Si svolgerà dal 3 al 6 dicembre la nuova edizione del Pisa Book Festival, la manifestazione internazionale dell’editoria indipendente che ha luogo nella città toscana dal 2003.
Per via delle misure anti-covid, il festival si terrà esclusivamente in via telematica. Tutti gli incontri, dibattiti e interviste saranno trasmessi in diretta da Palazzo Blu sul sito e sul canale YouTube del festival. Inutile sottolineare il rammarico per l’assenza degli espositori che popolavano i palazzi pisani: la pandemia impone questi e altri sacrifici, ma il programma elaborato dagli organizzatori resta di primo livello. Poiché potete trovare il programma integrale del festival a questo indirizzo, vi propongo una serie di percorsi tematici per orientarvi negli eventi del festival. Durante la settimana la squadra di Eco di Libri, la nuova rubrica di Radio Eco sul mondo dell’editoria e della letteratura, seguirà e recensirà l’evento per voi!
I Professori pisani salgono in cattedra
Dopo i saluti istituzionali, il festival sarà inaugurato dalla lectio magistralis su Dante Alighieri tenuta da Alberto Casadei (ore 10:30), professore di Letteratura Italiana all’Università di Pisa. La lezione, probabile preludio all’anno dantesco, ripercorrerà le tappe dell’ultimo libro di Casadei (Dante. Storia avventurosa della Divina Commedia dalla selva oscura alla realtà aumentata, il Saggiatore, 2020), incentrato sulla ricezione del poema. Il professore sarà il primo ma non l’unico accademico che insegna o ha insegnato a Pisa a prendere parte al festival. La critica letteraria Lina Bolzoni dialoga con lo scrittore e critico Nicola Gardini sull’arte e la letteratura rinascimentali alla luce della contemporaneità (venerdì 4 ore 18:30). Sabato 5 alle ore 15:00 il filologo classico Guido Paduano presenta la sua prima opera di narrativa, Il medico non curante (Pacini Editore, 2020); subito dopo lo storico Arnaldo Marcone, formatosi alla Normale di Pisa, conversa con due colleghi storici sul suo recente, Dopo il fascismo. Antonio La Penna e la questione giovanile (Della Porta Editori, 2020). Infine Domenica 6 dicembre alle 15:30 la linguista Fiammetta Papi, anch’essa ex normalista, dialoga con Luca Serianni e Fabrizio Franceschini, ordinario di Linguistica Italiana all’Università di Pisa, sul suo La lingua italiana in 100 date (Della Porta Editori, 2020).
Tra gli incontri elencati, la maggior curiosità è suscitata dalla presentazione del romanzo di Paduano. Il professore, una vera istituzione del mondo accademico internazionale, ha formato intere generazioni di classicisti pisani e sarà interessante scoprire se il suo esordio narrativo sarà all’altezza della sua fama di studioso. La presenza di tanti docenti di materie umanistiche al festival rappresenta un auspicio affinché il rapporto tra università e città vada incrementandosi. Spesso il mondo cittadino e quello universitario vivono in parallelo, mentre si potrebbero arricchire a vicenda in molte più occasioni.
Translation day
Un’intera sezione del festival, con ben sette appuntamenti concentrati soprattutto nella giornata di venerdì 4, è dedicata al tema della traduzione da lingue straniere contemporanee. Saranno infatti presenti i traduttori di alcune opere pubblicate o ripubblicate di recente: dalla poesia tedesca di Marion Poschmann ad un grande classico della letteratura russa come Il maestro e Margherita di Bulgakov.
Il tema della traduzione è di centrale importanza in un contesto globalizzato come quello in cui viviamo: possiamo davvero dire di conoscere l’altro se non comprendiamo precisamente quello che dice? Poiché ognuno degli incontri sarà dedicato ad un preciso libro di cui il traduttore si è occupato, sarà stimolante confrontare le diverse difficoltà nel lavoro di traduzione a seconda della lingua e del genere letterario dell’opera. Questo taglio particolaristico degli incontri andrà forse a scapito di qualche nozione di carattere più generale sui modi e le tecniche della traduzione, ma certamente sembra più invitante per un pubblico non specialistico.

