Daft Punk: il duo robot della musica elettronica.

Con l’annuncio dello scioglimento del duo francese più famoso della musica elettronica, ripercorriamo assieme alcune delle loro tappe più importanti.

1993, Parigi.

Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, dopo diversi anni passati a suonare insieme, decidono di formare un duo che si concentrasse su l’uso di synth e drum machine.

Scelta coraggiosa considerando che l’inizio degli anni ’90 fu caratterizzato dall’aggressività della musica di Seattle.

Non a caso il nome scelto dal duo sarà proprio un omaggio a quella rivista britannica che li considerò “un gruppetto di stupidi teppisti”, che oggi conosciamo come Daft Punk.

Homework, Discovery e l’inizio dei robot.

Il duo inizia a lavorare e, dopo un contratto con la Virgin che gli permetteva grande margine di libertà sulla propri immagine, nel 1997 rilasciano ‘Homework’.

Titolo come sempre non banale dato che effettivamente fu registrato interamente nella camera di Bangalter.

 Visto come un innovativo mix di techno, musica house, acid house e electro, l’album fu presto riconosciuto come uno dei più influenti album dance degli anni novanta.

Tra i singoli estratti dall’album, quello più noto fu Around the World, noto anche per il suo particolare video musicale realizzato dal regista francese Michel Gondry.

Ci vorranno altri quattro anni prima dell’uscita del secondo album, incentrato maggiormente dal syth pop ’80, Discovery.

Quest’ultimo sarà anche il loro maggior successo, grazie ad hit come Il singolo One More Time fu un grande successo in tutte le discoteche del mondo, divenendo il loro singolo più venduto in carriera, mentre i successivi singoli Digital Love e Harder, Better, Faster, Stronger sbancarono le discoteche diventando delle vere e proprie pietre miliari.

Da quest’album saranno anche riprese le musiche per il film giapponese Interstella 5555.

Il vero cambiamento si ha però nel ’99.

Come è risaputo, i due musicisti appaiono quasi sempre vestiti da robot.

Bangalter ebbe a dire: «Ci fu un incidente nel nostro studio. Stavamo lavorando con il campionatore e questo, esattamente alle 9:09 del 9 settembre 1999, esplose. Quando riprendemmo conoscenza, ci accorgemmo che eravamo diventati dei robot».

Questo si coniugò perfettamente con diversi loro ideali.

“Non siamo performer, non siamo modelli – non sarebbe accattivante per l’umanità vedere le nostre caratteristiche fisiche,” de Homem-Christo disse a Rolling Stone, “Per di più i robots attraggono le persone!”.

“Una cosa che mi piace delle maschere è che non ho persone che vengono costantemente da me e mi ricordano quello che faccio”, dice Bangalter. “È bello poter dimenticare.”

“Kraftwerk e Ziggy Stardust and Kiss; la gente pensava che i caschi fossero di marketing o qualcosa del genere, ma per noi era  glam sci-fi “.

BRISBANE, AUSTRALIA – DECEMBER 20: Daft Punk performs at the City Botanic Gardens December 20, 2007 in Brisbane, Australia. (Photo by Marc Grimwade/WireImage)

Gli anni di Human After All, il ritiro e Alive 2007.

Passano 4 anni rima di rivedere una pubblicazione del duo.

Human After All è soprattutto l’album che portò più critiche, rispetto ai precedenti unanimemente acclamati.

Per di più il duo non si esibisce live dal 1997, facendo già pensare a un ritiro dalle scene.

Ma il 2006 ha segnato inoltre la prima esibizione dal vivo del gruppo a distanza di nove anni, precisamente al Coachella Valley Music and Arts Festival.

A tale evento è seguita una tournée in America del Nord, Europa e Giappone svoltasi tra il 2006 e il 2007; dalla data tenuta a Parigi è stato estratto l’album dal vivo Alive 2007, famoso per il tripudio dello spettacolo scenografico.

L’album ottenne perfino un Grammy come miglior album dance/elettronico.

Nel 2006 hanno inoltre diretto e prodotto un film, Daft Punk’s Electroma, presentato in anteprima al Festival di Cannes 2006.

LOS ANGELES, CA – APRIL 17: (M0238061) Electro dance duo Daft Punk are photographed for Paris Match on April 17, 2013 in Los Angeles, California. (Photo by Sebastien Micke/Paris Match/Contour by Getty Images)

La trama è incentrata su due robot (rappresentanti i Daft Punk stessi, anche se non parteciparono mai a nessuna ripresa) che in questa avventura tenteranno in tutti i modi di diventare esseri umani.

Non crediamo nello star system“, ha detto una volta Bangalter come motivo per cui il duo ha evitato di apparire.

Vogliamo che l’attenzione sia sulla musica. Se dobbiamo creare un’immagine, deve essere un’immagine artificiale. Questa combinazione nasconde la nostra fisicità e mostra anche la nostra visione del sistema stellare.

Non è un compromesso. Stiamo cercando di separare il lato privato e il lato pubblico “.

Tron, Random Access Memories e gli ultimi lavori.

Nel 2010 i Daft Punk si dedicano alla produzione della colonna sonora del film Tron, enormemente acclamata.

Al suo interno è possibile, più che mai, sentire le molte influenze del duo che scava molto anche nell’underground dell’elettronica come i Drexcyia.

Solo tre anni dopo arriverà l’ultimo disco targato Daft Punk.

Nei primi mesi del 2012 musicisti e artisti famosi come Nile Rodgers, Giorgio Moroder, Pharrell e Paul Williams hanno ufficialmente annunciato la loro collaborazione con i Daft Punk riguardo al progetto di un loro quarto album in uscita verso la primavera 2013.

Random Access Memories cover art

Random Access Memories è, alla fine, la chiave di lettura del duo.

Il nome del disco è stato scelto con l’intenzione di unire e incapsulare il loro interesse per il passato, facendo riferimento sia alla tecnologia sia all’esperienza umana.

Mentre infatti la tecnologia attuale consente una illimitata capacità di immagazzinare materiale registrato, il contenuto prodotto dagli artisti contemporanei è diminuito in termini di qualità.

Sostanzialmente contiene tutto ciò che è stata la loro esperienza di musicisti, l’elettronica, e la loro esperienza da ascoltatori, dal funk al progressive rock dei Pink Floyd passando per la delicatezza dei Fleetwood Mac.

Epilogue

Dopo la collaborazione con The Weeknd del 2016, I Daft Punk, dopo 28 anni, con un video intitolato ‘Epilogue’, annunciano lo scioglimento.

Solitamente tendiamo a pensare che la musica elettronica, disco, house sia il massimo dell’eccentricità.

E la musica da discoteca, “la musica da ballare”, ha bisogno di mostrarsi e di spingere.

Ecco i Daft Punk ci insegnano, fra le altre cose, la grande sobrietà con cui è possibile vivere le cose, anche le più eccentriche.

Come sempre, lascio qualche suggerimento per scoprire o riscoprire la magia dei Daft Punk.

  1. Technologic
  2. Something About Us
  3. Digital Love
  4. Touch
  5. Da Funk

P.S.

Questo è stato personalmente un piccolo omaggio ad uno di quegli esseri viventi che ha dato la sua realtà allo sterminato universo musicale e che, per quanto potrà mancare negli anni che verranno,  resterà nel DNA di tutta la musica che verrà.

Lunga vita alla musica elettronica e della sperimentazione.

Grazie Daft Punk.

Spiral out, my friends.

Autore: L. Contorno

Studente, rievocatore storico e musicista.

In RadioEco dal 2019

Qui l’ultimo articolo!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *