RAD(Y)OSEX: SESSO, ASTINENZA E RISOTTO ALLA ZUCCA

Cosa succede al nostro corpo durante i lunghi periodi astinenza dal sesso? Alcuni amici interrogati sul tema ci hanno raccontato la loro esperienza di non-sex per Rad(y)osex. Un’analisi ironica e perfino consigli culinari per sopravvivere all’astinenza.

Nei miei precedenti articoli per la rubrica Rad(y)osex ho sempre parlato, tramite le vicende di alcuni (s)fortunati amici, di sesso in purezza: pillola, sex toys e sexy shop e pornografia. Questa volta ho però deciso di parlare di quando il sesso non c’è, ovvero dell’astinenza. Periodi più o meno lunghi della vita, che sono capitati (quasi) a tutti, in cui il sesso diventa solo un lontanissimo ricordo. Ma come arrivano questi momenti? L’astinenza può essere una scelta? Sono solo momenti da dimenticare? Alcune risposte in questo articolo.

Tra coloro che hanno fatto dell’astinenza uno stile di vita, c’è un amico che al sesso preferisce da sempre il riso alla zucca. Il rito del riso alla zucca nasce da ogni serata finita in bianco, a casa da soli, stanchi, in un monolocale con angolo cottura; a quel punto cosa c’è di meglio che annegare l’astinenza in un bel mare di chicchi di riso in crema arancione? Nulla! E poi il sesso è così 2013. Superato. Il sesso stanca. Si suda e devi cambiare le lenzuola il giorno dopo. Tipici ragionamenti di chi sta facendo carriera nell’astinenza dal sesso. <<Vuoi mettere il risotto alla zucca?>>. Il gourmet.

Vuoi mettere il risotto alla zucca?

Amico gourmet
Il risotto alla zucca e astinenza dal sesso

In molti casi infatti l’astinenza arriva come compagna di vita proprio a causa della mancanza di slancio. L’idea di flirtare, uscire di casa (non sempre), raccontare della favolosa vita che in realtà nessuno sta vivendo, rende vano tutto il lavoro dell’ultimo ormone ballerino rimasto, che spinge senza successo alla ricerca di un partner.

La verità è che l’astinenza è difficile da scacciare. Per molti amici, durante i periodi di astinenza, il corpo si dimentica proprio delle sensazioni positive dovute al sesso e delle endorfine rilasciate. Il cervello inizia a fare a meno di quella sensazione di beata liberazione dopo un bel workout notturno da lenzuola. Molti iniziano a stare bene con sé stessi, pensando alle glorie passate e a senza avere più bisogno del sesso, almeno per un po’.

Il passo verso la vita monacale è breve: per molti amici l’astinenza più si protrae e più sarà difficile da debellare. Un’amica ci ha parlato del suo periodo di astinenza dal sesso e dice di essere ormai giunta all’ascesi. Il Nirvana della porta accanto e senza rimorsi. Ma ormai sta bene così. Infatti, a parere di tutti gli interrogati, i più duri sono i primi mesi senza sesso, poi dopo è sana abitudine. Si entra nel tunnel di disinteresse da sesso, patologia riconosciuta.

Un amico invece dice: <<Non vedo un cazzo dal 15-18>>. Lo storico introverso. Ma quello che più conta è che ha definito “turisti bavosi”, i vacanzieri rotolati verso sud che lo stanno contattando su app come tinder o grindr. Come molti degli astensionisti da libido hanno sostenuto, infatti il palato di chi pratica astinenza, diventa quasi più raffinato e lo stato di apatia dal sesso non può essere interrotto con il primo essere umano che passa.

Basta che non sia astinenza dovuta al mostro: come un amico definisce il ricordo dell’ex ragazza. Forse questo è il risvolto da temere di più e anche il più frequente: spesso dietro all’astinenza c’è una bella fregatura che non permette di andare avanti con la propria vita, sessuale e non. Per altri invece a frenare è l’idea di fare sesso per la prima volta con una persona nuova.

Diventa un circolo vizioso fatto di astinenza e di zuccheri complessi accompagnati da zucca. Ma prima o poi l’astinenza finisce, a meno che la strada degli ordini mendicanti sia davvero la vostra nuova scelta vita. Ma quando il sesso ritorna, cosa accade? Per molti la nuova compagna in sostituzione all’astinenza è l’ansia da prestazione. Spesso può accadere che le prestazioni non siano più al top o in altri casi richiedono uno sforzo mentale senza precedenti. Un’amica dice di aver fatto così tanta astinenza da essersi ritrovata vecchia al momento di rifare sesso: articolazioni doloranti e scarsa intraprendenza. Sicuramente c’è il gusto per l’iperbole, ma anche un po’ di verità.

Ma come si fa a combattere questo impulso naturale verso l’astinenza dal sesso? Rimanendo in allenamento autonomo probabilmente. Il vecchio e caro fai da te. Questo è quello che hanno fatto anche molti degli amici dotati di partner a distanza durante la quarantena appena conclusa: così il primo incontro post astinenza da Covid-19 non è stato poi tanto traumatico. Per altri invece la sensazione like a virgin è sempre in agguanto. Ma è davvero così brutto sentirsi toccati per la prima volta? Sentirsi luminosi e nuovi? Forse l’astinenza ha anche qualche lato positivo, alcuni amici infatti trovato l’effetto di ritrovata novità stimolante.

C’è poi un’ultima categoria: quelli che non hanno mai smesso e mai smetterebbero. Ma è tutto oro quello che luccica? Vi lancio questa riflessione.

Sperando che quest’estate porti tanto sesso e poca astinenza a tutti voi lettori di Rad(Y)osex, vi lascio come sempre con il mio consiglio musicale: ovviamente la già citata Like a virgin della sempre verde Madonna. Quentin Tarantino vedeva un significato diverso in questa canzone, ma potrebbe benissimo parlare di una prima volta dopo un lungo periodo di astinenza. E ora scatenatevi, in tutti sensi, oppure riso alla zucca. Seguiteci per altre ricette… no articoli.

Autore: Alice Andrea Rappelli

Speaker, blogger, archeologa e sognatrice con la valigia in mano. Pensa che la vita sia un musical e ha sempre una colonna sonora mentale per i momenti epici della giornata. In Radioeco dal 2019.

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