Eco Di Libri – Adorazione di Alice Urciolo (Recensione)

Continua il viaggio di Eco di Libri alla scoperta dei titoli candidati al Premio Strega. Oggi vi parlo di Adorazione di Alice Urciolo, edito 66thand2nd.

adorazione
Copertina di Adorazione di Alice Urciolo

Titolo: Adorazione
Autore: Alice Urciuolo
Genere: Narrativa Contemporanea
Casa editrice: 66thand2nd
Data di Pubblicazione: 1 ottobre 2020
Pagine: 343

Alice Urciuolo (1994) lavora come sceneggiatrice. È tra le autrici della serie di successo Skam Italia (Netflix, TIMvision e Cross Productions) ed è attualmente impegnata nella scrittura di altri progetti per piattaforme internazionali. È nata in provincia di Latina, vive a Roma. Adorazione è il suo primo romanzo.


Trama:

A Pontinia, piccolo centro di fondazione fascista nel mezzo dell’Agro Pontino, la giovane Elena è stata uccisa dal fidanzato. A distanza di un anno, i suoi amici sono ancora divisi tra il dolore di quel trauma e il bisogno di un’adolescenza normale.

Nell’arco di un’estate infuocata, vissuta fra le architetture metafisiche di Latina e le sensuali dune di Sabaudia, e con Roma, la grande città, sullo sfondo, si intrecciano i loro destini.

C’è Diana, con la sua grande voglia sulla gamba che la rende così insicura, e c’è la sua migliore amica Vera, che sembra invece non aver paura di niente. Ci sono Giorgio, il fratello di Vera, che era innamorato di Elena e non lo ha mai detto a nessuno, e Vanessa, che della ragazza assassinata era la migliore amica. Intorno a loro una comunità ancora regolata nel profondo da valori patriarcali perfettamente interiorizzati, una comunità dove le famiglie sono spesso tenute insieme solo dall’ipocrisia e dal silenzio. Le ragazze e i ragazzi dovranno così crescere, perdersi e ritrovarsi da soli. Faranno i conti con il vuoto e la passione, l’insicurezza e l’ansia, l’accettazione e l’affermazione di sé.

La morte di Elena assumerà per ognuno un significato diverso, e per ognuno si sovrapporrà alla propria storia personale, a un’educazione sentimentale e sessuale fatta di estremi, in cui l’amore, la tenerezza e il desiderio si mescolano alla sopraffazione, all’umiliazione e alla vergogna.


Citazioni:

“Si sentiva ancora in imbarazzo per prima…si chiedeva perché poi avesse sempre provato tutto quel disagio davanti a una stupida macchia della pelle…Le sembrava un’altra di quelle cose che a Pontinia erano così e non potevano essere messe in discussione. Le faceva pena quella mentalità, e si faceva pena lei, e si sentiva in colpa, perché nel momento che Diana aveva deciso di fregarsene si era dimostrata inadeguata.”

“Aveva ascoltato tante volte quelle parole: non esisteva la perfezione nei corpi, solo l’irregolarità, ognuno di noi è fatto in modo diverso, e poi neanche le due metà di una stessa persona sono uguali… Le sapeva benissimo queste cose, eppure la sua voglia non le sembrava tollerabile “

“Come avrebbe fatto a camminare senza nessuna stampella, senza nessun appoggio, senza nessuna sicurezza? Ce l’avrebbe fatta ad affrontare tutto da sola? Avrebbe voluto avere qualcuno da chiamare, come quando da piccola cadeva per terra e suo padre veniva e la prendeva in braccio, ma adesso era diventata troppo grande e non c’era più nessuno che fosse in grado di sollevarla”.

“Possibile che non ci fossero sfumature, che esistessero solo la sopraffazione e la violenza, come con Rocco o Enrico, o la protezione oltre ogni soglia ragionevole, protezione che alla fine era un’altra forma di sopraffazione, come con Francesco o Gianmarco? Lei non voleva nessuna delle due cose.”

