FILO ROSSO: Maria e Aristotele. Tormenti del cuore

“Tante volte mi domando , se tu m’ami, com’io,come puoi resistere!
Non posso stare senza te.”

– Maria Callas

MARIA CALLAS

Anna Maria Cecilia Sofia Kalogeròpoulos nacque nel 1923, a New York. Il giorno della sua nascita è incerto in quanto i genitori speravano di avere un maschio: tant’è che la madre dopo aver appreso di aver dato alla luce una bambina, non volle vedere la figlia per alcuni giorni, e il padre non si curò di registrarla all’anagrafe.

Nel 1928 fu colpita da un tragico evento: sfuggita al controllo della madre, attraversò di corsa una strada di Manhattan per raggiungere la sorella, venendo investita da un’automobile. Fu trasportata subito in ospedale, dove rimase in coma per 22 giorni. In un’intervista, molto tempo dopo, Maria confessò che durante quel periodo di incoscienza strane musiche le ronzavano nelle orecchie.   

Dal 1931, parallelamente alla sua brillante carriera scolastica intraprese delle lezioni di canto e di pianoforte. Nel 1937, i genitori si separarono e Maria fece ritorno in Grecia con la madre e la sorella. Il trasferimento non le fece abbandonare la musica: nello stesso anno entra al Conservatorio di Atene, diplomandosi in canto, piano e lingue con il nome di Maria Trivella. Nel 1939, arriva il suo primo ruolo da primadonna che le valse il premio messo in palio dal conservatorio. Cominciò così la prima fase della sua carriera che le fece acquisire l’appellativo di “Divina”.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, le esibizioni della Callas continuarono, nonostante i teatri più importanti di Atene erano ormai in mano ai nazisti. Questo la portò ad essere accusata da alcuni colleghi di collaborazionismo con il potere tedesco, anche se noto è l’episodio che vide Maria improvvisare “Vissi d’arte” della Tosca, al pianoforte durante un’ispezione fascista che distolse i militari dall’approfondire i loro controlli, ammaliati dalla sua bravura. Espediente molto ingegnoso, considerando che la ragazza, insieme alla madre e alla sorella, nascondeva in casa alcuni militari inglesi.

Dopo la liberazione, nel 1945, Maria decise di tornare a New York per rivedere il padre e continuare la sua carriera negli Stati Uniti, riassumendo il cognome Callas. Fu proprio qui che incontrò Giovanni Zenatello, direttore artistica dell’Arena di Verona che si trovava in America alla ricerca di nuovi talenti per la prossima stagione italiana, ottenendo una scrittura. Così dopo due anni, decise di partire per l’Italia, aveva soltanto 50 dollari in tasca e pochi vestiti.

Appena arrivata a Verona, la ragazza incontrò Giovanni Battista Meneghini, industriale veronese appassionato di lirica che fece una corte spietata alla giovane Maria, che, alla fine, accettò di sposarlo nel 1949, nonostante li separassero 37 anni di differenza. Dopo il matrimonio, Meneghini si dedicò totalmente alla moglie e alla sua carriera. Furono anni di successi per la Callas, non soltanto in Italia: si esibì a Londra, Vienna, Berlino, Amburgo, Parigi, New York, incantando il mondo con la propria voce.     

ARISTOTELE ONASSIS

Aristotelis Sokratis Onassis nacque nel 1906, a Smirne. Ancora adolescente, Onassis venne imprigionato e torturato. Nonostante fosse stato condannato a morte riesce a scappare e a rifugiarsi in Argentina, dove iniziò a dedicarsi all’importazione del tabacco.

Successivamente venne assunto come telefonista, e grazie all’impiego riuscì ad ascoltare le conversazioni di alcuni uomini d’affari, riuscendo a fare degli investimenti giusti che gli fruttarono moltissimi soldi. A solo ventidue anni, nel 1928, divenne console generale della Grecia e nel 1932, durante la depressione economica, decise di acquistare alcune navi mercantili da un’azienda canadese in bancarotta, arrivando così a fondare una delle flotte mercantili più grandi del mondo.

Non appena il mercato ebbe un rialzo, la carriera di armatore di Onassis prosperò ancor di più, non conoscendo arresto nemmeno durante la seconda guerra mondiale, fornendo le navi agli alleati a prezzi altissimi. Nel 1954, l’FBI lo condannò  per frode a danno degli Stati Uniti, infliggendogli una pena di 7 milioni di dollari.

