Il Natale che ogni fuori sede capirà

Caro fuori sede che torni per Natale, ti dico solo “Il fidanzatino/a?”

Non ci sarebbe bisogno di spiegare questa semplice e breve domanda, sappiamo tutti noi fuori sede a cosa mi sto riferendo, un po’ come ilquando ti laurei?”

È la domanda che, caro amico fuori sede, ti verrà fatta da tutti i parenti durante tutte le cene e i pranzi che si faranno durante le feste di Natale.

L’unico consiglio che posso darti è di armarti di pazienza, cercare di essere il più gentile possibile e bere, bere tanto vino e spumante e ovviamente mangiare qualsiasi cibo che troverai sulla tavola, anche perché prova a dire di no alla nonna mentre ti porta la terza porzione di lasagna.

Ma ora analizziamo passo per passo il Natale per il fuori sede.

Natale per il fuori sede.

Ogni Natale, da quando si decide di andare via da casa per andare a studiare in un’altra città, comporta una serie di spese e mi sto proprio riferendo al biglietto del treno, aereo, pullman per tornare a casa.

La maggior parte degli studenti fuori sede controlla sui diversi siti già dai primi di settembre, altri invece la prendono davvero con comodo proprio a ridosso delle festività.

Consiglio: prenotate i biglietti quanto prima perché troverete dei prezzi davvero alti e vi troverete costretti a fare dei viaggi lunghissimi, scomodissimi e vi maledirete di non averlo fatto prima.

Questo è uno dei problemi che non comprende solo gli studenti, ma anche i lavoratori, che sono spesso costretti a pagare anche 100, 200 euro solo per un unico viaggio, solo per l’andata e c’è anche chi purtroppo decide di non tornare a casa dovuto proprio ai prezzi e di conseguenza a passare il Natale anche da solo e scendere poi successivamente.

Il fuori sede però lo sa, lo sa benissimo quanto sia importante per lui e per i suoi genitori passare il Natale ed in generale tutte le festività, come Pasqua, tutti insieme e quindi si cerca sempre di fare il possibile e di non rinunciare mai al calore che solo casa, che solo un abbraccio di tuo padre o di tua madre, ti può dare.

Perché diciamocelo, va bene lo stress che può comportare la programmazione di un viaggio o i soldi da spendere o il viaggio stesso in quelle lunghe, terminabili ore nella speranza che il sedile accanto a te sia vuoto, ma niente è come l’amore che puoi trovare appena apri la porta di casa e la porta della tua stanza stracolma di ricordi.

Se il viaggio è un primo punto, il secondo sono proprio i temibili parenti, intendo quelli che appena arrivi al pranzo di Natale ti chiedono “quando te ne vai?” “quanti esami ti mancano?” e tante, tante altre. In quel caso fate un lungo sospiro, rispondete cortesemente e scappate il prima possibile con diverse scuse.

Ma anche i genitori fanno la loro parte, una parte ben che presente con altre mille e mille domande e raccomandazioni. “Dove vai?” “Non tornare tardi!” “Mi raccomando a quello che fai quando esci.”

La prima cosa che penserai automaticamente è: “Mamma, papà, io vivo fuori, da solo, a 800 km di distanza.” Questo per dire che forse un po’ di autonomia e responsabilità l’hai acquisita in questi anni, che la spesa te la fai da solo e anche la lavatrice.

Ma voglio lanciare una freccia a favore di tutti i nostri genitori, si preoccupano per noi continuamente, non pensate che quando siete a casa vostra loro non siano preoccupati, semplicemente allentano la corda per potervi far vivere la loro esperienza, ma lo so io e lo sapete anche voi che la notte prima di andare a dormire siamo noi il loro ultimo pensiero.

Naturalmente tornando a casa sentono il dovere ed il diritto di dovervi fare delle raccomandazioni e soprattutto di prendersi cura di voi il più possibile, loro lo sanno benissimo che siete studenti fuori sede.

Quello che vogliono è stare con voi, quindi qualche sera restate sul divano a guardare la televisione con loro anche se dopo dieci minuti staranno già dormendo, loro sapranno che siete rimasti lì per loro.

Se si parla di genitori e soprattutto di parenti, in questo caso non si può far altro che parlare dei nonni.

Parlare dei nonni porta ovviamente a parlare del cibo.

Solitamente si festeggiano queste feste a casa dei nonni, quella casa in cui sei cresciuto con i tuoi cugini e con cui hai litigato con i tuoi fratelli e sorelle. Tra l’albero di Natale, le tante domande, le decorazioni, ecco lì la tavola apparecchiata rigorosamente con la tovaglia rossa, piena e strapiena di cibo. Lasagne, parmigiane, carne, pesce, antipasti, dolci, vino, birra, spumante, amaro ed infine il caffè.

Ovviamente elencato così potrebbe non rendere, ma immaginate un pranzo che dura dalle tre alle cinque ore, ti siedi a tavola alle 13:00 e ti alzi quando ormai è sera. Tra la stanchezza, la pienezza dovuto a ciò che hai mangiato e quella sensazione di non essere del tutto sobrio per tutto l’alcool che hai bevuto, ti trascini fino al divano considerandoti del tutto “morto.”

Caro fuori sede, se pensavi che tutto questo fosse finito devo darti una notizia: no.

Appena sarà finito il Natale, appena il 25 dicembre sarà terminato, i tuoi amici, gli amici che vedi tre volte in tutto l’anno, ma che senti sempre, gli amici di una vita, ti chiederanno: “Cosa fai a Capodanno?”

Sconvolto e stanco dovrai cercare la forza di rispondere a quel gruppo in cui ti hanno appena inserito e dopo innumerevoli messaggi di gente anche sconosciuta, troverete il modo di passare il Capodanno insieme e di passarlo nel modo meno sobrio possibile perché si sa, finito Capodanno inizia la sessione invernale.

Ebbene sì, goditi al massimo le vacanze con gli amici ed i parenti perché dopo dovrai tornare a studiare per la sessione invernale in cui ti attenderanno quegli esami che hai rimandato da settembre, ma tranquillo, ce la faremo!

Arrivati alla fine, alla fine delle feste, sai bene cosa ti aspetta: il viaggio di ritorno.

Caro amico fuori sede,

quello che posso dirti è che ti capisco. So che gli unici sentimenti che prevarranno saranno nostalgia, tristezza e malinconia, la voglia di non tornare ti farà tentennare e penserai ai giorni passati a casa. Ti dico che questa sensazione passerà, dopo qualche giorno che sarai ritornato nella città in cui studi e ritornerai ad essere un fuori sede sommerso dai libri e da tutti i tuoi impegni, queste sensazioni saranno meno presenti e inizierai a guardare già i biglietti per scendere a Pasqua.

Quello che voglio dirti invece è questo, abbraccia di più i tuoi genitori e litiga meno con i tuoi fratelli e sorelle, goditi tutti i giorni, sono vacanze anche per te, quindi stacca per un attimo la spina e concentrati su te stesso ed il bene che vuoi alle persone che ti stanno accanto.

Il Natale può rappresentare semplicemente una scusa per sentirsi più amati e coccolati, ma anche per sentirsi meno soli. Quante volte, nella vita da fuori sede, ci siamo sentiti soli tra le quattro mura della nostra stanza o tra le risate dei nostri coinquilini o tra tutti i libri da studiare?

Detto questo, se il Natale può farti essere felice, sii felice.

Autore: Silvia Santoro.

Classe 1996, dai grandi occhi blu, istintiva, curiosa, ambiziosa, iscritta alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2019.

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