Marconi e il 121° compleanno della prima “radiotelegrafata”

Marconi e il radiotelegrafo

«Fin dal 1895 io ebbi la forte intuizione che le trasmissioni radiotelegrafiche sarebbero state possibili attraverso le grandi distanze»

Guglielmo Marconi

Una delle più grandi menti italiane in ambito scientifico, il bolognese Guglielmo Marconi (1874-1937), fu il primo a comunicare un messaggio a lunga distanza utilizzando proficuamente la lezione di alcuni illustri predecessori come il teorico dell’elettromagnetismo James Maxwell e lo scienziato Heinrich Rudolf Hertz (celebre per l’unità di misura della frequenza Hz) che dimostrò sperimentalmente l’esistenza delle onde.

Fu proprio Hertz a essere preso da “mentore” dal ventenne Marconi che iniziò a sperimentare la trasmissione di impulsi telegrafici senza fili da casa sua a Pontecchio nel 1895, località ricordata oggi come “la collina della radio”.

Nemo propheta in patria, Marconi, dopo aver depositato il brevetto della straordinaria invenzione il 2 luglio 1897, emigrò in Inghilterra dove venne accolto trionfalmente e dove fondò la società Marconi’s Wireless Telegraph Company impegnata a stabilire punti di comunicazione a lunga distanza, contrariamente a quanto affermavano i fisici dell’epoca, molto scettici sulla possibilità che le onde elettromagnetiche potessero seguire la forma curvilinea della Terra.

La prima radio di Marconi

Una volta raccolti i fondi necessari, impiantò le prime stazioni sperimentali ad Alum Bay sull’isola di Wight e a Bournemouth sulla Manica. Con il cosiddetto “cervo volante” (sistema ad antenna ricevente mobile collocata su un aquilone) riuscì nell’inverno 1898 a mettere in contatto la stazione di South Foreland (vicino Dover) e il battello “East Goodwin”.

Regnava ancora però il problema dell’interferenza nella trasmissione e nella ricezione dei segnali. Dopo numerosi studi e la risoluzione di una querelle sui diritti di un nuovo brevetto coi fisici Braun e Lodge, Marconi tentò il collegamento radiotelegrafico attraverso il canale della Manica su una distanza di oltre 51 Km. L’esperimento andò in porto il 27 marzo del 1899 e l’italiano creò un collegamento tra South Foreland e la stazione francese di Wimereux, presso Boulogne-sur-Mer. Si trattava della prima comunicazione radiotelegrafica tra Stati della storia.

Gli echi di un tale successo lo condussero in America ad illustrare le prodezze della radio all’allora Governo McKinley. Dopo aver fatto alcune dimostrazioni, Marconi realizzò una stazione radiotelegrafica a Poldhu (in Cornovaglia) molto più potente di quelle precedenti. Dopo una lunga attesa, la mattina del 12 dicembre 1901, dall’Inghilterra fu trasmessa la lettera “S” dell’alfabeto Morse che venne entusiasticamente ricevuta da Marconi stesso alla stazione di Saint John, sull’isola di Terranova (Canada). Era stata compiuta la prima radiocomunicazione transoceanica.

Una stazione radio di importanza europea divenne, soprattutto sotto il regime fascista, il Centro Radio di Coltano vicino Pisa, progettato da Marconi stesso e inaugurato nel 1911 in presenza del re Vittorio Emanuele III. Il trasmettitore radio installato nel piccolo borgo permise la comunicazione intercontinentale con le colonie africane e con le comunità italiane negli Usa per via della buona zona di ricezione e della vicinanza con il Mar Tirreno. Distrutto dai tedeschi in ritirata, l’ex stazione è stata anche campo di concentramento allestito dagli Alleati per i repubblichini. Ora è un patrimonio in rovina.

L'abitazione nonchè laboratorio di Guglielmo Marconi a Coltano oggi

Fatto sta che dal 1899 la comunicazione radio divenne uno strumento indispensabile per la navigazione e nel soccorso (celebre il caso del Titanic, con alcuni passeggeri salvi grazie proprio a un messaggio radio di SOS), entrando col tempo anche nel traffico aereo prima militare e poi civile, fino alla commercializzazione come mass medium negli anni ’20 del XX secolo. Nel 1909 Marconi, insieme con il collega tedesco Braun, ricevette il Nobel per la fisica «in riconoscimento del loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili». Nel 1928, in Italia, fu nominato presidente del Consiglio nazionale delle ricerche e insignito del titolo di “marchese” dal re Vittorio Emanuele III.

Autore: Tommaso Lucchesi

Dalla musica all’arte, dai film allo sport, sono appassionato di tutto un pò. Laureato in Comunicazione sto tentando la strada dello Storico a Firenze. A Radioeco dal 2019.

Leave a Reply

Your email address will not be published.