Cosa c’entra il cinema con l’architettura?

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Di solito si tende a pensare l’architettura come costruzione, sia dello spazio urbano che dell’edificio, o dell’interno.

Ma voi avete mai pensato che l’architettura può stare anche in altre sfere delle nostre vite?

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Photo by Jakob Owens on Unsplash

Il cinema è una di queste sfere in cui l’arte di proiettare spazi, esperienze ed emozioni si manifesta. Aldo Rossi ha scritto, nel suo libro “L’Architettura della Città“, che le città sono gli scenari delle nostre vite e che, soprattutto, la città viene costruita dall’architettura.

“Più che portare rappresentazioni di una realtà immaginata, l’architettura del cinema è stata estremamente efficace nel comunicare messaggi.”

Lineu Castello

L’architettura all’interno del cinema è un matrimonio antico e molto proficuo. Alfred Hitchcock, ad esempio, prima ancora di diventare regista, ha lavorato come scenografo durante l’espressionismo tedesco.

Insomma, è difficile immaginare il cinema nel vuoto, senza uno scenario che riempe ogni trama e ci porta lontano dalla nostra realtà immergendoci in un mondo immaginario.

La progettazione e costruzione di scenari sono parti del mondo cinematografico e la comunicazione e presentazione di questi spazi dinamici, diversi e innovativi sono raggiunte dall’architettura.

L’intersezione tra cinema e architettura

Uno dei momenti di intersezione tra cinema e architettura è, di sicuro, la costruzione del set, che tra l’altro consente il totale controllo delle condizioni di ripresa, eliminando le limitazioni relative al clima, all’illuminazione e ad altri fattori ambientali che possono verificarsi nelle riprese in ambienti reali.

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Lo scenografo è il responsabile per capire la storia, la trama, le relazioni personali e le connessioni tra i personaggi e i luoghi a cui appartengono.

Il suo lavoro è gestire la concezione artistica e visiva del film, idealizzando non solo gli scenari, ma anche gli oggetti che lì sono disposti, i suoi colori e le sue consistenze. Molti film sottolineano questa produzione scenica impattando lo spettatore attraverso un’esplosione di esperienze e sensazioni, immergendolo in realtà alternative come città immaginarie o apocalittiche.

Il mondo reale è anche un scenario

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Photo by Pixabay

Non solo il montaggio di uno scenario fittizio collega l’architettura al cinema, ma anche le riprese girate nello “spazio reale”. Registi come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti e Pietro Germi crearono narrazioni che mostravano la realtà dell’Italia nella seconda metà degli anni ’40 presentando una visione critica del dopoguerra in Italia. I film includono opere famose come Rome Città Aperta (1945), Ladri di Biciclette (1948) e La Terra Trema (1948).

“Lo spazio urbano, con le sue strade e gli edifici, era sia il sito, che il veicolo che alimentava questa critica sociale.”

Siegfried Kracauer

Opere che ci portano ad altri universi

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Fonte: https://www.wired.com/story/black-panther-design/

Le visioni distopiche delle città costituiscono anche lo spettro del ruolo dell’architettura nel cinema. Ne è un esempio il film Black Panther (2018) di Ryan Coogler, che presenta una nazione immaginaria (Wakanda), prodotto dell’interazione tra elementi reali, fittizi, sociali, storici e geografici. Hannah Beachler ha affermato che il paese non è futuristico, anzi, si tratta di una società che, nel 2018, ha raggiunto un livello di sviluppo superiore rispetto al resto del mondo.

Ero tipo, okay, quanto è grande Wakanda? Qual è la popolazione? Dove si trova nel continente? Qual è la topografia?”

Hannah Beachler

The 85th Academy Awards® will air live on Oscar® Sunday, February 24, 2013. (https://imgflip.com/memetemplate/56626787/Oscars)

Ultimo, ma certamente non da meno, il Premio Oscar, conferito dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, riconosce anche il lavoro degli scenografi nel portare l’architettura dentro il mondo cinematografico attraverso il premio di Best Production Design. I criteri valutati sono: la connessione tra la storia raccontata, la visione creativa e la sua trasposizione alle scene; la massima attenzione ai dettagli delle scene, il posizionamento degli oggetti in base alla cornice del regista, la scelta corretta dei colori sia nella scenografia che nella post produzione; e l’illuminazione in armonia con tutto il resto citato.

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Fonti:

Autore: FERNANDO SINCERO JUNIOR

Studente di Architettura e Urbanistica, Fernando è affascinato dalle città e le loro storie. Crede che l’architettura abbia il potere di cambiare le persone, non solo attraverso luoghi costruiti ma anche storie raccontate.

Instagram: @fernando.sincero

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