FILO ROSSO: Dario e Franca. Più forte di tutto

” Alle volte succede che mentre ci scambiamo i corpi nell’amore, perdendoci nei baci, io scopra le tende delle finestre scuotersi per il vento. Dietro nascosto mi sembra di scorgere Dio in persona che ci va spiando geloso del nostro amore, giacché uno sconvolgimento folle e impossibile come il nostro non l’ha mai provato “

– Dario Fo

DARIO FO

Dario Luigi Angelo Fo nacque nel 1926, a Sangiano. In giovane età, dopo l’armistizio del 1943, si arruolò volontariamente nell’esercito fascista, prima nelle file delle contraeree e successivamente come paracadutista, affermando successivamente di essersi arruolato nell’unico esercito esistente in quanto italiano e non in quanto fascista, evitando così anche di essere deportato in Germania.

Si trasferì a Milano, dove frequentò l’Accademia delle Belle Arti di Brera. Successivamente si iscrisse alla facoltà di architettura del Politecnico, lasciando però gli studi prima della laurea. I primi anni di apprendistato furono caratterizzati dall’improvvisazione, inventando sul palco storie che lui stesso recitava con aria satirica.

Nel 1950, cominciò a lavorare per la Rai come attore e autore di testi satirici della compagnia della rivista di Milano. Due anni dopo, iniziò a collaborare per la radio, creando monologhi che vennero anche messe in scena al Teatro Odeon di Milano.  

FRANCA RAME

Franca Pia Rame nacque nel 1929, a Villastanza. La famiglia ricca di attori, burattinai e marionettisti porta Franca a debuttare nel mondo dello spettacolo fin dalla tenera età, ricoprendo il ruolo dell’infante nelle rappresentazioni della compagnia Rame.

In tale compagnia la ragazza recita fino al 1950-51, periodo in cui si trasferì a Milano lavorando sia per il teatro che per il cinema, venendo scritturata nella compagnia primaria di prosa di Tino Scotti.

dario e franca

“Ho avuto per Franca un amore assoluto, sconfinato, traboccante.”

– Dario Fo

IL FILO ROSSO

Dario Fo e Franca Rame si incontrarono per la prima volta nel 1951, i due erano impegnati nelle prove di uno spettacolo con la compagnia “Sorelle Nava e Franco Parenti”. La bellezza e la grazia di Franca abbagliarono tutti i presenti, compreso Dario che però pensava di non avere nessuna speranza con lei, così aspettò speranzoso un segnale, qualcosa che gli confermasse di non essere rifiutato.

Per Dario l’unica soluzione per attirare l’attenzione della donna era ignorarla, in un’intervista dichiarò: “Non volevo mai uscire con lei. Inventavo delle balle, dicevo sempre che ero occupato, che non potevo. Una volta le ho detto addirittura che avevo un esame al Politecnico e che dovevo studiare e non era vero perché avevo già lasciato. Quella sera stessa, eravamo nelle quinte del palco, lei mi ha dato uno spintone. Sono finito con le spalle al muro e mi ha baciato. Questa è la storia!”. Un bacio rubato, diede inizio alla loro storia d’amore.

Dario e Franca si sposarono nel 1954, dall’unione l’anno dopo nacque il figlio Jacopo. Nel 1958, crearono insieme la compagnia “Dario Fo-Franca Rame” , Fo aveva il ruolo di regista e drammaturgo, la Rame era la prima attrice e l’amministratrice. Negli anni seguenti, questo connubio lavorativo della coppia ottenne un grandissimo successo commerciale nel circuito dei teatri cittadini istituzionali.

Nel 1962, la Rai affidò la conduzione di Canzonissimaalla coppia. La scelta del duo di trattare temi politici che attanagliavano l’Italia del periodo, come le morti sul lavoro, gli scioperi, la mafia, le malattie professionali, portarono all’ira e al malcontento dei politici, venendo sostituiti nella conduzione del programma da Sandra Mondaini e Tino Buazzelli. Tale censura allontanò i coniugi Fo dalla tv italiana per 16 anni.