“Quello che non disse era che in realtà aveva anche paura: le pareva che non stesse lasciando solo Gianmarco, ma tantissime altre cose, e non si sentiva ancora pronta a perderle tutte.”


Opinione:

Adorazione edito 66thand22nd, è il romanzo d’esordio di Alice Urciuolo, conosciuta ai più come autrice cinematografica e sceneggiatrice della fortunata serie Netflix Skam Italia, che ha voluto, con questo romanzo, cimentarsi nella scrittura.

Siamo a Pontinia in provincia di Latina, provincia monotona, ma che ha il mare a portata di Cotral. Provincia fatta di chiacchiere e di tradimenti, abitata da persone che tutto sanno o credono di sapere, nonché paese di fondazione fascista. Fascismo che resiste in questi luoghi quasi dimenticati da Dio, non solo nelle teste e nei ricordi degli abitanti ma anche nelle scritte sui muri che inneggiano a Mussolini.

I protagonisti di Adorazione sono un gruppo di adolescenti, uniti da legami di amicizia, di parentela e da un grave lutto, avvenuto circa dieci mesi prima dell’inizio delle vicende narrate. Attraverso le loro storie personali e le loro emozioni, Alice Urciuolo ha voluto regalare ai propri lettori uno spaccato di vita realistico, il vissuto di un piccolo borgo come tanti, dove tutti si conoscono e di ogni persona si sa tutto e niente; gli occhi vedono, le lingue parlano e sparlano, ma ciò che veramente si cela negli animi di chi si ha accanto, rimane sconosciuto ai più.

Il libro si apre presentando Diana. Lei e Vera sono le più piccole del gruppo. Le due ragazze frequentano la stessa classe nella stessa scuola. L’anno scolastico è terminato e le due sedicenni, dopo la tipica battaglia di gavettoni che segna l’inizio delle vacanze estive, stanno rientrando a casa.

Adorazione

Da subito, vengono messe in evidenza le insicurezze di Diana che ha paura di non piacere, a causa di una grande voglia che le copre quasi metà coscia. Mentre sogna di diventare neurologa ed acquista manuali su manuali di medicina, nonostante abbia ancora due anni di liceo davanti a sé, e contatta dermatologi su dermatologi per capire come poter eliminare chirurgicamente quello che per lei rappresenta un difetto, le sue insicurezze la portano ad adottare comportamenti peculiari che non le permettono di vivere come vorrebbe. Invidia Vera, la sua amica del cuore, che a differenza sua riesce sempre a farsi notare con la sua sicurezza che si tramuta in spavalderia, al contrario di Diana, che vive nella sua ombra.

Dal canto suo, Vera non si sente così speciale e sicura di sé come gli altri pensano.  Invidia le attenzioni che Diana riceve dai suoi: vorrebbe anche lei sentirsi così amata dalla sua famiglia, invidia quel senso di “completezza” familiare che lei non ha mai provato. Suo padre ha lasciato il tetto coniugale da qualche anno, si è ormai rifatto una famiglia, mentre lei e suo fratello Giorgio sono rimasti in casa con la madre, che si barcamena tra il lavoro e la difficoltà di crescere due figli totalmente da sola. Così, Vera, rimasta sola e abbandonata a sé stessa, cade nell’incanto di un amore proibito oltre che tossico, che condizionerà negativamente i suoi rapporti interpersonali. Quell’amore iniziato come un gioco che adesso la porta a controllare spasmodicamente le spunte blu su Whatsapp nell’attesa che Christian, fidanzato di Teresa, le dia qualche attenzione.

Vera tenta di rimettere a posto i cocci del suo cuore mentre tutti nella sua famiglia sembrano volerla tenere a debita distanza: la madre troppo occupata a lavorare e persino il fratello, Giorgio, sembra preferire confidarsi con Vanessa, la cugina dalla vita perfetta, la bellissima ragazza che fa voltare il mondo quando passa.