Nel 1945, sposa Athina Mary Livanos, matrimonio che gli permise di entrare a tutti gli effetti nella alta società europea, e da cui ebbe due figli. Nel 1957, fonda la compagnia aerea Olympic Airways. Diventa uno degli uomini più ricchi e potenti del mondo, arrivando anche a controllare da vicino le scelte e l’economia del Principato di Monaco.      

“Fai spargere le mie ceneri nell’ Egeo, abbraccerò il mio Aristo attraverso il mare”

– Maria Callas

IL FILO ROSSO

Aristotele Onassis e Maria Callas si incontrarono per la prima volta nel 1957, a Venezia. Fu la giornalista Elsa Maxwell che presentò la Callas ad Onassis. Dopo quel primo incontro il ricco armatore inizia a corteggiare spudoratamente Maria con fiori e gioielli, ma la donna era ancora sposata con Meneghini e dal canto suo anche Onassis era unito in matrimonio con la Livanos.

Nell’estate del 1959, Onassis decide di invitare alcune personalità di eccezione sul suo panfilo, tra cui la Callas con il marito. I coniugi di Aristotele e Maria dovettero assistere in quella occasione alle effusioni d’amore dei due, che ogni tanto si appartavano in cabina. Quando approdarono la Callas decide di lasciare il marito, nonostante quest’ultimo avesse deciso di perdonarla, e la Livanos decise di presentare la domanda di divorzio alla Corte Suprema, chiedendo la custodia dei figli, venendo accettata. Inizia così la storia d’amore tra la Callas e Onassis,  all’epoca lei aveva 36 anni e lui 53.

Innamorata di quell’uomo Maria si butta a capofitto nella nuova relazione. Ma il loro idillio d’amore coincide con il periodo più buio nella carriera della cantante: iniziò a soffrire di afonia, allontanandosi dalle scene, non rispettando i contratti con gli agenti e non volendo affrontare le tournée mondiali che la tengono lontana dal suo Aristotele.

Ma quella relazione non si trasformò mai nella favola in cui sperava la Callas. Onassis continua a prometterle che la sposerà, ma non manterrà mai la parola data. Le gioie dei primi tempi lasciarono spazio ai litigi e al dolore: nel 1960 Maria dà alla luce il frutto di quella passione, Omero, che morirà a poche ore dal parto a causa di complicanze respiratorie.

Nel 1966, la Callas rinuncia alla sua cittadinanza americana per quella greca: la scelta fu mossa dalla volontà di divorziare dal marito italiano. Per legge, al tempo, i greci potevano sposarsi solo con rito ortodosso, per cui il suo matrimonio con Meneghini sarebbe risultato nullo. Ma tutti gli sforzi che la cantante fece per tenersi stretto il ricco armatore risultarono vani. Nonostante Maria decise di tagliarsi i capelli, di non indossare gli occhiali da vista, e di vestire soltanto con abiti che lui ordinava telefonicamente agli stilisti, i piani di Onassis erano cambiati.

Nell’estate del 1968, su quello stesso panfilo che fece scoppiare la loro passione Aristotele invitò un’altra donna Jacqueline Kennedy, da poco vedova, chiedendo alla Callas di non unirsi a loro perché sarebbe stata inappropriata la presenza della sua amante al cospetto della first lady d’America. Fu proprio in quell’anno che Onassis decide di abbandonare Maria e sposare Jacqueline.

Il rumore mediatico di quella nuova storia d’amore ebbe degli effetti devastanti sulla Callas, che entrò in depressione. Iniziò così il suo lento declino, decidendo di ritirarsi dalle scene nel 1974 e vivere a Parigi. Onassis rimase innamorato della Callas anche dopo il matrimonio, cercando di riallacciare i rapporti con la cantante, nonostante i continui rifiuti di lei. Nel 1974, Aristotele venne ricoverato in ospedale portando con sé la coperta di Hermès che le aveva regalato Maria, morendo nel 1975 a causa di complicanze a seguito di un intervento. Il cuore di Maria, ormai pieno di dolore, smetterà di battere nel 1977, quello stesso cuore che aveva donato per sempre al suo amato Aristotele.

Autore: Federica Tumbiolo

Classe 1995. Studia Giurisprudenza all’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2019.

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