Senza Anestesia di radioeco.it, 1×01 Moti di Stonewall & Pride

Senza Anestesia, è nuova rubrica di Radio Eco , Oggi vi spiego innanzitutto perché ho scelto questo nome? Perché tante volte nella vita ci anestetizziamo da soli, quando ci sono situazioni che riguardano anche a noi, facciamo finta che non esistano e non siano problemi nostri e tendenzialmente li evitiamo per stare più tranquilli. Come quando ogni volta che noi dobbiamo effettuare una visita un po’ invasiva, per evitare di sentire del dolore ci facciamo somministrare l’anestesia, così stiamo tranquilli, non sentiamo e non vediamo nulla

Oggi è arrivata l’ora di affrontare questa situazione e di guardare la realtà così per com’è

I temi che trattiamo oggi sono i Moti di Stonewall & il Pride

Le incursioni della polizia nei bar gay e nei night club facevano regolarmente parte della vita gay nelle città degli USA fino agli anni sessanta, quando cominciarono a essere meno frequenti nelle città principali. Si ritiene che il declino di queste retate possa essere attribuito a una serie di azioni legali e all’aumentata resistenza da parte del “movimento omofilo”.

Prima del 1965, l’identità dei presenti al momento della retata veniva registrata dalla polizia e, in alcune occasioni, veniva anche pubblicata sui quotidiani. All’epoca, la polizia usava tutti i motivi che riusciva a escogitare per giustificare un arresto con accuse di “indecenza”, tra cui baciarsi, tenersi per mano, indossare abiti del sesso opposto o anche il semplice essersi trovati nel bar al momento dell’irruzione.

I moti di Stonewall furono una serie di violenti scontri fra gruppi di omosessuali e la polizia a New York. Il primo scontro avvenne la notte del 27 giugno 1969 poco dopo l’1:20, quando la polizia irruppe nel Stonewall Inn, un bar gay in Christopher Street nel Greenwich Village, un quartiere del distretto di Manhattan a New York. Viene generalmente considerato simbolicamente il momento di nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo. Per questo motivo il 28 giugno è stato scelto dal movimento LGBT+ come data della “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT+” o “Gay pride”. Simbolo dei moti di Stonewall è diventata la donna transessuale Sylvia Rivera, che si dice abbia iniziato la protesta gettando una bottiglia o un mattone o forse un tacco contro un poliziotto.

La notizia della rivolta si diffuse rapidamente e molti residenti, così come gli avventori dei bar vicini, accorsero sulla scena. Nel corso della notte la polizia isolò molti uomini gay e spesso li picchiò. Solo nella prima notte vennero arrestate 13 persone e vennero feriti quattro agenti di polizia, oltre a un numero imprecisato di dimostranti. Si sa comunque che almeno due dimostranti vennero picchiati selvaggiamente dalla polizia. Bottiglie e pietre vennero lanciate dai dimostranti che scandivano lo slogan “Gay Power!“. La folla, stimata in 2.000 persone, battagliò contro oltre 400 poliziotti.

La polizia inviò rinforzi composti dalla Tactical Patrol Force, una squadra anti-sommossa originariamente addestrata per contrastare i dimostranti contro la Guerra del Vietnam. Le squadre anti-sommossa arrivarono per disperdere la folla, ma non riuscirono nel loro intento e vennero bersagliate da pietre e altri oggetti. A un certo punto si trovarono di fronte a una fila di drag queen che le prendeva in giro cantando:

»Siamo le ragazze dello Stonewall, abbiamo i capelli a boccoli, non indossiamo mutande, mostriamo il pelo pubico, e portiamo i nostri jeans sopra i nostri ginocchi da checche! «

Alla fine la situazione si calmò, ma la folla ricomparve la notte successiva. Le schermaglie tra rivoltosi e polizia proseguirono fino alle 4 del mattino. Il terzo giorno di rivolta si svolse cinque giorni dopo la retata allo Stonewall Inn. In quel mercoledì, 1.000 persone si radunarono al bar e causarono gravi danni. La rabbia contro il modo in cui la polizia aveva trattato i gay nei decenni precedenti affiorò in superficie. Vennero distribuiti volantini con la scritta “Via la mafia e gli sbirri dai bar gay!”.

  • Cos’è un Pride oggi?

I Pride sono di fatto “giornate della memoria” per la comunità LGBTQUIA+ ; Oggi i Pride sono grandi movimenti di piazza nei quali ci mettiamo in cammino, insieme, verso una società più giusta, più inclusiva, che non fa differenze e che non crea discriminazioni.

Il clima di propaganda sui Pride invece è un clima di ODIO, caratterizzato dalla cultura della violenza e a questo clima noi ci opponiamo con la nostra rivoluzione d’amore, con i nostri corpi colorati, con la nostra gioia di essere liberi e libere, con l’entusiasmo di chi pensa ancora di poter cambiare il mondo, di poter vivere in un mondo più solidale.

Ecco perché il più grosso sbaglio che si possa fare è credere di avere a che fare con un carnevale. E’ l’esatto contrario, al Pride si va proprio per affermare quello che si è, ci si toglie la maschera si è liberi e libere di essere se stessi.