Vera non sopporta di avere sempre Vanessa come termine di paragone in casa e in famiglia. Sua cugina viene prima di tutti. Lei è sempre elegante, ha un fidanzato che la adora e che proviene da una famiglia ricca e stimata in paese. Tutti la invidiano e danno per scontato che trascorrerà la sua vita in mezzo allo sfarzo e al lusso della famiglia di Gianmarco che, intimamente, tanto disprezza.

Da quando Elena, la sua migliore amica, è stata uccisa dall’ex ragazzo Enrico, tutti stanno ben attenti a non menzionare l’accaduto in sua presenza, per non urtare la sua sensibilità. Vanessa viene trattata da tutti come un fiore prezioso, una bambola di porcellana che potrebbe rompersi da un momento all’altro.

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Vanessa, in questa vita meravigliosa che si è costruita, nell’immagine che tutti le hanno appiccicato addosso, proprio non si ritrova. Si sente fuori luogo, insoddisfatta, e non capisce cosa ci sia in lei che non vada bene. Solo col tempo arriverà a comprendere che non si conosce affatto e un lungo percorso di accettazione e di scoperta la farà tornare finalmente a respirare.

Nonostante il romanzo della Urciolo pulluli di personaggi, il focus dell’intera vicenda narrativa pare sia centrato solo su queste tre giovani donne, che diventeranno un po’ i rami principali dai quali si dirameranno le vite e le vicende di tutti i protagonisti silenti di questa storia.

Diana, Vanessa e Vera si affacciano alla vita adulta dovendo affrontare una serie di problematiche che le tengono sempre in bilico tra il bene e il male, tra la vita e la non vita. Ognuna, a modo suo, si sente sola, insicura, confusa. Tutte loro reagiscono in maniera diversa alla paura di non essere abbastanza. Sbaglieranno, cadranno, si faranno male e ne faranno a chi sta loro vicino, anche se non intenzionalmente. E mentre loro vivono i propri drammi personali, anche gli altri personaggi della vicenda si battono per trovare la propria strada.

A tal proposito, mi hanno intenerito particolarmente due figure: quella di Giorgio e il personaggio di Teresa. Giorgio che ha il cuore buono, che pensa di sapere fare le cose giuste, che vuole prendersi cura delle persone, ma non lo fa nel modo corretto. Giorgio che scoprirà che la violenza si nasconde in ciascuno di noi e che, non essendo stato capace di proteggere Elena, vorrebbe adesso tentare di proteggere sua sorella Vera, ferendola… così come ferisce Diana per la quale si rende conto di provare qualcosa ma non riesce ad ammetterlo a sé stesso. E poi c’è Teresa che si trova in antitesi con le tre ragazze protagoniste. Mentre Diana e le altre cercano un modo per poter emergere, per potersi sentire libere di essere esattamente ciò che sono, Teresa pensa solo a costruirsi un futuro con il ragazzo che ama, pur sapendo che lui la tradisce; al contrario delle altre lei è disposta a rinunciare anche a sé stessa, alla propria dignità, pur di stare tra le braccia del suo amato Christian, in quella famiglia che ormai sente sua.

Voi cosa avreste fatto al posto suo? È più facile restare e affrontare i problemi per amore o interrompere una relazione che, anche se zoppicante, dona sicurezza?

La Urciuolo mette in luce i tormenti, i timori, insieme alle numerose ipocrisie, alle tradizioni, alle pressioni familiari che vivono questi ragazzi. La morte di Elena li ha segnati e condizionati in modi differenti anche se, la vita per i protagonisti di “Adorazione” sembra continuare. Con qualche fatica, il tempo scorre e corre, tutto sembra cambiato eppure così dannatamente uguale a prima… quando c’era anche Elena. I pensieri volano liberi e veloci e allora non si sta mai fermi, per tentare di placarli.  


Il punto di partenza, in fondo, è una domanda semplice: cosa significa essere adolescenti? Si smette mai di esserlo?

