Io scriverò di radioeco.it, 1×01 La guerra di Piero

La prima puntata di Io scriverò è dedicata alla canzone La guerra di Piero di Fabrizio De André. La guerra di Piero è una delle canzoni contro la guerra più famose nel panorama italiano, in questa puntata di Io Scriverò, andremo a vedere quale sia la storia della canzone, i riferimenti personali alla vita di De andré, le citazioni di altri testi musicali e non…

Sotto la puntata è riportato per intero il testo della canzone, per chi volesse seguire il nostro racconto in maniera ancor più approfondita:

Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall’ombra dei fossi,

ma sono mille papaveri rossi.

Lungo le sponde del mio torrente

voglio che scendan i lucci argentati,

non piu i cadaveri dei soldati

portati in braccio dalla corrente.≫

Così dicevi ed era d’inverno

e come gli altri verso l’inferno

te ne vai triste come chi deve

il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso

lascia che il vento ti passi un po’ addosso,

dei morti in battaglia ti porti la voce,

chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

Ma tu non lo udisti e il tempo passava

con le stagioni a passo di giava

ed arrivasti a varcar la frontiera

in un bel giorno di primavera.

E mentre marciavi con l’anima in spalle

vedesti un uomo in fondo alla valle

che aveva il tuo stesso identico umore

ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero, sparagli ora

e dopo un colpo sparagli ancora

fino a che tu non lo vedrai esangue,

cadere in terra a coprire il suo sangue.

E se gli sparo in fronte o nel cuore

soltanto il tempo avra per morire

ma il tempo a me restera per vedere

vedere gli occhi di un uomo che muore.≫

E mentre gli usi questa premura

quello si volta ti vede ha paura

ed imbracciata l’artiglieria

non ti ricambia la cortesia.

Cadesti a terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che il tempo non ti sarebbe bastato

a chieder perdono per ogni peccato.

Cadesti a terra senza un lamento

e ti accorgesti in un solo momento

che la tua vita finiva quel giorno

e non ci sarebbe stato ritorno.

Ninetta mia, crepare di Maggio

ci vuole tanto troppo coraggio.

Ninetta bella, dritto all’inferno

avrei preferito andarci in inverno.≫

E mentre il grano ti stava a sentire

dentro le mani stringevi il fucile,

dentro la bocca stringevi parole

troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in un campo di grano

non è la rosa non è il tulipano

che ti fan veglia dall’ombra dei fossi,

ma sono mille papaveri rossi.

Ascoltate le altre puntate di questa stagione di “Io scriverò” e gli altri contenuti su https://radio-eco.it/index.php/programmi-e-podcast/!

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