Il significato dei carri del Carnevale di Viareggio

Bambini e adulti mascherati, coriandoli e stelle filanti che invadono le strade e le tasche, balli scatenati e giganti che camminano tra il pubblico che si apre come fosse il fiume Nilo.

Siamo nel pieno dei festeggiamenti del Carnevale, celebrazione antichissima che affonda le radici all’inizio della storia dell’uomo e che in Italia ha sempre avuto un ampio consenso di istituzioni e popolarità, in particolare in Toscana dove risiede la “Città del Carnevale” Viareggio, da 147 anni patria di mastodontiche costruzioni in cartapesta capaci di far parlare tutto il mondo delle qualità nostrane in fatto di artigianato ma anche dei forti temi spesso affrontati: dall’inquinamento alla pedofilia, dal razzismo all’omofobia passando per la graffiante satira politica.

Vediamo quindi quali sono gli argomenti dei 14 carri allegorici 2020, fotografati e cliccatissimi anche su pagine, siti e testate di respiro internazionale. Piccola nota introduttiva: i primi 9 carri sono chiamati di “prima categoria” ed i restanti 5 di “seconda categoria”, classificazione dovuta alle diverse dimensioni di alcuni carri rispetto ad altri.

Il Carro del Carnevale di Viareggio “HOME SWEET HOME – NESSUN POSTO È COME CASA” di Lebigre-Roger

Famiglia di artisti di origine francese trapiantati a Viareggio da oltre 40 anni, portano al Carnevale un carro che ha per protagonista la giovane attivista svedese Greta Thunberg. Nell’allegoria Greta è la Dorothy de Il Mago di Oz con in mano il pianeta morente, vestita come ormai l’immaginario collettivo ce l’ha immortalata (col classico impermeabile giallo come le mattonelle della strada dorata). Alle sue spalle i 3 personaggi del romanzo, lo spaventapasseri senza cervello, l’uomo di latta senza cuore e il leone senza coraggio, chiare metafore dell’essere umano contemporaneo, incapace di ragionare, amare e battersi per cause serie. Una moderna metropoli sullo sfondo qui diventa la celebre città di smeraldo, regno dell’ignoranza e dell’illusione che tutto vada sempre bene, proprio come tanta stampa e politica propagandano continuamente.

“#NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE 2.0” di Jacopo Allegrucci

Carnevale di Viareggio 2020, carro su Alice e i social

Trasposizione in chiave digitale della fiaba di Alice nel Paese delle Meraviglie di Carroll. Qui Alice è il simbolo dell’ingenuità e della leggerezza con la quale navighiamo sui social, apparentemente luoghi di incanto e meraviglia dove tutto è possibile. La costruzione racconta una storia e si compone di momenti diversi. Una figurante (Alice) viene portata dal Bianconiglio sul carro e qui, dopo una scalinata, “precipita” nel mondo virtuale. A questo punto l’intera costruzione fa un giro di 360° e appare la perfida Regina di Cuori, emblema dell’egocentrismo che ci assale quando pubblichiamo post in cerca di like, che imprigiona la stessa Alice e divora letteralmente (vedere per credere!) emoji e icone social. Una satira sull’abuso di social network da parte di tanti utenti ignari di cosa stiano usando.

“IL GRANDE BALZO” di Alessandro Avanzini al Carnevale di Viareggio

Carnevale di Viareggio 2020, carro sulla Cina

La rappresentazione allegorica dello strapotere economico della Cina su un’America ormai in declino industriale. Il colosso cinese della tecnologia qui è una tigre robotica circondata dal fiore di loto simbolo dello Huawey (altro gigante orientale) che schiaccia un Mickey Mouse arrugginito, ovvero il capitalismo culturale e finanziario statunitense in chiara recessione. Il titolo si riferisce all’espressione di Mao Tze-Tung del 1958 circa “il grande balzo in avanti” della Cina dopo la seconda guerra mondiale e la bandiera americana a brandelli sulla costruzione raffigura proprio questa vittoria contemporanea dell’Oriente sull’Occidente.