I protagonisti di Adorazione vivono spingendo al massimo l’acceleratore quando una sensazione fa battere loro il cuore o fa accapponare loro la pelle. Non hanno ancora perso il gusto di rischiare, di buttarsi a occhi chiusi, di mettere in gioco tutto per affermare la propria identità e trovare il proprio posto nel mondo.

E a volte, in questo volo, si schiantano, precipitando e rimanendo disillusi. Eppure, di solito non soccombono. Perché? Perché si sentono invincibili. Essere adolescenti significa vivere tutto in modo amplificato. Si è felici per tutto e si soffre per un nonnulla. E in questo, le vite di Diana e Vera, Vanessa e Giorgio, Gianmarco, Rosaria, Teresa e Christian e tutti gli altri ragazzi di Pontinia nei cui cuori ancora brucia la perdita di Elena, si scontrano con la realtà quotidiana del mondo degli adulti che non affrontano la situazione, non parlano, rimangono in silenzio, inermi a tentare di comprendere qualcosa che prescinde dalla logica.

Così gli amici di Elena che condividono le scoperte del sesso, dell’amore, della perdita e del dolore, dovranno imparare ad affrontare la sua morte e la perdita da soli, attraverso un lungo e doloroso processo che li porterà a realizzare che una scelta equivale anche a tante rinunce, e saranno proprio le conseguenze delle loro scelte che li porteranno alla crescita personale e a diventare adulti.

“Le sembrava di essersi resa conto di quello che era successo a Elena solo in quel momento, ma aveva dovuto arrivarci da sola, perché nessuno degli adulti che adesso mangiavano e chiacchieravano intorno a lei aveva mai detto la verità. Quando Elena era morta tutti loro avevano evitato l’argomento, come se fosse una bambina, come se non potesse capire”.

Nessuno parla più di ciò che è successo ad Elena, prima vittima di un’adorazione tossica, quella che Enrico nutriva nei suoi confronti. Nessuno parla ma la sua tragica morte continua a far scalpore anche a distanza di quasi un anno. I suoi amici convivono con i ricordi e, sono proprio quei ricordi a smuovere in loro domande dolorose:

“Avremmo potuto fare qualcosa per evitarlo? Potrebbe capitare anche a noi di diventare Elena o Enrico?”

Per qualche motivo, la comunità che fa da sfondo alle vicende raccontate in “Adorazione”, anche quando prova a riflettere sull’accaduto, sembra cercare costantemente di ricacciare giù la domanda. Non la articola mai, la rimuove con ostinazione: chiederselo vorrebbe dire guardarsi finalmente allo specchio, mettere in discussione i presupposti su cui si fonda da sempre. Il romanzo è un lento avvicinamento dei personaggi e del lettore alla comprensione di cosa è andato storto. 

Adorazione di Alice Urciuolo è un romanzo corale, dove ognuno dei protagonisti, anche quelli minori, aggiunge un tassello alla storia, completando il quadro all’interno del quale ognuno di loro assume un ruolo nell’illustrazione di ciò che l’adolescenza può essere, di quei dubbi e di quelle scoperte che possono arrivare in un’età così delicata, così “suscettibile”. Ognuno di loro sperimenta una via per trovare le risposte che cerca o, forse, per trovare la strada per diventare adulto.

Quando erano piccole non vedevano l’ora di crescere, ma Vanessa non immaginava che crescere avrebbe voluto dire questo. Adesso era grande, era libera, era sola, e non aveva mai avuto così paura.

Per trovare, anche, una risposta a quell’assurdo femminicidio, per provare a convivere con quel ricordo e per capire, forse, che l’adorazione porta all’amore tossico. A un amore fatto di ossessione e di catene. Sia per chi è adorato, ma anche per chi è adorante.


