RUBRICA JAZZ: Ella Fitzgerald, la mamma del Jazz

“Alcuni ragazzi in Italia mi chiamano Mamma Jazz. Penso che sia davvero bello. Almeno finché non mi chiameranno Nonna Jazz.”

-Ella Fitzgerald

Ella Fitzgerald, chiamata anche Lady Ella, è considerata una delle voci femminili più importanti del jazz.

La sua giovane vita fu segnata dalla morte della madre, e poi da quella del patrigno. Questo portò la giovane Ella a finire in un riformatorio, da cui scappò a soli 15 anni. La Fitzgerald trasformò tutta questa sofferenza in emozioni, che riuscì poi a trasportare sul palco.

La sua vita iniziò a cambiare nel 1934. Infatti, all’età di 17 anni, partecipò all’Amadeus Night, all’Apollo Theater di Harlem, le serate dedicate alle competizioni dei dilettanti. Inizialmente Ella aveva deciso di esibirsi nel ballo, ma poi cambiò idea e decise di cantare.

Alla fine della sua esibizione il pubblico chiese che la Fitzgerald cantasse di nuovo. E da quel momento Ella Fitzgerald capì che quello era il suo posto. Successivamente, quella stessa sera il sassofonista, Benny Carter, fece incontrare Ella con delle persone che lanciarono la sua carriera. Con il loro aiuto la Fitzgerald vinse tutti i concorsi a cui partecipò.

Nel Gennaio del 1935 iniziò a cantare per la band di Chick Webb. Durante quegli anni incise con loro alcune canzoni di successo come: “A-Tisket, A-Tasket”, “Undecided e “Mister Paganini”. Usava molto spesso lo scat, che poteva durare oltre i cinque minuti non abbandonando mai la sua natura melodica. E alla morte di Webb, la band continuò ad esibirsi con lei, con il nome di “Ella Fitzgerald and her famous Orchestra”.

Orchestra Jazz

Nel 1941 inizia la carriera solista, abbracciando nel tempo i più svariati generi musicali: swing, bebop, blues, samba, gospel, calypso. Durante quegli anni si esibisce con i più importanti gruppi e interpreti solisti: il suo ruolo è quello di “strumentista della voce“. 

Nel 1946, si innamora del bassista Ray Brown, ma divorzia nel 1952. Grazie a Ray, però, la cantante conobbe Norman Granz, manager e produttore, che convinse la Fitzgerald a firmare per lui. Iniziò così un rapporto professionale che durerà per quarant’anni.

Negli anni ‘50 si esibisce in una tournée attraverso l’Europa e il Nord America, accompagnata dall’orchestra di Duke Ellington. Inoltre incide tre dischi con Louis Armstrong: Porgy and BessElla and Louis e Ella and Louis Again. Dal 1956 al 1964 incide una serie di Songbooks, reinterpretando i più grandi autori americani.

Vince un Grammy Award grazie all’album Ella in Berlin: Mack the Knife. E continua a incidere dischi fino alla fine degli anni ‘70. Si esibisce in tutto il mondo e compare in numerosi programmi televisivi. Fu ospite di celebri colleghi quali Frank Sinatra, Dean Martin, Nat King Cole e Dinah Shore.

I più grandi volti della musica Jazz

Durante tutta la sua carriera, però, la Fitzgerald dovette combattere con l’odio razziale, presente in America. Norman Graz, cercò di proteggerla da qualsiasi tipo di discriminazione che ricevevano. Ma non fu il solo che si batté per i suoi diritti. Numerose star supportarono la cantante, tra cui Marilyn Monroe.

L’attrice, riuscì ad organizzare un’esibizione nel famoso locale “Mocabo”, ad Hollywood. Qui negli anni ’50 l’ingresso era vietato a tutte le persone di colore. Infatti la Monroe ordinò che la Fitzgerald cantasse nel locale, promettendo che avrebbe preso un tavolo in prima fila, ogni sera. Così da quel momento in poi la Fitzgerald non cantò mai più in piccoli jazz club.  

Ma la vita della cantante fu complicata da una grave forma di diabete. Ma questo non la fermò. Infatti nel 1990 registrò il suo duecentesimo album, e nel 1991 fece il suo ultimo concerto alla Carnegie Hall. Però, nel 1994, a causa degli effetti del diabete subì l’amputazione di entrambe le gambe. E morì nel 1996, all’età di 79 anni.

Ella Fitzgerald è stata attiva per 59 anni. Ha inciso una settantina di album, venduto circa 40 milioni di copie e vinto 14 Grammy. Inoltre, nel 1987 ricevette dal presidente Reagan la “National Medal of Arts”.

Si può affermare, che è stata una delle più grandi cantanti del Novecento. Fu la prima, infatti, ad abbattere le rigide divisioni tra canzone pop e standard jazz.

Una voce unica, che risuonerà per sempre nel tempo.  

Autore: Federica Tumbiolo

Classe 1995. Studia Giurisprudenza all’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2019.

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