FILO ROSSO: Alfred e Alma. Brividi d’amore

“La parola amore è così piena di sospetto”

– Alfred Hitchcock

ALFRED HITCHCOCK

Alfred Joseph Hitchcock nacque nel 1899, a Leytonstone. Fin da piccolo si dimostra un bambino buono e tranquillo, tanto che il padre era solito chiamarlo il suo “agnello senza macchia”. All’età di 4-5 anni, il padre per punirlo da una marachella decide di mandarlo al commissariato di polizia con in mano una lettera. Il poliziotto quando lo vide, aprì la lettera e dopo averla letta, rinchiuse Alfred in una cella per una decina di minuti. Questo portò a far crescere in lui la paura di tutti i poliziotti.

Introverso e solitario, la sua infanzia non fu caratterizzata da molte amicizie. La sua vita segnata dalla rigida educazione che gli fu impartita allo St. Ignatius College di Stamford Hill, dove subì anche punizioni corporali, face crescere sempre più in lui il sentimento della paura. Nel 1914, inizia a frequentare corsi serali presso la Scuola di Ingegneria e Navigazione all’Università di Londra, nonostante non fosse iscritto a nessun corso di laurea. Nello stesso anno,  mentre la prima guerra mondiale era alle porte, la sua vita fu sconvolta dalla morte del padre.

Nel 1915, lavora presso la Henley Telegraph & Cable Company, calcolando la misura e il voltaggio dei cavi elettrici che la ditta installa. Nel 1917, viene sottoposto alla visita medica per il servizio militare, venendo riformato, si arruola però in un corpo volontario del genio, il cui compito era la manutenzione di infrastrutture di supporto per le attività di combattimento.

La sua vena artistica non viene sepolta, frequenta corsi di disegno, divertendosi a creare caricature dei colleghi, cimentandosi anche nella scrittura di brevi racconti per la rivista aziendale. Viene trasferito all’ufficio pubblicità della Henley. Nel 1920, entra nel mondo del cinema, viene assunto dalla sede londinese della Famous Players-Lasky-Studios con l’incarico dei disegni e delle didascalie dei film muti in produzione, che esegue spesso di notte non avendo lasciato il suo precedente impiego.

Nel 1922, debutta come regista con il film “Number 13”, rimanendo però incompleto a causa della chiusura della sede londinese dello studio.

ALMA REVILLE

Alma Lucy Reville nacque nel 1899, a Nottingham. In giovane età Alma si trasferì con la famiglia a Londra, in quanto il padre aveva ottenuto un lavoro presso la Twickenham Film Studios. Spesso Alma andava a trovare il padre a lavoro, ottenendo alla fine un impiego in quegli studi come ragazza del tè. Viene poi promossa all’età di sedici anni come taglierina, occupandosi insieme ai registi dell’editing dei film.

Iniziò così la sua carriera di sceneggiatrice, montatrice e assistente alla regia. La Reville fu una delle poche donne ad aver intrapreso quella carriera, in quel periodo infatti le donne che lavoravano nel campo del cinema erano per lo più attrici.

Nel 1919, il Twinckenham chiuse, riesce però a trovare un lavoro nella sede londinese della Famous Players-Lasky-Studios.  

“Chiedo di menzionare per nome le sole quattro persone che mi abbiano dato affetto, apprezzamento, incoraggiamento e collaborazione costante. La prima di queste è un editor di film, la seconda è uno sceneggiatore, la terza è la madre di mia figlia Pat, e la quarta è la migliore cuoca che abbia fatto miracoli in cucina. Il loro nome è Alma Reville”

– Alfred Hitchcock

IL FILO ROSSO

Il primo incontro tra Alfred Hitchcock e Alma Reville fu nei Famous Players-Lasky-Studios. In realtà, nonostante i due lavorarono nella stessa compagnia di produzione dal 1919 al 1923, non si rivolsero mai la parola. Alma però non passò inosservata agli occhi di Alfred, che notò la bravura di Alma.

Nel 1923, gli studios chiudono. Hitchcock viene assunto dalla compagnia Gainsborough Pictures, occupandosi delle più svariate mansioni, dalla sceneggiatura ai disegni, dalle scenografia al montaggio, all’aiuto-regia.  In quell’anno diventa aiuto-regista nel film Woman to woman di Graham Cutts, ricevendo l’incarico di trovare un montatore per la pellicola. Non aveva dubbi sulla persona giusta da assumere, così contatta Alma, che nel frattempo era rimasta senza lavoro a causa della chiusura della compagnia Famous.

I due iniziarono a lavorare stretto contatto, la stima reciproca ben presto si trasformò in amore. Nel 1925, Hitchcock dirige il suo primo lungometraggio “The Pleasure Garden”, e sceglie come aiuto-regia l’amata Alma. Le riprese del film portarono la coppia a girare per migliaia di chilometri tra Germania, Italia e Francia. Proprio durante uno di questi viaggi, sulla nave che li riportava a casa dalla Germania, Alfred le chiese di sposarlo, Alma però soffriva il mal di mare. Quando lui le chiede di sposarlo Alma sta malissimo e alla fatidica domanda le viene da vomitare,”l’ho preso per un sì”, affermò con ironia il regista durante un’intervista.

Alfred era cattolico e Alma si convertì prima del matrimonio. Si sposarono nel 1926, dalla loro unione lo stesso anno nascerà la figlia Patricia. Il loro matrimonio consolidò ancora di più il loro rapporto. Alma continuò a lavorare a stretto contatto con il marito, era la prima a leggere le sceneggiature dei film di Hitchcock, venendo coinvolta anche nei casting. La bravura della donna portarono a far circolare ad Hollywood la leggenda dell’”Alma test”, senza la sua approvazione nessuno arrivava ad Alfred.

Per Hitchcock il rapporto con la figura femminile fu sempre molto complesso e conflittuale, a causa probabilmente del suo carattere infantile ed insicuro. Il suo ossessivo rapporto con la figura femminile, quasi pericoloso, si riversò sulle attrici che sceglieva per i suoi film, tutte donne bionde con un fare raffinato e all’apparenza freddo. Furono molte le voci che girarono ad Hollywood sulle insistenti avances che Hitchcock fece alla protagonista del suo film “The Birds”, Tippi Hedren, rendendo impossibile sopportare le riprese del film all’attrice. Tutto ciò si riversò nel loro matrimonio, i coniugi rimasero affiatati sul lavoro e sempre meno nella loro intimità. Iniziarono a circolare voci della asessualità di Hitchcock, ma nonostante ciò continuarono a nutrire affetto e stima reciproca. 

La Reville fu l’unica donna che riuscì per tutta la vita a sopportare il carattere eclettico del grande regista. Divenne negli anni pilastro e punto di riferimento nella vita di Hitchcock. Alfred morì nel 1980, per problemi cardiaci e renali, l’amata Alma lo seguì due anni dopo. Le ceneri di entrambi vennero sparse nell’Oceano Pacifico, rimanendo per sempre vicini così come in vita.

Autore: Federica Tumbiolo

Classe 1995. Studia Giurisprudenza all’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2019.

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