Elena compare solo nei ricordi dei ragazzi che era solita frequentare, in primis in quelli di Vanessa, la sua migliore amica. Dovrebbe essere una presenza costante nella narrazione, invece, tende solo a rimanere sullo sfondo e a condizionare, dal dietro le quinte le vite di coloro che l’hanno amata. In un clima di omertà in cui gli adulti faticano molto più degli adolescenti a trovare le parole e a dare conforto, i protagonisti di Adorazione faranno i conti con il cambiamento e con il dolore. Nel clima provinciale asfittico fatto di ammiccamenti e pregiudizi, la “brutta cosa” successa a Elena è solo accennata dai genitori, mai davvero indagata nelle sue conseguenze sui più giovani che, allo stesso tempo si ritrovano a dover affrontare anche le conseguenze dell’Adorazione, da cui trae spunto il titolo del romanzo.

La Urciolo vuole mettere in luce non solo l’ambiguità di alcuni rapporti interpersonali ma, soprattutto, vuole sviscerare il termine “Adorazione” sia nella sua accezione positiva che rimanda all’amore infinito e alla necessità di prendersi cura dell’altro, che in quella più negativa che sfocia nel possesso e nella venerazione ossessiva che acceca la mente, scatenando gli istinti più tossici.

Ciascun personaggio descritto dalla Urciolo, prima o dopo, si scontra con l’altra faccia dell’adorazione, quella tossica. Ad esempio, la bellissima Vanessa è adorata ma non compresa da Gianmarco, il suo ragazzo che finisce per farla sentire in gabbia. Vera adora suo fratello Giorgio, che a sua volta adorava Elena, e sempre Vera, adesso si ritrova ad adorare Christian che, accecato dal peso delle responsabilità, sceglie di rimanere con la sua adorata fidanzata Teresa. Diana dapprima odia e poi adora la sua enorme voglia sulla gamba, mentre sua madre Diletta adora i personaggi che vede su Chi, la famiglia reale inglese o i clienti ricchi del suo ristorante. E così via, in un intreccio in cui il lettore finisce per perdersi.


Risulta molto interessante notare anche la caratterizzazione dei personaggi che appartengono alle generazioni precedenti, molto più invischiate nelle dinamiche della provincia fatta di apparenze, invidie e rinunce. C’è, ad esempio, Stella, la nonna di Vanessa che non può condividere ma nemmeno comprendere le scelte della nipote in quanto lei “era stata costretta a passare tutta la vita insieme a un uomo che la opprimeva, per lei non esisteva altra scelta, e allo stesso modo sarebbe stato naturale che pure lei rimanesse tutta la vita insieme a Gianmarco. Che lo amasse o meno non importava, che lo volesse o meno non importava. Gianmarco era un impegno che si era presa, e così sarebbe stato per sempre.”

Il mondo che Stella rappresenta, fortunatamente, è destinato a morire. La generazione successiva, quella dei genitori dei protagonisti, è più articolata. si mettono già in luce le diverse traiettorie che toccherà ai figli assumere pienamente. Se fino alla generazione precedente la loro ribellione al sistema ipocrita della provincia era semplicemente impossibile, le cose sono già cambiate, adesso si tratta solo di scegliere da che parte stare.

Pontinia altro non è che la definizione più accurata di tutto il Paese e che, a mano a mano che continua la narrazione, si rivela tanto più violenta quanto più è piccolo-borghese. E in questo clima asfittico, spicca la figura di Vanessa che, a conti fatti, sembra essere l’unica in grado di esporsi al rischio della scoperta di sé. Vanessa mette in scena e problematizza in modo sottile il conflitto tra provincia e città, tra arretratezza e progressismo, tra conformismo e desiderio. Vanessa, che dopo la morte di Elena, vede sgretolarsi, a poco a poco, tutte le sue certezze. La sua evoluzione è sotto gli occhi di tutti e in questo suo percorso di formazione sarà importantissimo l’incontro con Arianna e con la poesia, che la porterà alla scoperta di una sessualità del tutto nuova e quasi inconcepibile fino a poco prima, nonché all’aprirsi a un mondo estraneo e inaspettato. Alla fine, Vanessa riuscirà a far pace con il senso di colpa per non aver salvato la sua migliore amica, per non aver capito che quella con Enrico era una relazione malata, che quella sua mania di controllo nei confronti della fidanzata non era amore.