“NE’ DI EVA NE’ DI ADAMO” di Massimo Breschi

Carnevale di Viareggio 2020, carro contro l'omofobia

Delicata costruzione che denuncia l’omofobia che ancora pervade buona parte del nostro Paese e non solo. Un tempio antico come l’amore fa da sfondo a un valzer ideale tra coppie senza volto e senza distinzione di sesso, colore o religione. Una danza della vita contro ogni forma di discriminazione con dei cigni formati da mani umane che applaudono questo spettacolo e guardano incuriositi il nostro mondo, troppo spesso affetto da odio e da violenza. Un omaggio all’amore in tutte le sue forme e con tutti i suoi interpreti.

“OLÈ” di Carlo Lombardi

Una surreale corrida carnevalesca in cui i ruoli si rovesciano: un toro variopinto coi colori della natura impugna il famigerato drappo rosso mentre il torero diventa animale da palcoscenico con tanto di corna fatte con le dita. Sullo sfondo le tribune di un’arena spagnola con tanti figuranti vestiti tori che inneggiano al loro beniamino. Lampante la denuncia del costruttore contro le violenze gratuite inflitte agli animali in queste rappresentazioni folkloristiche che hanno come spettacolo principale il massacro di tori nel pubblico ludibrio. Sconcertante la protezione da parte dell’Unesco di simili carneficine e il carro, seppur in tono scherzoso ed ironico, mette alla berlina proprio questa decisione comunitaria.

“IDOL” di Umberto e Stefano Cinquini

Cristiano Ronaldo, campione di calcio e brand con le gambe, è qui il prodotto quasi robotico del perfetto idolo da dare in pasto alle masse. Alle spalle di CR7 vediamo infatti la fabbrica degli idoli con tanto di operai che lavorando per foraggiare la macchina “fatturasoldi” che è diventata il portoghese. Ronaldo è idolatrato da milioni di persone come una divinità ed è il re dei suoi followers che farebbero qualsiasi cosa per lui: il messaggio della costruzione è diventare idoli di sè stessi e non essere schiavi del proprio idolo (che a sua volta è schiavo dei suoi ammiratori). Naturalmente il carro è anche un tributo al campione della Juventus visto come emblema del sacrificio e dell’autodisciplina per costruirsi come idolo.

“ABBRACCIAMI È CARNEVALE” di Fabrizio Galli

Carnevale di Viareggio 2020, carro sull'abbraccio

Una costruzione un pò in linea con la tradizione fantasiosa del Carnevale di Viareggio in cui emerge un grande Re Carnevale incoronato che abbraccia il pubblico di Viareggio con lunghe braccia montate su carrelli semoventi e con 6 figure rappresentanti la coscienza umana (l’amore, la scienza, il cosmo, la musica, l’arte…) abbracciati attorno a una scultura originale simbolo dell’amore universale. Un carro che fa leva sulla condivisione, l’accoglienza e la tolleranza in un mondo sempre più diviso e macchiato da troppa inumanità.

“ROBOTIKA – L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE” di Luigi Bonetti

Carnevale di Viareggio 2020, carro sul robot

Eterna dubbio sul dualismo uomo-macchina. Un enorme volto femminile dall’aspetto umano si scompone rivelando un cervello cibernetico e un’anima informatica. Che passi avanti farà la tecnologia e quanto potrà sostituirsi all’uomo negli anni a venire? La costruzione, che si avvale peraltro di uno spettacolare impianto luci per le sfilate in notturna, vuol farci riflettere su quanto sia pervasivo il mondo digitale nella nostra quotidianità che ci fa assomigliare sempre di più ad automi e sempre di meno a persone capaci di provare emozioni.

“BEATA IGNORANZA” di Roberto Vannucci

Carnevale di Viareggio 2020, carro del centauro

Un centauro devastatore dalle insegne barbare vandalizza cataste e pile di libri, simboli di cultura. Un carro di facile lettura che mette alla berlina i leoni da tastiera e l’ignoranza disarmante che domina sui social network ma in generale nella nostra contemporaneità. Presenti i loghi dei principali social e di famosi talent che, a detta del costruttore, favoriscono una disaffezione alla lettura e alla conoscenza che non fa presagire il meglio per il futuro. Tra le curiosità lo speaker, vestito alla “Sgarbi”, manda a quel paese le “capre ignoranti” che compongono il corteo sul davanti della costruzione.

