META CINEMA: Sound of Metal di Darius Marder

Bentornati a Meta Cinema, la rubrica di Radioeco a tema cinematografico!

Il Metacinema è il cinema che racconta il Cinema, che parla di sé stesso, dei propri mezzi e del proprio linguaggio.

Meta Cinema nasce come la rubrica che si impegna ad investigare nel grande universo della macchina da presa attraverso le recensioni dei suoi figli, i film. Per il nostro nuovo appuntamento ho deciso di parlare di “Sound of Metal”. Ciak, si gira!

Sound of Metal” è un film diretto e sceneggiato da Darius Marder, il quale esordisce così nella pratica della regia cinematografica. Marder, già conosciuto per aver sceneggiato “Come un tuono” di Derek Cianfrance, ha ricevuto dall’amico il soggetto per il film in questione: i ruoli dei due si sono quasi invertiti, nonostante la storia sia ispirata all’esperienza personale del director del film con Ryan Gosling. “Sound of Metal” è distribuito da Prime Video e si promette di essere una delle piacevoli sorprese dei prossimi Premi Oscar, per i quali la candidatura del protagonista Riz Ahmed rappresenta già un unicum, visto che è il primo attore musulmano della storia ad essere nominato per il premio destinato al Miglior attore protagonista (cosa ben diversa invece per la categoria “non protagonista”).

Riz Ahmed e Paul Raci in un frame del film Sound of Metal

Sound of Metal” narra la storia del batterista Ruben Stone, alias Riz Ahmed (Lo sciacallo-Nightcrawler, Venom), che si trova a dover fronteggiare una vertiginosa e repentina perdita dell’udito: da una mattina alla seguente Ruben si alza e sente che c’è qualcosa che non va, per ricevere quindi brutte notizie. Insieme alla fidanzata Lou, alias Olivia Cooke (Ouija, Ready Player One), che fa da voce solista nel loro duetto metal, cerca di trovare una soluzione al problema, individuabile nell’installazione di un impianto dal prezzo però proibitivo. Ruben e Lou si muovono con il loro camper e giungono di fronte a Joe, alias Paul Raci, un ex alcolista sordo adesso occupato nella gestione di una comunità di persone non udenti. Ruben vuole a tutti i costi tornare a suonare il suo strumento, fare concerti e riprendersi la propria vita ma sa di non poter far niente senza l’aiuto di Joe. Inizierà per il musicista un lungo percorso personale, tra la comprensione della novità e il rimpianto del passato.

Sound of Metalè un vero gioiello. Il film di Marder gioca su un montaggio sonoro realizzato con una capacità inclusiva veramente eccellente ed ha una carica emotiva estremamente coinvolgente. La storia che decide di raccontare si allontana da un qualunque cliché cinematografico e mostra un’esperienza di vita, basandosi principalmente su un criterio di autenticità reale. La maggior parte degli attori sono infatti attori non-professionisti appartenenti alla comunità sorda e anche lo stesso Ahmed si è impegnato nell’apprendimento della lingua dei segni (in questo caso americana, data la lingua di produzione del lungometraggio).

Olivia Cooke, Paul Raci e Riz Ahmed in un frame del film Sound of Metal

Il film si basa in gran parte sulla forza dei personaggi di Ruben e Joe, le quali interpretazioni sono valse per entrambi gli attori la nomina agli Oscar, anche se in categorie diverse per ovvi motivi. Lo stesso Paci è figlio di genitori sordi, cosa che lo ha favorito nelle scelte di casting, per cui sicuramente l’opera ha avuto un significato particolare per l’attore. La storia si basa sulle esperienze personali del regista Cianfrance, che ha scritto il soggetto della storia a quattro mani con l’amico sceneggiatore, storia poi sviluppata per un fine pratico. “Sound of Metal” è questo: è il coinvolgimento all’esperienza del singolo. Poche volte mi è capitato di essere stato tanto coinvolto quanto nella visione del film di Marder, le cui caratteristiche formali sono molto simili a quelle espresse nel già citato “Come un tuono”.

È difficile credere che un film come “Sound of Metal” non otterrà la notorietà che merita, vista la bellezza che riesce a comunicare. Credo che non si possa escludere un tal film da una lista di consigliati: la pellicola riesce a distinguersi dalla massa con naturalezza e grazia, cose non semplici da trovare in un quadro generale. “Sound of Metal” è un’opera da vedere e rivedere; un’opera che suggerisco di godersi con le cuffiette, per una totale immersione nella storia, vista le doti da plauso che sono riusciti a dimostrare gli addetti al montaggio audio. Per concludere, vi invito a entrare nella storia di Ruben e a far conoscenza di “Sound of Metal”, che mi auguro sarà pronto a sorprendervi come ha fatto con il sottoscritto.

Autore: Andrea Vinci

Classe 1999. Studente di DISCO presso l’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2020.

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