Cinema Sonoro: Ultima notte a Soho

Questo mercoledì RadioEco e Cinema Sonoro si trasferiscono in una Londra peculiare, che si muove tra i giorni nostri e gli anni sessanta, parlando di Ultima notte a Soho.

L’articolo si divide in:

  1. Ultima notte a Soho ed il suo pop/kitsch
  2. La soundtrack a ritmo dei sessanta

Ultima notte a Soho ed il suo pop/kitsch

Ultima notte a Soho è un film di Edgar Wright, uscito nelle sale durante i giorni di Halloween 2021, proprio per la sua natura di horror psicologico e revenge movie.

La storia vede come protagonista Eloise (Thomasin McKenzie), ragazza dei giorni nostri che giunge nel quartiere londinese di Soho per studiare moda, sua grande passione insieme alla musica anni sessanta. Ma, giunta a Soho, Eloise inizia ad addentrarsi ogni notte in un vortice psichedelico di luci al neon che la proiettano nello stesso quartiere, ma ben ottant’anni prima, per vivere in parallelo le vicende di Sandie (Anya Taylor-Joy), giovane bellissima e talentuosa donna che rimane intrappolata in una serie di dinamiche di abuso.

Figlio del Me Too, Ultima notte a Soho affronta il tema della violenza di genere, con l’aiuto di musiche incalzanti ed un interessante plot twist che dà alla pellicola un sapore nuovo, a tratti cringe.

Per quanto riguarda regia e sceneggiature, quelle di Wright sono piuttosto famose sia per il suo stile pop/kitsch, sia per l’utilizzo della soundtrack come elemento fortemente caratterizzante dei suoi protagonisti che, in genere, utilizzano la musica per crearsi un loro personale mondo immersivo.


La soundtrack a ritmo dei sessanta

Anche in questa pellicola Edgar Wright non abbandona le sue buone abitudini, scrivendo il personaggio della protagonista sempre attaccato al suo giradischi o alle sue immancabili cuffie, che le permettono di isolarsi nel suo mondo e di costruire poi la realtà parallela che ella stessa vive nel corso del film.

La soundtrack di Ultima notte a Soho, a cura del compositore premio oscar Steven Price (Gravity), risulta strumento fondamentale al fine di delineare la dimensione in cui il film è collocato. I salti temporali tra i giorni nostri e quelli della Londra anni ’60 sono catalizzati dai vinili e dai loro suoni in giradischi o riprodotti in cuffia. Queste ultime, come già accennato prima, rappresentano per Eloise il mezzo con cui ritagliarsi uno spazio da quello che è l’incalzante presente in cui lei non si sente di appartenere. A volte allo spettatore è concesso allungare l’orecchio per scoprire che cosa risuoni dietro all’imbottitura insonorizzante, ed in stereofonia si trovano i The Kinks con Strarstruck, ma anche James Ray e I’ve Got My Mind Set On You.

Credits: Universal Pictures

Poi arriva la sera, Eloise si corica e con You’re My World di Cilla Black inizia, e poi in maniera circolare terminerà anche, il primo dei tanti viaggi in un mondo sognante che neanche troppo lentamente assumerà sempre di più le sembianze di un incubo dai colori venali del rosso e del blu elettrico. Questo brano dalle note avvolgenti e magnetiche parla direttamente all’ascoltatore con le sue parole, dicendo che quello che stiamo per vivere è il mondo di Eloise, una realtà tutta sua, unica e trascendentale. 

Sei il mio mondo, tu sei il mio giorno e notte
Sei il mio mondo, sei ogni preghiera che faccio
Se il nostro amore cessa di essere
Allora è la fine del mio mondo per me

Una volta addentrati nel vortice di abiti da cocktail, smoking, acconciature cotonate e drink, i balli prendono piede sulle note di Wade in The Water dei Graham Bond Organisation e si susseguono fino al procedere verso un’inquietante catabasi che prende voce attraverso quella di Sandie e la sua interpretazione di Downtown. La scena vede la donna vestita di nero, in richiamo profetico al lutto per la sua anima abusata, investita da un unico cono di luce mentre intona a cappella il brano che invece di risultare un monito di speranza, appare quasi come una preghiera. La contrapposizione tra le parole che invitano a cercare la spensieratezza nelle luci della città, ed il modo di cantarle, cupo e strascicato, riflettono con grande forza tutta la condizione in cui Sandie si trova, dove il suo luminoso talento viene spento dall’oppressione del sopruso maschile. Da questo momento seguirà la caduta di tutti i personaggi in un tunnel verticale fatto di visioni, manifestazioni e paranormale.

Credits: Vogue

A seguire la lista completa delle canzoni, citate e non, di Ultima notte a Soho:


Autore: Matilde Loni

Nata accanto alla torre pendente nel 1997, Matilde da ex pallavolista approda alla tastiera del pc per scrivere della sua grande passione: l’arte in tutte le sue declinazioni. Studentessa di Psicologia Clinica e novizia di RadioEco, puoi trovarla su Instagram come @matilde.loni.

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