Nel 1968, decisero di stravolgere il loro lavoro chiudendo con il teatro tradizionale, portando in giro per l’Italia un teatro innovativo, legato ai movimenti politici e sociali del tempo. Aprirono la loro arte al pubblico più vasto composto da operai, studenti, contadini, esibendosi nei palazzetti dello sport, negli ospedali, nei cinema, nelle piazze.

All’inizio degli anni Settanta, i coniugi decisero di fondare Soccorso Rosso”, un’organizzazione nata dalla volontà di aiutare i detenuti coinvolti nelle lotte politiche. Nel marzo del 1973, Franca Rame venne rapita e stuprata. Fu costretta a salire su un camioncino da cinque esponenti neofascisti, l’ordine di punire la donna con uno stupro venne da alcuni ufficiali dei Carabinieri, in quanto era ormai divenuta una figura “scomoda” a causa dei suoi impegni politici e del suo attivismo. Per quello stupro non ci fu mai nessuna condanna, soltanto una prescrizione, a 25 anni dal fatto, nonostante le testimonianze nel 1987 di due fascisti, Angelo Izzo e Biagio Pitarresi.

Franca difese la sua dignità, e quella di tutte le altre donne, e lo fece con le sue parole. Nel 1975, scrisse un monologo intitolato “Lo stupro”, che venne portato in scena durante lo spettacolo “Tutta casa, letto e Chiesa”. Dario Fo raccontò del momento in cui la Rame decise di dare voce al suo dolore: “Un professore nostro amico le disse: Non basta che ne parli con i tuoi familiari o con qualche amico. Devi liberarti, devi raccontare. Fallo in teatro, è il tuo mestiere’. Lei, scuotendo la testa, rispose: ‘No, questo non posso farlo’. Un sera, mentre recitavamo uno spettacolo, lei aveva la scena dopo la mia, un monologo. Io ero dietro le quinte e improvvisamente capisco che non è il pezzo previsto, ma che Franca sta raccontando il suo dramma. La gente era sconvolta. Un coraggio da leonessa. E che esempio è stato per le donne! Quelli erano ancora tempi in cui le ragazze non potevano denunciare le violenze!”. L’opera venne trasmessa in Rai negli anni ’80. 

Il dramma non fermò il loro attivismo, rimasero entrambi impegnati in questo connubio di arte e politica. Tale impegno portò nel 1997, Dario Fo, a ricevere il premio Nobel per la letteratura in quanto usando la tradizione dei giullari Medievali, con un misto di riso e serietà apre gli occhi sugli abusi e le ingiustizie della società. Premio che Fo affermò di dover condividere con la moglie, con cui condivideva la vita professionale ed amorosa. “Permettete che io dedichi una buona metà della medaglia che mi offrite a Franca. […]Abbiamo sopportato vessazioni, cariche della polizia, insulti dei benpensanti e le violenze. E soprattutto è lei, Franca, che ha subito la più atroce delle aggressioni. Lei, più di tutti, sulla sua pelle, ha pagato per la solidarietà che davamo agli umili e ai battuti”

Lo stesso Fo affermò che non erano una coppia da manuale. La loro storia fu caratterizzata da crisi, tradimenti, incomprensioni, da ripicche. La stessa Rame infatti tradì il marito come ripicca ai molti tradimenti dell’uomo. Si lasciarono due volte, ma non riuscirono mai davvero a separarsi.

Nel 2012, Franca viene colpita da un ictus. Muore nel 2013, nella sua abitazione all’età di 83 anni. Dopo la scomparsa della donna l’amato affermò: Franca è stato il mio pilastro. E adesso è il grande buco della mia vita. Anche nel sogno mi tormenta la sua assenza, il suo sparire. Raggiungerà l’amata nel 2016, all’età di 90 anni a causa di una crisi respiratoria.  

Autore: Federica Tumbiolo

Classe 1995. Studia Giurisprudenza all’Università di Pisa. Fa parte di Radioeco dal 2019.

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