Ducktails, ovvero cosa fare quando il tuo artista preferito è accusato di molestie sessuali

Ducktails by GiuliaGreco

Matt Mondanile (Ducktails), cacciato dai Real Estate per comportamenti sessuali inappropriati, giunge a Pisa con il suo tour dopo anni fuori dalla scena musicale.

Il 6 dicembre, Matthew Mondanile, chitarrista e membro fondatore dei Real Estate, ha presentato al Caracol, Pisa, i brani del suo nuovo album con il progetto solista Ducktails.

I Real Estate, per chi non li conoscesse, sono una delle migliori band indie rock degli ultimi anni. Hanno suonato al Coachella e nel festival organizzato a Chicago da Pitchfork, la rivista musicale trend-setting che ha anche posizionato i loro album fra i migliori degli ultimi 10 anni.

ll loro sound, immediatamente riconoscibile, riempe perfettamente quello spazio vuoto nel mio cuore in mezzo ai rimorsi e alla malinconia. Le sognanti melodie sfiorano shoegaze e dream pop, ma rimanendo fedeli all’ossatura indie rock. Sono create da chitarre quasi psichedeliche, che accompagnano un songwriting da white indie boy di provincia: fra una delusione amorosa e l’altra si interroga sul senso della vita, senza però sforzarsi troppo per trovare una risposta.

La felicità con cui ho accolto l’annuncio del live di un tale artista al Caracol, praticamente sotto casa mia, viene subito oscurata da una rivelazione decisamente disgustosa.

I Real Estate non fanno parte dell’olimpo degli artisti da me venerati ossessivamente, di cui leggo tutte le interviste e controllo ogni ora le storie di Instagram. Non ero quindi a conoscenza della separazione di Matt (Ducktails) dal gruppo, e soprattutto, della ragione di questa: è stato cacciato e abbandonato da colleghi e casa discografica, a causa di molestie e comportamenti sessuali inappropriati.

Online trovo le testimonianze di numerose donne che hanno subito i suoi soprusi, e più leggo, più mi sento nauseata, disgustata. Non provo alcun piacere nell’ascoltare le canzoni che prima tanto amavo. Pezzi meravigliosi come “Crime” cambiano immediatamente significato.

Ci metto un po’ a processare lo shock. Poi però leggo altri articoli, più recenti, leggo ciò che ha scritto il Caracol a riguardo. Sono passati anni dalle accuse e dalla separazione, il chitarrista dietro Ducktails dichiara di essersi pentito, di avere compreso i suoi errori. Dalle dichiarazioni, però, non sembra prendersi completamente la colpa per ciò che ha fatto. E certamente non ha subito nessuna pena “legale”.

Non so bene come comportarmi. Non voglio avere nulla a che fare, mai più, con un predatore sessuale. Però, ho sempre creduto che le persone possano maturare e cambiare, e non voglio condannare a vita qualcuno che decide di impegnarsi per rimediare ai suoi errori. Ma nemmeno passare sopra a degli sbagli e fare finta di niente, scusando un comportamento che vorrei invece vedere eradicato dalla nostra società. 

Decido di andare al concerto, con l’intenzione di scrivere questo articolo, per vedere con i miei occhi e cercare di farmi un’idea, non fidandomi completamente di ciò che trovo online. Dove sta la verità?

Matt, nel suo tour come Ducktails, non è accompagnato da una band (usa delle basi al computer), ma è lui che con chitarra e voce crea melodiche suggestioni per il pubblico presente. Come artista è impeccabile, la sua musica è chillwave fatta come si deve, pop lo-fi impregnato di nostalgia (Ducktails è un riferimento all’infanzia, una storpiatura del nome di un noto cartone animato Disney).  Il pubblico è decisamente coinvolto, i fan più fedeli sono davvero emozionati.

Fra una canzone e l’altra l’artista si comporta in modo certamente particolare, non parla molto ma è entusiasta per la partecipazione del pubblico, scatta addirittura due fotografie perché siamo “numerosi”, e ci invita a bere un drink con lui più di una volta.  Per un personaggio che ha vissuto la folla del Coachella, ci si rende conto di quanto si sia ridimensionato a seguito del duro colpo. Ora sta riiniziando a sperare nella sua carriera musicale.

Ducktails by Giulia Greco

Sicuramente la musica è la sua vocazione. E sicuramente sta ricorrendo ad un certo livello di umiltà per ricominciare da capo e gioire di risultati come la (riuscita, ma piccola) serata al Caracol. Io però continuo a pensare a quelle ragazze, e non riesco a godermi la musica. Mi rendo conto che non desidero scusare nessuno solo perché ha talento, e che non mi pesa rinunciare ad ascoltare le sue, stilisticamente piacevoli, canzoni: l’apprezzamento delle stesse è rovinato alla radice.

“I was sent to earth to offer music to people and no one can stop me”

Matthew Mondanile

Riconosco che l’unica cosa chiara nella vicenda sia la sua volontà di fare musica. E questa potrebbe essere la forza propulsiva per un suo reale miglioramento personale. Ma c’è ancora tanto da fare e da dimostrare per convincere appieno me e migliaia di fan. L’ostracismo che lo ha interessato come persona e personaggio sembra averlo portato, leggendo i testi dell’ultimo album, ad un inasprimento verso chi lo ha condannato: senza speranza di ritorno nell’ambiente che lo ha cacciato, questo sentimento potrebbe trasformarsi in una fossilizzazione sui comportamenti precedenti.

 Ora è da vedere quale delle due strade deciderà di seguire, se sarà in grado di intraprendere un effettivo ed evidente percorso di crescita oppure no. Io resterò in attesa, perché, anche se è più facile cancellare ciò che non desideriamo faccia parte nella nostra società, sono convinta che abbia più valore spronarlo ad essere una versione migliore di sé.

Autrice Alessandra Pafumi

Studentessa di biologia marina nata nel 1997, per lei contano i dischi, i bagni nel mare, l’umanità. Tenta di fare la blogger e la speaker per Radioeco dal 2019. Conduce Disconnected con Giulia Greco, che le fa anche da fotografa ai live a cui la trascina.

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