Un momento, un giorno all’anno, in cui si è liberi e libere di essere quello che siamo al difuori del giudizio. Il Pride è anche un momento nel quale rimettiamo al centro il corpo come strumento di lotta politica, le più grandi oppressioni e discriminazioni che abbiamo subito e subiamo sulla nostra pelle hanno proprio a che fare con i nostri CORPI…con l’aspetto dei nostri corpi, con il nostro modo di vestire, di comportarci, con la nostra identità di genere, con la nostra sessualità libera, con i nostri modelli relazionali che a volte non si conformano…quindi ecco perché il corpo diventa centrale nelle nostre rivendicazioni.

  • Quale messaggio passa per il Pride?

Come già detto il messaggio generale, alto, e facilmente intuibile è quello di “libertà”, di opposizione all’odio alle discriminazioni, con la speranza di poter vivere in un mondo più solidale.

Ma il Toscana Pride non è solo questo. È una piattaforma seria dove le PERSONE SI RICONOSCONO, che si esprime attraverso un documento politico che affronta tutti i temi legati alle nostre soggettività:

  • dal riconoscimento dei bambini delle famiglie arcobaleno alla modifica della legge riguardante le persone in transizione di genere
  • alla necessità di adottare misure educative di contrasto per il bullismo all’interno delle scuole
  • fino ad arrivare alla opportunità di depatologizzare la condizione INTERSEX vietando gli interventi sulle persone che vivono la tale condizione sulla loro pelle

C’è un po’ di tutto nel nostro documento politico 

E quest’anno in particolar modo ci siamo concentrati sul tema dell’OMO-LESBO-BI-TRANS-FOBIA. Sono tempi particolarmente duri per la nostra comunità, le cronache hanno riportato fatti che hanno riguardato anche il nostro territorio, ed è fondamentale la rivendicazione di una legge che rappresenti la risposta sia in termini di contrasto sia in termini di prevenzione.

Non occorrono solo leggi che puniscono ma occorrono percorsi culturali atti a prevenire il bullismo omo-lesbo-bi-trans-fobico nello specifico partendo dalle scuole, prevenendo la violenza dobbiamo disinnescare i meccanismi di violenza. Non solo un approccio punitivo, ma una visione più ampia che impegni risorse nelle misure di contrasto all’omo-lesbo-bi-trans-fobia e al bullismo omo-lesbo-bi-trans-fobico

  • Quali sono le attività del Toscana Pride in questo periodo di Quarantena?

Purtroppo l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ci ha spinto a prendere la decisione di rimandare la parata del Toscana Pride al prossimo anno. Ci ha mosso un senso di responsabilità e di appartenenza ad unica grande comunità solidale perché siamo consapevoli che in questo momento non ci sono le condizioni per vivere la parata in sicurezza e in un clima di serenità e di festa. Tuttavia, il Toscana Pride non si ferma.

Il comitato si è riunito come di consueto ed ha continuato la sua presenza sui canali di comunicazione come sempre ha fatto. Proprio in questo momento siamo presenti sui social con una campagna chiamata “queerantena Toscana” dove i nostri followers possono raccontarci con foto, video, pensieri il modo in cui vivono la loro quarantena arcobaleno.

Grande momento comunque sarà poi il Global Pride del 27/28 Giugno, il primo Pride online, al quale il Toscana Pride ha ovviamente aderito. Una maratona di eventi che potremmo vivere da casa e seguire in streaming. Proprio in funzione di questo Global Pride noi del Toscana Pride abbiamo organizzato una settimana di eventi social, dirette Instagram e Facebook, che partirà dal 20 Giugno 2020, dove ogni associazione che costituisce il Comitato, avrà lo spazio per uno o più eventi che ci accompagneranno poi al Global Pride del 27.

Un modo per tenere accesa l’attenzione sulle rivendicazioni che i Pride portano con sé e far sentire la comunità arcobaleno internazionale un’unica grande famiglia.

Oggi l’uscita di questo podcast/rubrica coincide con l’anniversario della morte di Peppino Impastato, anche lui attivista italiano che credeva in un mondo migliore, senza la mafia. Noi oggi dobbiamo continuare a crede in un mondo libero dalla mafia e dalle “violenze” che limitano la libertà umana.

Ospite della Puntata: Luca Dieci, Presidente del Toscana Pride 2020

Regista & Speaker: Francesco Culoma

Uno studente di Discipline dello Spettacolo e della Comunicazione dell’Università di Pisa. Attivista LGBT+. Speaker per passione, creatore e sognatore ad occhi aperti, crede che il mondo può migliorare perché nel corso dei secoli i nostri predecessori hanno fatto molto migliorando le situazioni e qualità di vita quindi possiamo farlo anche noi ogni giorno e tutti i giorni.

In Radio Eco da Novembre del 2019

I Brani che avete ascoltato nella puntata sono: Afire Love di Ed Sheeran, Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883, Wonderwall degli Oasis, Il Cielo nella stanza di Salmo, Andrà tutto bene di Levante

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Chiedo venia per gli errori commessi nella puntata! Migliorerò!

Francesco Culoma

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