Adorazione si presenta quindi come un romanzo di formazione che parla di adolescenza in tutte le sue sfaccettature, mettendone in mostra ogni dubbio, ogni cambio di umore e di direzione. L’adolescenza che vuole mostrare il bello, che vuole essere ammirata e desiderata; l’adolescenza che vuole avere la libertà di poter decidere, ma anche, forse, di sbagliare.

Diversi fattori non mi hanno però del tutto convinta di questo esordio letterario. Spinta dalle innumerevoli recensioni entusiastiche, quando mi è stata proposta la lettura del libro candidato al Premio Strega, non ho esitato nemmeno un secondo ad accettare. Le tematiche trattate: la diversità, il senso d’incomprensione e spaesamento, la realtà di provincia, l’adolescenza, l’amore tossico, il cambiamento, le dinamiche familiari problematiche e l’omosessualità, da sempre a me molto care, pensavo avrebbero rappresentato una certezza nel far diventare il romanzo d’esordio della Urciolo, il mio preferito della Dozzina, e invece no.

Adorazione, come più volte menzionato, è un romanzo corale, che presenta cioè diversi personaggi e, con loro, differenti storie. Proprio la presenza di personaggi fra loro così diversi che, per la stampa rappresenta il punto forte del romanzo stesso, per me ne ha rappresentato il punto debole.

Durante la lettura dei primi capitoli mi sono più volte confusa nel ricordare i diversi gradi di parentela dei personaggi presentati che, proprio per la loro moltitudine, vengono solo abbozzati. L’autrice sceglie di non andare a fondo nella descrizione delle dinamiche interpersonali e psichiche dei personaggi che compongono la propria storia. Così come sceglie di buttare troppe tematiche nel calderone e lasciarle abbozzate, quasi mai approfondite, in primis il femminicidio di Elena che, dalla trama sembrava rappresentare l’evento attorno al quale ruota l’intera narrazione ma che, in realtà, fa solo da sfondo alle vite dei personaggi di Adorazione.

Lo stile narrativo, probabilmente volutamente distaccato e freddo, in alcune parti della narrazione è risultato troppo asciutto e poco caratterizzante. Più volte ho avuto l’impressione di star leggendo la bozza di una sceneggiatura piuttosto che un romanzo fatto e finito.

Ma dopotutto, Adorazione, racconta l’adolescenza e, nonostante vi siano stati fattori che non mi hanno convinta del tutto, indubbiamente mi sono ritrovata nella descrizione del senso d’inadattamento perenne che vivono i protagonisti. Nel racconto di quei genitori che vorrebbero essere più presenti ma che non riescono ad esserlo, un po’ per inclinazione personale, un po’ per fattori esterni. Mi sono ritrovata anche nel perenne senso d’insoddisfazione e nella ricerca costante di felicità dei protagonisti, per cui la lettura di Adorazione è stata sicuramente piacevole e consigliata.

Penso proprio che ritroveremo questo titolo fra i cinque finalisti al Premio Strega. E se mai verrà tratta una serie tv dall’omonimo romanzo della Urciolo che probabilmente vedrà la luce del sole nei prossimi anni, sono curiosa di scoprire se riuscirà ad approfondire maggiormente le tematiche che nel romanzo vengono solo menzionate.

Stile: 7/10

Contenuto: 8/10

Piacevolezza: 7/10

Voto complessivo: 7.5/10.

Un grosso in bocca al lupo alla Urciolo e buona lettura a voi!

malinverno

Autore: Mariaconsuelo Tiralongo

Classe 2000, figlia del Mar Jonio e dei Monti Iblei. Da sempre appassionata di letteratura e scrittura creativa, cura con passione il proprio blog letterario , discute di libri e Mental Health su @papergirlinapapert0wn e studia Informatica Umanistica all’UniPi. Fa parte di Radio Eco dal 2019 e dal 2020 contribuisce alla realizzazione di articoli e contenuti vari per la rubrica letteraria di RadioEco: Eco di Libri.

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