Gli autori e le case editrici indipendenti
Il maggior numero degli incontri sarà dedicato alla presentazione di libri editi quest’anno da case editrici indipendenti, alla presenza degli autori. Per l’elenco completo degli autori presenti al festival rimando al programma: tra i nomi di punta spiccano il giallista Marco Vichi, il filosofo Salvatore Veca e la giornalista e storica delle donne Valeria Palumbo.
Il Pisa Book Festival, come gli altri saloni del libro indipendente, rappresenta un’occasione unica per gli editori meno noti, che spesso non riescono a sostenere la concorrenza delle grande cordate nazionali, di mostrare i propri lavori e le proprie linee editoriali. L’incontro con il singolo autore per presentare la sua opera diventa quindi il momento per conoscere l’intera casa editrice (di cui il sito del Pisa Book Festival riporta i dati principali) e sensibilizzare e invogliare il pubblico ad ampliare i propri orizzonti di mercato. Benché possa apparire triviale, quello del libro è infatti un vero e proprio mercato, che necessita quindi di concorrenza e di dare visibilità anche agli editori indipendenti. In questo senso i festival, come quello pisano, non hanno solo un valore culturale, ma mirano anche a riequilibrare delle storture dell’industria editoriale.
Dentro al mondo dell’editoria
Un ultimo gruppo di incontri si occupa proprio del mondo e delle dinamiche editoriali. Vista la pandemia che si protrae da quasi un anno, alcuni invitati hanno ben pensato di guardare al futuro nell’ambito dei festival letterari (“La Toscana dei festival”, giovedì 3 ore 11:30) e delle prossime pubblicazioni (“L’anno che verrà di Voland e 66thand2nd”, giovedì 3 ore 14:00). Sicuramente molto stimolante sarà la masterclass di Vanni Santoni “Scrivere, esordire, pubblicare” (sabato 5, ore 11:30): Santoni, oltre ad essere scrittore e giornalista, è tra gli ideatori e curatori della Classifica di qualità dell’”Indiscreto”, una rubrica quadrimestrale che, sulla base dei voti di centinaia di “grandi lettori”, stila la classifica dei migliori libri del panorama nazionale. Un altro incontro molto atteso è la conversazione tra Valentina Durante e Alice Urciuolo dal titolo “Scritture al femminile” (domenica 6 ore 12:00). Urciuolo, classe 1994 e già sceneggiatrice di Skam Italia, presenterà il suo libro Adorazione (66thand2nd, 2020), ma dal titolo dell’incontro possiamo immaginare che l’evento verterà anche sulle peculiarità della scrittura femminile e sulla questione delle donne nel mondo editoriale, tema di cui si è anche recentemente parlato per via della più che infelice uscita dell’editore Alessandro Laterza.
“A rivedere le stelle”
Chiuderà il festival, domenica 6 alle 18:30, l’incontro dal suggestivo titolo “Galileo, la luna e i buchi neri”, un dialogo tra tre scienziati di fama mondiale (Stefano Gattei, Patrizia Caraveo e Stavros Katsanevas) sui modi di osservare il cielo dal cannocchiale di Galileo fino alle recente scoperta delle onde gravitazionali a opera del centro pisano Virgo. Più o meno volontariamente, il festival si apre e si chiude nel segno di Dante, dalla lectio magistralis di Casadei a questo ultimo incontro sugli sguardi rivolti al cielo per “riveder le stelle”.

AUTORE: Tommaso Dal Monte
Tommaso è timido, introverso, ha la dizione di uno scaricatore portuale, ogni tanto balbetta: quindi fa lo speaker per Radioeco. Studia Italianistica all’Università di Pisa ed è a Radioeco dal 2019. Cura con Martina Rizzo, Mariaconsuelo Tiralongo e Rebecca Moggia la rubrica Eco di Libri.