Come rendere il Natale zen con gli Zen Circus

I modi per scampare alle tipiche domande di Natale inopportune di prozii e consuoceri del cugino di terzo grado sono molteplici: una su tutte l’alcol, la narcolessia, oppure ingozzarsi fino ad anestetizzare i cinque sensi. Nella provincia di Massa Carrara vi è però un metodo alternativo e molto efficace per sopravvivere al Natale: il Natale Zen degli Zen Circus.

Ormai scappare di casa e riversarsi in qualche locale per festeggiare il Natale con gli Zen Circus al posto dei parenti è una vera e propria tradizione nella provincia, iniziata ben quindici anni fa ed evoluta nel tempo. Probabilmente gli Zen stessi hanno inventato il Natale Zen per fuggire dai ganascini di qualche zia e dalle tartine divorate troppo in fretta, chi meglio di loro può capire?

Quest’anno l’appuntamento è tornato ad essere proprio il 25 dicembre dopo essersi spostato per alcune edizioni al 26 per sommo gaudio dei più restii al convivio famigliare natalizio ed è tornato allo Swamp club.

Natale Zen allo Swamp club. (foto Alice Andrea Rappelli)

Il locale era stracolmo nonostante il prezzo del biglietto sia ormai arrivato ai massimi storici: ben 20,00 euro più 1,00 euro di prevendita; chi scrive va a questo evento da quando ne costava cinque e non si doveva nemmeno fare la fila all’ingresso; probabilmente gli Zen non si ricordano più che le nonne a Natale regalano solo guanti e non contanti, ma per evadere da pandoro e lenticchie il giorno di Natale questo e altro.

La serata si apre con la folla compressa e già sudaticcia, chi arriva tardi deve rimanere nelle retrovie. Il pubblico è veramente eterogeneo ed è questo il bello del Natale Zen: vedere adolescenti che hanno conosciuto gli Zen Circus solo dopo il successo avuto con Sanremo cantare insieme a coetanei dei membri della band stessa, che probabilmente li seguono dagli esordi nei locali pisani.

Prima frase detta da Appino sul palco <<La regola è la stessa: più fate casino voi, più lo facciamo noi>>, devo dire che il suggerimento è stato accolto.

Qualcuno avrà notato che la parola concerto non è mai stata usata nell’articolo e non è un caso, gli Zen stessi tengono a precisare che il Natale Zen è solo una festa e non un concerto. Ma quest’anno, dopo l’esperimento deludente (e non totalmente giustificato) dello scorso anno, sono tornati a suonare, con una scaletta che ripercorre i grandi successi accumulati negli anni e che come loro ben sanno, avrebbe fatto divertire e cantare almeno il 90% dei presenti, il rimanente 10%  era troppo impegnato al bancone del bar. Il clima è davvero quello di una festa.

Appino al bar durante il Natale Zen (foto di Alice Andrea Rappelli)

Al bancone del bar ha fatto presenza anche Appino che in uno spaccato strumentale ha fatto stage diving e ha procurato da bere per stesso e i compagni. Dopo qualche posa a favore di smartphone ammiccamento al pubblico, il cantante e i drink sono passati di mano e in mano per tornare sul palco incolumi; mi sono però chiesta se qualcuno abbia preso un sorso dai bicchieri per il resto della serata, che da quel momento è stata ancora più carica con Viva e tanti merda urlati per ogni città sulle note di Pisa merda.

Non è mancato però anche l’immancabile momento sentimentale sulle note di L’anima non conta, con la folla che si è cimentata in una improvvisata coreografia di moto oscillatorio da destra a sinistra, diventando un mare da far guardare ai figli del nord est. Io personalmente con questo brano ho perso la voce.

Solitamente alla fine del concerto/non concerto iniziava un dj set gestito dagli zen stessi che continuavano a divertirsi con i molti rimasti, con cui si fermavano anche a fare due chiacchiere e qualche foto di rito a lato del palco.

Quest’anno non è stato così. Passano gli anni e molte cose mutano, forse in peggio, ma quello che rimane è una bella tradizione, che è tale non solo per i fan più accaniti ma per tutti i ragazzi della provincia che aspettano questo evento che è di fatto rimasto l’unico in una zona che ormai sempre più raramente viene toccata da gruppi e cantanti di rilievo.  

Durante la serata più volte gli Zen Circus hanno scherzato sul futuro del Natale Zen e se ce ne saranno altri o meno. Speriamo non ci lascino soli a Natale con Abdul.

Autore: Alice Andrea Rappelli

Speaker, archeologa e sognatrice con la valigia in mano. Pensa che la vita sia un musical e ha sempre una colonna sonora mentale per i momenti epici della giornata. In Radioeco dal 2019.

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