Mica Van Gogh – Keith Haring: le lotte sociali e il writing in 45 giri 

Oggi con Mica Van Gogh faremo un salto indietro nel tempo e in particolare negli anni ‘80. Tratteremo, infatti, uno dei più grandi pittori e writer statunitensi attivo a Pisa nel 1989: Keith Haring

L’Articolo è suddiviso in:

Tuttomondo

“Pisa è incredibile. Non so da dove cominciare. Mi rendo conto ora che si tratta di uno dei progetti più importanti che io abbia mai fatto”. 

Così scriveva Keith nei suoi diari il 19 giugno del 1989. Egli si trovava a Pisa per la realizzazione del murale Tuttomondo sulla parete della canonica della chiesa di Sant’ Antonio Abate. L’opera è considerata il suo testamento spirituale, in quanto è stata realizzata pochi mesi prima che l’AIDS lo portasse via.

Keith e l’amico pisano Piergiorgio Castellani durante la realizzazione del murale
artribune.com

La mostra

A distanza di 30 anni dalla sua scomparsa, il Palazzo Blu di Pisa, ospita una mostra temporanea a lui dedicata. Le opere in esposizione sono tratte dalla Nakamura Keith Haring Collection di Hokuto, in Giappone. Il percorso della mostra è suddiviso in varie sezioni, utili a comprendere a 360 gradi il padre della street-art.

La mostra comprende opere celebri come Apocalypse, Icons e Retrospect.

Apocalypse
viaggi.corriere.it

Attraverso queste opere, e non solo, è possibile cogliere i temi principali da lui affrontati. Da quelli più universali, come nascita, morte e amore, ai temi sociali, come la prevenzione dell’AIDS, uso di droghe, razzismo, diritti della comunità omosessuale, violenza e guerra

Keith Haring e la musica

Nei suoi diari, così come in una sezione della mostra, è chiaro il suo strettissimo rapporto con la musica. Haring apprende, infatti, la lezione dei Velvet Underground e dell’amico Andy Warhol il quale affermava che ‘è l’arte che si fa pop’.

Keith Haring e Andy Warhol
artslife.com

Inizia a frequentare fin dal college discoteche, night club e sale di concerti trasmettendo le sue sensazioni attraverso il suo tratto grafico. In particolare, si occupò della realizzazione di manifesti di eventi musicali e della creazione di copertine di 45 giri, alcune delle quali esposte nella sezione dedicata.

La sua collaborazione più celebre è certamente quella con David Bowie per il quale Keith realizzò la copertina del 45 giri di Without You,  il singolo tratto dall’album Let’s Dance del 1983. L’album è stato coprodotto con Nile Rodgers, chitarrista del gruppo funk statunitense, gli Chic.

rollingstone.it

Le prime quattro tracce riscossero grandissimo successo. In particolare, il brano China Girl, che apparve per la prima volta nell’album The Idiot di Iggy Pop del 1977.

Dalla new wave e il pop rock, Keith, collabora con artisti hip hop come Malcolm McLaren e la band The World’s Famous Supreme Team. Realizza per loro nel 1984 la copertina dell’ EP Would Ya Like More Scratchin’

ArsValue.com

McLaren, al contrario di Bowie, è un artista di difficile classificazione. Egli spazia dall’hip hop alla musica dance fino alla più colta. Raggiunge il successo come manager dei New York Dolls e nell’ultima parte della sua carriera come manager e “fondatore” della band punk dei Sex Pistols

Keith collabora, infine, nel 1986 con Sylvester, nome di punta nell’era della disco music anni ‘80. Per lui realizza la copertina del singolo Someone like You del 1986.

catawiki.com

Il singolo è estratto dall’album Mutual Attraction, ultimo album rilasciato da Sylvester.

Il cantante, infatti, morì due anni dopo a causa dell’HIV. Egli divenne simbolo della lotta per i diritti delle persone sieropositive. Prese parte a moltissime manifestazioni e cercò di dare voce ai malati di AIDS discriminati. 

L’ associazione ACT UP e la lotta contro l’AIDS

Come Sylvester anche Haring è stato vittima della stessa malattia. Per questo collabora con l’associazione ACT UP, inventandosi il personaggio di Debbie Dick, un pene con la chioma bionda che lotta contro i silenzi dello stato e sugli scarsi finanziamenti offerti per la ricerca sull’AIDS. 

haring.com

In mostra sono presenti varie opere che trattano il tema. Ad esempio, l’opera realizzata nel 1989 proprio per l’associazione ACT UP dal titolo IGNORANCE=FEAR. Con quest’opera-manifesto Keith denuncia il silenzio e la vergogna delle persone affette dalla malattia.

I tre personaggi raffigurati sembrano infatti non vedere, non sentire e non parlare di fronte alla malattia inconfessabile.

theguardian.com

Il triangolo rosa rovesciato ha un duplice significato. Durante la Seconda guerra mondiale era il simbolo che veniva cucito sulla casacca degli omosessuali che venivano internati nei campi di concentramento. Dal 1987, anno in cui è stata fondata l’organizzazione ACT UP, il simbolo è stato ripreso e affiancato al motto “il silenzio equivale alla morte”

Per quanto riguarda la prevenzione dell’ AIDS realizza una serie di opere nel periodo 1987-88 tutte con il titolo di SAFE SEX. Una tra queste opere è presente in mostra.

damnmgazine.net

Gli omini radianti e il successo

I percorsi della mostra, visitabile fino al 17 Aprile, riassumono perfettamente la sua vita e la sua evoluzione artistica. 

Con il suo stile pop inconfondibile e i suoi omini radianti, Keith Haring conquista il mondo e l’arte contemporanea. Dall’accademia di arte di Pittsburgh dove inizia a studiare, alle metropolitane dove si afferma come street-arter fino alle gallerie d’arte.

Pinterest

Keith, certamente, non raggiunse il successo solo attraverso la sua arte ma anche per la sua spiccata personalità e il suo particolare modo di vedere il mondo. Come egli stesso afferma:

“Un muro è fatto per essere disegnato, un sabato sera per far baldoria e la vita è fatta per essere celebrata”.


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Autore: Giulia Demuro

Ascolta la musica da quando era nella pancia della mamma ed è abbonata a Spotify dal 7 maggio 2002. Negli ultimi anni si appassiona, grazie al padre, alla musica in vinile. Studia Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione presso l’università di Pisa.

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