Accadde oggi: Marx ed Engels scrivono il Manifesto del Partito Comunista

Il Manifesto del Partito Comunista fu scritto e pubblicato da Karl Marx e Friedrich Engels  il 21 febbraio 1848, anno di grande fervore rivoluzionario.

L’ondata rivoluzionaria che coinvolse quasi tutta l’Europa nel corso del ’48, paragonabile per estensione ed intensità a quella avvenuta nel 1789, rappresentò il punto d’arrivo di un profondo malessere diffuso tra borghesie e masse popolari.

Riforma del potere giudiziario, libertà di stampa e associazione, costituzioni basate sulla rappresentanza individuale e non più di ceto : queste le richieste comuni tra le forze agitatrici delle rivoluzioni quarantottesche

In questo clima nasce il Manifesto del Partito Comunista, un libello commissionato dalla Lega dei Comunisti per esprimere il loro progetto politico. 

I principali argomenti trattati nel Manifesto :

  • analisi della funzione storica della borghesia
  • storia come lotta di classe
  • critica ai socialismi non scientifici (che si dividono in reazionari, conservatori ed utopici)

La funzione storica della borghesia

Nella prima parte del Manifesto Marx descrive la vicenda storica della borghesia, sintetizzandone, meriti e limiti.

A differenza delle classi che hanno dominato nel passato, che tendevano alla conservazione statica dei modi di produzione, la borghesia, secondo Marx, non può esistere senza rivoluzionare di continuo gli strumenti di produzione e l’insieme dei rapporti sociali.

Nel Manifesto la borghesia appare una classe prettamente dinamica , che ha dissolto non solo le vecchie condizioni di vita ma anche le idee e credenze tradizionali.

La storia come lotta di classe

Uno dei temi più significativi all’interno del Manifesto è proprio quello di storia come lotta di classi:

Liberi e schiavi, patrizi e plebei, baroni e servi della gleba, membri delle corporazioni e garzoni, in breve, oppressori e oppressi, furono continuamente in reciproco contrasto, e condussero una lotta ininterrotta, ora latente ora aperta; lotta che ogni volta è finita o con una trasformazione rivoluzionaria di tutta la società o con la comune rovina delle classi in lotta.”

La lotta di classi e l’alternarsi dialettico tra oppressi ed oppressori, vinti e vincenti, è il motore della storia, ciò che la produce (materialismo storico)

La critica dei falsi socialismi

Con falsi socialismi si intendono tutte quelle dottrine che non sono ancora giunte al socialismo scientifico, dove l’ideologia è divisa dalla scienza, individuato da Marx ed Engels .

Nel Manifesto sono presentate 3 grandi categorie di falsi socialismi:

  • Reazionario che attacca la borghesia secondo parametri conservatori, rivolti al passato piuttosto che a schemi rivoluzionari rivolti al futuro
  • Conservatore o borghese incarnato da quegli economisti umanitari che vorrebbero rimediare agli inconvenienti sociali del capitalismo senza distruggerlo. Secondo Marx ed Engels il capitalismo non va curato bensì distrutto.
  • Critico-Utopistico che ha il limite di non riconoscere al proletariato una funzione rivoluzionaria, appellandosi a tutti i membri della società compresi quelli dominanti, per una pacifica azione di riforme.

«Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo»

Frase di apertura del Manifesto del Partito Comunista

Autrice: Federica Sacco

Mi piace trovare il perchè nelle cose anche quando non c’è.

Simpatica, gentile e testarda, o così dicono.

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