Siberia: l’esplosione di un amore senza fine

‘Tutti Amiamo Senza Fine’, un’esplosione di dolcezza, cura, amore, con un velo di tristezza che entra nello spirito.

I Siberia non sono più una band che necessita di presentazione. Con l’uscita dell’ultimo album, la band livornese si sta stacca da quell’aggettivo che con tanta difficiltà si allontana, ovvero emergente.

Numerosi live e altrettante presenze in diretta televisiva fanno si che la parola ‘siberia’ si associ a loro che alla regione russa.

Ho avuto il piacere di intervistarli chiedendogli, soprattutto, di loro stessi nell’album, ‘Tutti Amiamo Senza Fine’. Buona lettura.

L’intervista:

‘Tutti Amiamo Senza Fine’ è sicuramente un album che non ha bisogno di grandi introduzioni. Basta ascoltarlo, con attenzione, per percepirne le sfumature.

Ciò che risulta chiaro però è un’evoluzione sonora. Spesso infatti le band intraprendono non solo per rinnovarsi ma anche per necessità.

Cos’è che ha determinato questa scelta? Cosa invece rimane a fare da filo conduttore coi precedenti lavori come ‘Si Vuole Scappare’?

Diciamo innanzitutto che non è stata una scelta.

Molti ci hanno chiesto se fosse un disco risultato di “direttive” di Sugar (con cui abbiamo firmato a Novembre 2018).

Ma la verità è che ci siamo trovati alla fine di un tour di una trentina di date molto cambiati, personalmente e come band.

Abbiamo iniziato subito a scrivere il disco nuovo e sono venute fuori delle canzoni che rispecchiavano questo cambiamento.

Filo conduttore col disco precedente direi che sono brani come: Sciogliti, Tutti amiamo senza fine, Peccato e la stessa Non Riesco a Respirare.

La spinta a creare questo nuovo materiale è dovuta anche ad una ricerca personale?

Direi più che altro che è stato il nuovo materiale, e successivamente la visione a tutto tondo del disco, a farci rendere conto del mutamento.

Più che una ricerca si tratta di una presa di coscienza del fatto di essere dei ragazzi tra i 25 ed i 30 anni.

I nostri argomenti di conversazione e ciò su cui ci confrontiamo quotidianamente, sul furgone, alle prove, riguardano molto più temi anche banali come le relazioni e l’amore. Il disco è stato una conseguenza a questo.

Inoltre:

In relazione alla copertina di ‘Tutti Amiamo Senza Fine’, concettualmente parlando vedo una grande somiglianza a quella del lavoro precedente.

Infatti si può leggere un dicotomia fra sacro e profano sia nella donna col niqab che fa il segno della croce, sia, a mio avviso, nel pendente che, al posto di una classica foto-ricordo, mostra una bocca con una forte sensualità.

E’ effettivamente così?

La grafica della copertina, così come tutte le grafiche relative a questo disco, sono state curate da MINE STUDIO.Ragazzi bravissimi che credo abbiano saputo riportare l’atmosfera di cui parli.

Da parte nostra non ci sono state direttive a riguardo ma non appena le abbiamo viste le abbiamo trovate coerenti e non ci sono stati dubbi.

Come i molti fan sanno, ‘Mon Amour’ è stata scritta da Cristiano. Qual è la genesi di questo brano? E’ stato difficile proporlo alla band?

Mon amour è un brano che parla di dipendenze. Insieme a My Love (anche
questo scritto da Cristiano) è evidentemente uno dei brani più pop del disco.

Non è stato difficile proporlo, ed una volta che avevamo davanti quei 20-30 brani tra cui scegliere è stato naturale che finisse dentro.

Prima dell’uscita dell’album, voi Siberia avete pubblicato due video rispettivamente per ‘Non Riesco A Respirare’ e ‘Ian Curtis’. Com’è stato lavorare a quei video? Qual è stata l’ispirazione?

Entrambi i videoclip sono stati curati da Trilathera, dei grandi professionisti con cui abbiamo instaurato anche un rapporto di amicizia extra-professionale.

La direzione artistica dei videoclip non è stata curata da noi e nelle riprese di ‘Non Riesco a Respirare’ siamo stati presenti solo nelle scene in cui dovevamo effettivamente figuarare.

In particolare, con quest’ultimo, quando ci è arrivata la versione finale siamo letteralmente impazziti.

In conclusione

Tornando a quest’estate, c’è stata una data che sicuramente ha avuto il suo peso. Parlo naturalmente della data al Firenze Rocks in apertura ai The Cure.

Com’è andata la preparazione ad una simile esibizione?

Quando ci hanno comunicato che avremmo suonato lì abbiamo fatto i salti di gioia.

A posteriori direi che è stata un chiusura perfetta di un capitolo, a quasi un anno dalla fine del tour di ‘Si Vuole Scappare’.

I Cure sono sicuramente una tra le band che più ha influenzato il nostro modo di scrivere ed arrangiare (insieme a Joy Division, Editors, Interpol ecc…)

Credo che possa essere servito anche paradossalmente per cercare di staccarvisi e intraprendere un percorso più puramente più puramente nostro.

Chiudendo, e ringraziandovi infinitamente, vi chiedo a ciascuno il brano che più vi appartiene e che fareste ascoltare ad una persona che non vi conosce.

Luca: Carnevale

Cristiano: Mon Amour

Eugenio: Tutti amiamo senza fine

Matteo: Non Riesco a Respirare

Ringraziando nuovamente i Siberia per il tempo che hanno dedicato, ed augurando loro il meglio

Vi invito a seguirli nelle pagine social e di ascoltarvi accuratamente il album.

Inoltre lascio le date del tour italiano così da darvi l’opportunità di godervi un concerto che vi resterà dentro per un po’. Perché i Siberia sono un amore senza fine.

15/2 LIVORNO, THE CAGE
19/2 MILANO, CIRCOLO OHIBO’
21/2 BERGAMO, DRUSO
22/2 ROMA, MONK
29/2 RIMINI, BRADIPOP
12/3 TORINO, HIROSHIMA MON AMOUR (PREMIO BUSCAGLIONE)
14/3 MODENA, OFF
20/3 CAVRIGLIA (AR), OFFICINA KLEE
21/3 PERUGIA, URBAN
28/3 FIRENZE, GLUE
04/4 BOLOGNA, BEERED FESTIVAL

Spiral out, my friends!

Se ti sei perso l’ultimo articolo, puoi trovarlo qui.

Autore: Lorenzo Contorno

Studente, rievocatore storico e musicista. In RadioEco dal 2019.

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