“S’I FOSSE FOCO” di Luciano Tomei

Carnevale di Viareggio 2020, carro sull'incendio

La prima delle costruzioni “piccole” (si fa per dire) prende spunto dall’omonimo sonetto di Cecco Angiolieri e parla di piromania. Un grande albero antropomorfo si chiede disperato la causa che anima un indefesso piromane dai tratti animaleschi (ricordatevi il maiale di Orwell) intento nell’appiccare incendi dolosi senza apparente motivo: denaro ricevuto da aziende per liberare dagli alberi aree edificabili o semplice mania di protagonismo e delirio di onnipotenza? Alla mente non possono che tornare le immagini del disastro del Monte Serra ma anche ciò che è avvenuto in Australia poche settimane fa.

“A CACCIA DI UN LIETO FINE” di Luca Bertozzi

Carnevale di Viareggio 2020, carro delle tigri

Una famiglia di tigri modellate talmente bene da sembrare tratta da un documentario sulla Savana diventano simboli della lotta contro il bracconaggio e la caccia di frodo che costa all’anno migliaia di specie in via d’estinzione. In questa allegoria il padre si erge a difesa del cucciolo mentre la madre spalanca le fauci per dissuadere eventuali avventori dall’importunarli. Un’atmosfera da “Il re leone” per una costruzione che mette in luce anche il valore della famiglia e la salvaguardia degli animali.

“QUEI GRAN GENI DI…” di Priscilla Borri e Antonino Croci

Carnevale di Viareggio 2020, carro satira su Salvini e DiMaio

Una pungente satira politica nei confronti dei politicanti di oggi, in particolare Salvini e Di Maio mascherati in abiti rinascimentali, che cercano di emulare il genio di Leonardo Da Vinci camuffandosi con la sua iconica barba. L’Italia è stata patria di grandi geni scientifici ed artistici ma negli ultimi anni sembra aver sfornato solo figure di assoluto minor profilo, soprattutto in politica (sul carro sono presenti anche Conte e Gentiloni appesi precariamente al paracadute leonardesco che tentanto di “atterrare” illesi in Europa). L’oscillante situazione politica italiana è ben rappresentata dalla bilancia che sostiene i due leader dell’ex governo gialloverde mentre i due statisti De Gasperi e Spinelli si rigirano letteralmente nella tomba.

“GIÙ LE MANI” di Franco Malfatti

Carnevale di Viareggio 2020, carro sulla pedofilia

Il mondo magico e spensierato dei bambini è troppo spesso invaso da mostri adulti, colpevoli di violenza, abusi, affidamenti illeciti e tutto il male che contribuisce a rovinare l’infanzia ai più piccoli. Un carro che sottolinea il bisogno di protezione che necessitano i bambini, spesso indifesi di fronte alla malvagità, qui rappresentata da diavoli che spuntano subdolamente da un giardino fiorito e incantato. La colonna sonora di Profondo Rosso inoltre enfatizza l’atmosfera da incubo che la costruzione vuole emanare.

“L’AMARO ITALIANO” di Edoardo Ceragioli

Carnevale di Viareggio 2020, carro su Salvini

Altra satira graffiante alla politica del leader della Lega Matteo Salvini, che in questa allegoria diventa un barman che offre alla Signora Italia l’amaro dell’indifferenza chiamato “Mare Negro”. Mentre si consuma il dramma del naufragio di migliaia di migranti in mare (che qui è la gonna rosso sangue dell’Italia) la cliente si abbevera dissetandosi con il calice del razzismo. E’ una frecciata chiara e provocatoria a certe politiche che inquadrano il nemico nel diverso e nel sostanziale “menefreghismo” di tanti italiani di fronte ai morti in mare.

Il Carnevale di Viareggio si compone inoltre di 9 mascherate in gruppo, 9 maschere isolate (di cui 2 fuori concorso) e svariate pedane aggregative, ossia piccoli carretti autofinanziati da amanti del Carnevale.

Uno spettacolo davvero coinvolgente e variegato, capace di divertire con l’allegoria ma anche di far riflettere con la satira e la critica sociale che mette puntualmente spalle al muro i mali che affliggono il nostro Paese e l’uomo stesso.

Un ringraziamento doveroso a Enrico Dal Pino per le foto concesse.


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Autore: Tommaso Lucchesi

Appassionato di un pò di tutto, dalla musica all’arte, dalla cultura alla politica. Laureato in Scienze della Comunicazione a Pisa e ora con la Magistrale in Storia a Firenze. A Radioeco dal 2019.

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