META CINEMA: La vita davanti a sé di Edoardo Ponti

Bentornati a Meta Cinema, la rubrica di Radioeco a tema cinematografico!

Il Metacinema è il cinema che racconta il Cinema, che parla di sé stesso, dei propri mezzi e del proprio linguaggio.

Meta Cinema nasce come la rubrica che si impegna ad investigare nel grande universo della macchina da presa attraverso le recensioni dei suoi figli, i film. Per il nostro nuovo appuntamento ho deciso di parlare di “La vita davanti a sé”. Ciak, si gira!

“La vita davanti a sé” è un film prodotto da Palomar e diretto da Edoardo Ponti. “La vita davanti a sé” è un adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto da Romain Gary. Il lungometraggio ha già ottenuto un Golden Globe per la miglior canzone a “Io sì (Seen)”, brano di Laura Pausini, Diane Warren e Niccolò Agliardi e si presenta agli Oscar con una nomination in analoga categoria. Ciò rappresenta un record, in quanto non era mai successo che a trionfare fosse un brano presente in un film non in lingua inglese.

Ibrahima Gueye e Sophia Loren in un frame del film La vita davanti a sé

La vita davanti a sé” parla del rapporto che si forma tra il piccolo Momò, alias Ibrahima Gueye e Madame Rosa, alias Sophia Loren (La ciociara, Una giornata particolare). Momò è un bambino orfano indirizzato sulla via della delinquenza che viene affidato al Dottor Cohen, alias Renato Carpentieri (Puerto Escondido, La tenerezza), il quale dopo avergli confiscato la refurtiva, lo accompagna dalla vittima del furto: è Madame Rosa, una signora ebrea che per tirare avanti si occupa di mantenere nella propria casa i figli delle prostitute. Madame Rosa ospita già due bambini, ma dopo una breve discussione decide di prendere con sé anche Momò, con l’obiettivo di insegnargli la disciplina e rimetterlo sulla retta via. I due non hanno un inizio semplice e Momò finisce presto per cominciare a spacciare. Madame Rosa però ha cura del piccolo e cerca di trovargli un impiego, sperando che il ragazzo capisca presto quale sia la strada giusta da percorrere.

Un frame del film La vita davanti a sé

La vita davanti a sé” ci permette di rivedere tra i protagonisti la grande Sophia Loren, qui diretta dal figlio in un’opera che si propone di essere un successo attraverso una solida storia di partenza, con soggetti complessi e frammenti di una vita complicata. Le diversità tra i vari personaggi vanno a toccare punti importanti di riflessione quali la sopravvissuta all’Olocausto che incontra il piccolo furfantello orfano, la prostituta transessuale madre single che ha un difficile legame con il padre, il bambino abbandonato dalla madre e inconsapevole se questa un giorno tornerà, le differenti religioni che si incontrano e tanto altro. Si propone, perché nel concreto il film di Ponti perde spesso la sua verosimiglianza, lasciando storcere il naso alla visione che a tratti pare eccessivamente finta. In alcuni punti in effetti, la prova degli attori mi è parsa visibilmente sottotono e forse alcune scene avrebbero dovuto addirittura essere rigirate.

Un frame del film La vita davanti a sé

Peccato quindi, perché come anche per “Notizie dal mondo”, mi è parso un film che vorrebbe essere ma non riesce. Da menzionare una bella colonna sonora e una splendida fotografia dalle tonalità fredde, molto coinvolgente in collegamento all’atmosfera che l’opera si prefissa di trasmettere. In conclusione, “La vita davanti a sé” è un film che a mio parere avrebbe bisogno di qualche correzione, specie perché in determinate sequenze appare fin troppo debole. Ciò non significa che sia brutto, ma personalmente mi ha lasciato perplesso. Vedremo se riuscirà a farsi valere ai prossimi David di Donatello e se riuscirà ad ottenere il tanto ambito Premio Oscar, al quale si presenta comunque da favorito.

Autore: Andrea Vinci

Classe 1999. Studente di DISCO presso l’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2020.

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