Pisa Jazz: Sulle note stranianti dei Military Genius al Caracol

military genius

Nella serata del 18 febbraio il Caracol – Contemporanea Casa del Popolo ha ospitato nell’ambito del Pisa Jazz il polistrumentista e produttore di Vancouver Bryce Hildebrand Cloghesy, membro dei NOV3L e dei più noti Crack Cloud che, dopo ben 4 anni di lavoro, propone il progetto “Military Genius”.

Military genius
foto di Dania Gennai

L’album d’esordio da solita si intitola “Deep Web” e sarà pubblicato nei prossimi mesi per Unheard Of Hope, divisione della label inglese Tin Angel Records. Il vulcano creativo di Cloghesy partorisce un’interessante miscela di post-punk, ambient cinematic e sperimentalismo ispirato a un jazz notturno e a una commistione di diversi generi musicali. Il sentimento che pervade ascoltandolo oscilla tra uno smarrimento in una metropoli brulicante di anime perdute e un giardino al tramonto in cui l’atto di perdersi rappresenta la sua essenza spirituale. Buio è il palco come scura è la musica che Bryce anima con successo, accompagnato egregiamente da una chitarra elettrica che sa quando e cosa dire.

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foto di Dania Gennai

Focus (che apre la serata) è il primo brano del nuovo disco del progetto Military Genius: ha un crescendo circolare, stretto attorno a un giro di basso posato e a una batteria jazzy, tappeto ideale per il sibilo di un’armonica, una tastiera e la voce un po’ indolente ma dalla presa contagiosa di Cloghesy. Atmosfere solitarie e cupe con arrangiamenti capaci di rendere imprevedibili suoni illusoriamente familiari. Luci della città ma anche e soprattutto molte ombre: queste sono le vere protagoniste che insieme a fantasmi “educati”arrivati dall’elettronica, regalano sulla pelle uno spaccato di vissuto in cui ansia, paura e delirio vanno volentieri a braccetto. Il musicista carezza con amore e violenza il suo strumento, passionale con la chitarra come con il sax che con le sue note modella l’aria e fa risvegliare lo spirito libero dell’ascoltatore che gli chiede: su quale pianeta mi vuoi condurre?

Military genius
foto di Dania Gennai

Una notte insonne, una voce che ti entra nelle orecchie e non ti abbandona, una pillola che svela segreti e ti fa emergere una agrodolce consapevolezza che non credevi o volevi avere. Una serie di pezzi abbacinanti nella loro esecuzione che hanno un soul tutto loro, ti catturano, ti riscaldano in una notte d’inverno ma non ti rassicurano. Silenzioso ma sagace la misteriosa spalla del canadese, abile ad accompagnare il maestro ma è nella cassa e nel suo strumento che scopriamo tutto il suo mondo.

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foto di Dania Gennai

Insomma, un ennesimo successo che ha impreziosito una serata per tanti amanti della musica e un festival che non smette di stupirci.

Le meravigliose foto sono di Dania Gennai dello staff del Caracol.

Autore: Tommaso Lucchesi

Appassionato di cultura in generale, dalla musica all’arte passando per il cinema. Laureato in Comunicazione a Pisa tento la strada dello storico a Firenze. A Radioeco dal 2019.

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