FILO ROSSO: Federico e Giulietta. Con il cuore e l’anima

“C’è stata una vita. Devo dirlo, una vita sincera, autentica, vera, senza ipocrisie, con il coraggio di rimanere e di essere noi stessi, sempre.”

– Giulia Masina

FEDERICO FELLINI

Federico Fellini nacque nel 1920, a Rimini. Nel periodo dell’adolescenza frequenta il liceo classico della città. Fin da giovane mostra una propensione verso l’arte, in particolar modo nel disegno, divertendosi a ritrarre compagni e professori sotto forma di vignette e caricature.

All’età di sedici anni, inizia a mostrare il suo amore per il cinema, sgattaiolando da casa senza il permesso dei genitori per entrare nei cinema della sua città. Diventare regista, però, non era ancora il sogno del giovane Federico, che avrebbe voluto intraprendere una professione a metà tra lo scrittore e l’illustratore. Comincia ad ottenere i primi guadagni, con alcune caricature che gli vengono commissionate dal gestore del cinema “Fulgor”, ritraendo alcuni attori famosi che il proprietario voleva esporre come richiamo. Nel 1937 fonda, in società con il pittore Demos Bonini, la bottega “Febo” dove i due eseguono caricature dei villeggianti.

Nel 1938, avvia una collaborazione con la “Domenica del Corriere” pubblicando varie vignette nella rubrica “Cartoline dal pubblico”, e con il settimanale umoristico fiorentino “420”. Con quest’ultimo il rapporto diviene più professionale e stabile, protraendosi per molto tempo.

Nel 1939, si trasferisce a Roma con la scusa di frequentare la facoltà di giurisprudenza, ma con la volontà di inseguire la carriera giornalistica. Pochi mesi dopo il suo arrivo, infatti, collabora nella rivista “Marc’Aurelio”, una delle principali riviste satiriche italiane, come disegnatore satirico, diventando una firma di punta del giornale. Questa collaborazione, porta Federico a conoscere personaggi del tempo molto noti, cominciando anche a scrivere copioni e gag.

Nel 1941, inizia a collaborare con l’”Ente Italiano Audizioni Radiofoniche” , come autore radiofonico.

GIULIA ANNA MASINA

Giulia Anna Masina nacque nel 1921, a San Giorgio di Piano. A soli quattro anni lascia l’Emilia per trasferirsi a Roma con la zia rimasta vedova. Proprio quest’ultima sprona Giulia a studiare, e ad inseguire contemporaneamente le sue inclinazioni artistiche.

Tra il 1941 e il 1942, partecipa a numerosi spettacoli di prosa, danza e musica presso il Teatro Universitario. Successivamente, entra a far parte della “Compagnia del Teatro Comico Musicale” , dove si esibisce in diverse opere come ballerina, attrice e cantante.

Nel 1942, collabora con l’”Ente Italiano Audizioni Radiofoniche” all’interno della trasmissione “Terziglio”.

federico

“– Che ricordo ha del primo incontro con Giulietta?
– Nessuno, io sono nato quel giorno.”

IL FILO ROSSO

Federico Fellini e Giulia Masina si incontrano per la prima volta nel 1942 all’”Ente Italiano Audizioni Radiofoniche. Lui è l’autore di una serie di radiodrammi “Le avventure di Cico e Pallina”, che raccontano della romantica storia di due fidanzati. Lei è la voce della protagonista, Pallina. Quando si conobbero, Giulia, che aveva 21 anni, disse di lui: “Sembra un fachiro, somiglia a Gandhi. E’ tutt’occhi, occhi profondi, inquieti, indagatori”. Fellini dal canto suo, che di anni ne aveva 22, di lei, affermò: “E’ un peperino piccolo piccolo, mi piace tanto, mi fa tanto ridere”

E come i personaggi di quella storia che stavano raccontando, anche tra loro sbocciò l’amore.

Qualche settimana dopo, Federico chiamò la sua Giulietta (come amava chiamarla), con la scusa di aver bisogno di una sua fotografia per un possibile film su Cico e Pallina. Il film non si fece mai, ma la passione tra i due si trasformò in un breve fidanzamento. Nel 1943, si sposarono in casa con una cerimonia molto sobria.

Questo connubio d’amore si trasformò, ben presto, in molte collaborazioni cinematografiche. Il primo film in cui lui diresse, e lei recitò fu La strada che fece guadagnare a Fellini un Oscar come miglior film straniero.  A questo ne seguì un secondo per Le notti di Cabiria”, dove è sempre la Masina la protagonista.

Furono sette in totale i film che condivisero, acclamati non soltanto per la mano di Fellini, ma anche per la bravura della moglie. La Masina ebbe molti riconoscimenti per i suoi lavori, Charlie Chaplin la definì “l’attrice che ammiro di più”.

La loro lunga storia d’amore fu caratterizzata da varie difficoltà, non riuscendo mai a coronare il loro sogno di diventare genitori. La prima gravidanza fu interrotta a causa di un incidente, una caduta dalle scale di Giulia. Nel 1945, nacque Pier Federico, che visse soltanto undici giorni. La Masina affermò, che il non aver avuto figli li fece diventare “figlio e figlia dell’altro”. Lo stesso Fellini, quando era lontano per lavoro, si muniva di un sacchetto di gettoni, così da poter chiamare l’amata più volte al giorno.

La loro passione non bastò, furono molti i tradimenti del regista. La Masina sopportò le scappatelle di Federico per amore, ma anche perché, essendo una fervente cattolica, credeva nell’indissolubilità del matrimonio. L’attrice soffrì molto per l’infedeltà del marito, ma nonostante questo Giulietta fu l’unica donna custode del cuore di Federico. Sentimento confermato più volte dalle parole del regista.

Nel 1993, a Fellini venne conferito l’Oscar alla carriera, quando ritirò il premio pronunciò soltanto queste parole: “Lasciatemi fare solo un nome, il nome di un’attrice, che è anche mia moglie, grazie cara Giulietta”. I due amati ancora non sapevano che quelli sarebbero stati gli ultimi momenti che avrebbero trascorso insieme. Nello stesso anno, Federico fu ricoverato a Rimini a causa di un ictus, nel frattempo Giulietta, che si trovava a Roma, aveva scoperto un tumore al polmone, che non rese noto al marito.

Lui le scriveva lunghe lettere d’amore. Prima di entrare in sala operatoria le dedicò queste parole “Ancora un bacetto prima di addormentarmi. È un grande conforto sapere che quando mi risveglierò ti vedrò vicina a me come sempre mia adorata Giulietta e per sempre. Lo so, le parole sono un po’ goffe, convenzionali, ma tu sai di essere veramente la mia vita. A tra poco amore mio, con profonda tenerezza e gratitudine” .

La Masina andava spesso a trovarlo in ospedale: un giorno, in una delle sue visite, Fellini si accorse degli effetti della chemioterapia e capì. Così, una notte, fuggì a Roma e passò i giorni successivi con la sua cara Giulietta. Ad un pranzo però, a causa delle sue condizioni precarie, soffocò ed entrò in coma. Morì dieci giorni dopo.

Nel 1994, cinque mesi dopo la scomparsa di Fellini, anche lei morì. Fu seppellita vicino al suo amato con l’abito nero di paillettes che indossava la sera degli Oscar, tra le mani una foto di Federico sorridente ed una rosa rossa. 

Autore: Federica Tumbiolo

Classe 1995. Studia Giurisprudenza all’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2019.

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