi stessi.

Cercare di vivere a pieno una relazione e smettere di provare vergogna per ciò che sentiamo e ciò che ci piace è importante.

Spero con tutta me stessa di riuscire a soddisfare il vostro interesse e di tenervi compagnia in un viaggio in treno o tra una lezione e l’altra, ma anche che questo sia un piccolo angolo del web in cui poter trovare un momento di svago e di interesse.

Vorrei intrattenervi ancora ma conoscendo la mia parlantina, direi che vi ho già tediato abbastanza!

Perciò, vi saluto, almeno per ora!

Autore: Michela Berti

Ho vent’anni ma sento di essere rimasta ferma ai miei amati 18. Matricola sia di Radio Eco che dell’Unipi, sono innamorata dell’arte e della scrittura, potreste chiudermi in un museo e non vedermi più uscire. Parlo di qualsiasi cosa, anche se cerco sempre una scusa per nominare Alberto Angela o i miei fervidi ideali femministi. Vorrei fare la scrittrice, ma anche la giornalista, e la divulgatrice, o la direttrice di un museo, e tante altre cose.

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