2019: Ricapitoliamo

2019: un compendio

Dicembre giunge al termine ed è tempo di bilanci. Cosa ci ha lasciato l’ultimo anno della decade? Scolata in aree tematiche, ecco una piccola spremuta di 2019 (e qualche anticipazione sul 2020): alla salute.

Politica e attualità

La parte decisamente meno soddisfacente, meno accurata e più ingarbugliata: togliamocela subito.

Le europee di maggio hanno visto un generale contenimento dei partiti populisti ma anche la vittoria della Lega in Italia: imprevedibile l’improvvisa ed essenzialmente involontaria virata, ad agosto, dal governo giallo-verde a quello giallo-rosso.

Trump (che tra lampadine a led e water inefficienti abbandona i Curdi siriani, lasciandoli alla mercé dell’espansionismo turco) è sotto impeachment, dopo la recente approvazione della Camera.

E’ un anno in fiamme: letteralmente e figurativamente. Dilagano gli incendi, dall’Amazzonia all’Australia e la California passando per Notre Dame, e i movimenti di protesta, dalle sardine italiane ai manifestanti di Hong Kong, Cile e Bolivia; per non parlare dei giovani dei Fridays For Future, guidati da Greta Thunberg, nominata person of the year dal Time. Una delle donne che hanno segnato quest’anno: ci sono anche altre giovani leader di proteste, come Olga Misik in Russia e Alaa Salah in Sudan, la senatrice a vita Liliana Segre, e la presidente della Camera statunitense Nancy Pelosi.

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Manifestazione FFF del 31 maggio in Germania/ WDR/ Von Silvia Andler

Intanto, in Gran Bretagna, Boris Johnson vince le elezioni: la Brexit si farà, ma come, e se per andare a Londra d’ora in poi servirà il passaporto, lo sapremo nel 2020.

Cinema e serie TV

In questi mesi le donne hanno iniettato nuova linfa anche agli schermi, e i risultati, pun intended, si vedono: serie come Unbelievable, Russian Doll, Il racconto dell’ancella e l’incredibile Fleabag (Phoebe Waller Bridge ha vinto tutto quello che poteva vincere) non avrebbero lasciato lo stesso solco, fossero state scritte da uomini. Perché il mondo raccontato, scritto dalle donne è diverso da quello degli uomini, e solo ora iniziano ad imporsi storie che ne permettano l’esplorazione.

Con l’ultima stagione di Game of Thrones (e l’involontario product placement Starbucks) si conclude un’era, ma HBO continua a sfornare capolavori: forse l’unica serie Netflix che possa rivaleggiare con lo spessore di Chernobyl è When They See Us. Interessante notare la differenza dei toni in cui l’adolescenza viene presentata tra altri due prodotti delle case concorrenti: la crudezza di Euphoria e la tenera schiettezza di Sex Education. Sempre di HBO le acclamatissime Watchmen, che fa confrontare supereroi e razzismo, e Succession, la nuova storia di famiglia, strategia e potere che promette di colmare il vuoto lasciato dalle casate di Westeros.

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Jared Harris e Emily Watson in Chernobyl/ HBO

Intanto hanno da poco debuttato Apple Tv e Disney+, ed è alla serie The Mandalorian di quest’ultima che dobbiamo Baby Yoda… e i conseguenti meme.

Il grande schermo invece ha visto Avengers: Endgame superare Avatar per l’incasso più alto nella storia del cinema e il ritorno di ben due mostri sacri del cinema come Tarantino, con C’era una volta ad Hollywood, e Scorsese con The Irishman. Molti speculano che il ruolo di Scarlett Johansson in Marriage Story potrebbe fruttarle un Oscar, e così l’interpretazione di Joaquin Phoenix come Joker.

A proposito di supereroi, nel 2020 ben quattro titoli saranno diretti da donne. E se in Italia si dovrà aspettare gennaio per l’uscita del nuovo adattamento di Piccole Donne a opera di Greta Gerwig (uscito a Natale in America e favorita per diverse nomination), noi saremo i primi a goderci, a fine gennaio al cinema, il nuovo capitolo dell’Amica Geniale: Storia del nuovo cognome.

Musica

A febbraio Ariana Grande diventa la prima artista dai tempi dei Beatles ad avere tre singoli in cima alla classifica contemporaneamente. Lana Del Rey sforna Norman Fucking Rockwell, nominato dal Guardian come album dell’anno, e Billie Eilish con When We All Fall Asleep Where Do We Go rivoluziona il modo di fare pop. Un’altra a sovvertire i canoni del mondo dello spettacolo è Lizzo, che irrompe sulla scena internazionale con l’esuberanza di un uragano: 100% that b*tch.

Lizzo/ Billboard

E’ un anno di rinnovamenti per tutti i generi: Rosalía infonde nuova vita al flamenco ibridizzandolo con sonorità elettroniche e rap, e lo stesso fanno Lil Nas X e Billie Ray Cyrus, che con Old Town Road resuscitano il country. Anche da noi soffia vento di novità: il sound internazionale di Mahmood lo decreta vincitore di Sanremo 2019 (con buona pace di Ultimo… e Salvini.)

Agli MTV Awards Señorita ha vinto come miglior collaborazione, ma a farci innamorare è stata la performance di Lady Gaga e Bradley Cooper agli Oscar. Doti recitative o altro, non è stata affatto… shallow.

Scienza

La scoperta breakthrough of the year, secondo Science, è una foto: di un buco nero. Supermassiccio: M87, al centro di una galassia distante da noi 55 miliardi di anni luce, ha una massa 7 miliardi di volte quella del nostro Sole. Lo scatto dell’Event Horizon Telescope Consortium (Ehtc) è la prima prova diretta dell’esistenza di questi corpi oscuri. «Osservando quest’immagine» ha commentato Heino Falcke, uno dei tanti scienziati coinvolti, «mi sento come se stessi guardando le porte dell’inferno.»

M87: «le porte dell’inferno»

Ma in questo anno segnato da foreste bruciate al suolo e balene soffocate dalla plastica (e il fallimento della COP25) ci sono state altre due prime volte storiche: il computer quantistico di Google, Sycamore, è riuscito a risolvere in pochi minuti problemi che ai computer tradizionali avrebbero richiesto decina di migliaia di anni, raggiungendo la così detta supremazia quantistica; e un team di ricercatori dell’università di Stoccolma è riuscito a risalire ad un genoma umano da oggetti diversi da ossa o denti: per la precisione, una sorta di antico chewing gum, che ha permesso di ricostruire l’immagine di una giovane donna: dagli scienziati ribattezzata Lola.

In conclusione,

questo è stato un anno di sconvolgimenti, e ostinati tentativi di rimanere in sella. Di supereroi e bad guys, buchi neri e foreste rase al suolo. Di leader e masse; di femminismo e baby alieni. Di nostalgia per gli anni ‘80 e preoccupazione per il futuro.

Come salutiamo il 2019?

Thank You, Next.

Autore: Alison Haughton

Alison studia Scienze Biologiche all’Università di Pisa e non le dà fastidio se pronunci male il suo nome, ha un quadernino su cui si annota le versioni migliori dal 2005. Fa parte di RadioEco dal 2019.

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